Cina, si apre dopo 19 anni il commercio dell'avorio?

Elefante morto

La Cina preme per il commercio dell'avorio, materiale prediletto dai nuovi ricchi: oltre 110 tonnellate potrebbero essere messe sul mercato se arriva la risposta positiva del CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora) riunito a Ginevra da ieri.

Così dopo 19 anni potrebbe cadere il veto e con esso ripartire la caccia indiscriminata agli elefanti così come ha denunciato l'EIA, (Environmental Investigation Agency) dopo essere venuta in possesso di un documento riservato del Governo cinese: "Cina, il commercio dell'avorio e il futuro degli elefanti in Africa" e in cui, appunto, si annuncia l'apertura del mercato cinese all'avorio.

Ha dichiarato Allan Thornton Presidente dell'EIA sul suo sito:

Il documento segreto parla di 110 tonnellate di avorio e conferma la massiccia portata del commercio illegale. La Cina è già il maggior importatore illegale e non ha il controllo sul commercio e ciò conferma perché non dovrebbe essere data l'autorizzazione, (già al Giappone l'autorizzazione fu negata per lo stesso motivo NdR) poiché alimenta il bracconaggio in almeno 23 nazioni africane, distruggendo la popolazione degli elefanti


Il timore fondato è che autorizzando al commercio legale dell'avorio in Cina non si faccia altro che alimentare ulteriormente il bracconaggio e contrabbando. Infatti, nel 1997 CITES autorizzò Sudafrica, Namibia, Botswana e Zimbabwe al commercio delle zanne di elefanti deceduti per cause naturali e nel 2000 l'autorizzazione portò a 50 le tonnellate di avorio da vendersi però a "acquirenti autorizzati" , cioè a quei paesi che si erano distinti nella lotta al commercio illegale dell'avorio. E secondo le ultime indiscrezioni la Cina risulterebbe, proprio per CITES, uno degli Stati che maggiormente ha contrastato la vendita e il commercio illegale di avorio.

Già Ecoblog vi aveva parlato della caccia indiscriminata: oltre 20mila elefanti sono uccisi ogni anno per sostenere il commercio illegale tra Africa e Asia e per fermare questo orribile commercio Thornton suggerisce di inviare una lettera al Governo inglese, qui trovate le modalità.

Via | EIA
Foto | Flcikr

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