E’ una piccola rivoluzione che potrebbe aumentare l’efficienza dei pannelli solari e dunque la resa energetica. Lo ha scoperto l’equipe del prof. Mark Baldo al MIT: il segreto è in una vernice di natura organica che va applicata sulle superfici vetrose e che consente la cattura dei raggi infrarossi e ultravioletti che intrappolati nel vetro, divenuto come una grande lastra di fibra ottica, scorrono verso l’esterno. In pratica le celle solari si trovano solo all’estremità mentre la parte centrale più ampia è ricoperta dalla vernice, attualmente stabilizzata al 90% , che provvede alla cattura e alla diffusione dell’energia. Vediamo un po’ più nel dettaglio come avviene il processo:
Che cosa fa. E’ stato dimostrato un notevole miglioramento a basso costo nella prestazione del concentratore solare. Grazie al nuovo dispositivo la potenza ottenuta da una cella solare aumenta di 40 volte senza la necessità di monitorare il sole.
Perché è importante? Il sole è una fonte inesauribile di potenza pulita. I maggiori ostacoli alla larga diffusione dei sistemi di alimentazione solari sono dovuti ai costi. Con questo sistema si migliorano le prestazioni e si abbassano i costi.
Cos’è un concentratore solare? Il concentratore solare raccoglie la luce da grandi spazi e la concentra sulle piccole aree delle celle solari. Ciò aumenta l’energia elettrica prodotta, riducendo i costi in quanto occorrono meno celle solari per produrla.
Perché gli attuali concentratori solari non vanno bene? I concentratori solari convenzionali spesso usano grandi specchi mobili che sono costosi da implementare e da mantenere.
Qual’ è la tecnologia? I dispositivi del MIT sono basati su studi che risalgono agli anni ‘70 e poi abbandonati: il concentratore solare luminescente (LSC). L’attuale versione di questo dispositivo consiste in un pezzo di vetro o plastica trasparente colorato da un sottile strato di vernice. La luce è assorbita dal colorante e rimessa al rivestimento in vetro o plastica per essere raccolta dalle celle solari.
Perché non ha funzionato l’LCS? Per due ragioni: La luce era assorbita prima che raggiungesse i bordi del vetro o della plastica e le vernici non erano ancora stabilizzate
Come si è ridotta la dispersione di luce? Sono state prese in prestito alcune soluzioni adottate nel campo dei laser. In pratica, è stata aggiunta la vernice che assorbe e raccoglie tutta la luce circostante. La nuova classe di molecole colorate è nota come fosforo molecolare.
Per quanto riguarda la stabilità? Abbiamo testato uno dei nostri dispositivi per un periodo di tre mesi e siamo al 92%. Non è ancora sufficiente ma c’è fiducia nella ricerca.
Quando questi concentratori entreranno in produzione? La tecnologia verrà ulteriormente sviluppata per la commercializzazione da una società la Covalent realizzata da tre ricercatori del MIT Michael Currie, Jon Mapel, e Shalom Goffri. Il team ritiene che essa potrebbe essere in produzione entro tre anni.
Grazie alla segnalazione di simonemuscas
Via | MIT
dix3
17 lug 2008 - 11:51 - #1ottimo…
ste333
17 lug 2008 - 12:45 - #2molto molto interessante.. ma come tutte le altre scoperte che riguardano lo sfruttamento dell’energia solare verrà ‘censurata’ e ‘nascosta’.. purtroppo..
Gianca77
17 lug 2008 - 14:20 - #3già, e mi chiedo..se si dovessero investire i milioni che si investono nel nucleare che accelerazione avrebbero queste energie..?
_FoX_
17 lug 2008 - 23:22 - #4Tre mesi e la vernice ha abbassato la resa al 92%.. Hai voglia in ricerca… vuol dire migliorare la performance di almeno 10 ordini di grandezza per fare quello che fanno gli FV in silicio!!! per ora mi tengo i miei costosi pannelli in monocristallino.. almeno in 30 anni ho una perdita del 20%… non in sei mesi
wonderland
18 lug 2008 - 09:29 - #5@fox
Da quello che mi e’ parso di capire questa tecnologia va affiancata a un pannello solare e ne aumenta l’efficenza …
Correggetemi se sbaglio