
Una seconda perdita di acqua contenete uranio è stata annunciata dall’ASN, (Autorité de sureté nucleaire) a 10 giorni dalle perdite analoghe della centrale nucleare di Tricastin.
Questa volta il materiale è fuoriuscito da un impianto per la produzione di carburante nucleare nel Sud-est della Francia a Romans sur Isere e ha riferito a Le Monde Evangelia Petit portavoce ASN:
Le prime analisi dimostrano che non c’è nessun impatto ambientale, dal momento che la quantità di uranio fuoriuscita è molto bassa, intorno a un qualche centinaio di grammi.
L’Autorità ha reso noto che l’allerta sulla fuga era scattato giovedì scorso da parte di Areva, la società che gestisce l’impianto e che nella notte ASN ha inviato tre ispettori per controllare le misure di sicurezza adottate dal gestore. L’incidente, in base alla scala di classificazione sulla pericolosità che va da 0 a 7 è stato considerato da ASN pari a 1. L’incidente ha riguardato una tubatura che viaggia nel sottosuolo e che porta il combustibile ad una stazione di trasformazione. ASN ha osservato la non conformità di questo tubo e ha rilevato:
una resistenza agli shock insufficiente per evitare di danneggiarlo
Areva dal canto suo ha reso noto che il guasto è stato riparato e che la perdita di uranio resta limitata al terreno circostante il sito.
Vi aggiorneremo a breve sul dibattito che si sta aprendo in Francia relativo ai rischi del nucleare e al cambio di posizione dell’opinione pubblica in merito alle 60 centrali sparse su tutto il terriorio.
spidernik84
18 lug 2008 - 14:43 - #1Finirà come per Tricastin? Quattro giorni di silenzio prima che da noi se ne parli, e tutto in modo molto distaccato e poco approfondito…
Andx78
18 lug 2008 - 14:58 - #2chi vuole una centrale nucleare? stiamo cercando aree dove costruire… fatevi avanti!!
una la costruiremo ad Arcore nel giardino del premier… visto che la vuole.. diamogliela!
altri volontari?!
johncaltech
18 lug 2008 - 15:48 - #3come si possa pensare ancora al nucleare sicuro e’ un mistero.diamo voce ai professoroni che dicevano che ormai il nucleare era sicuro.ad esempio,
“L’energia rinnovabile è una pia illusione” firmato Prof.Franco Battaglia
_viviana_
18 lug 2008 - 16:04 - #4io mi sto stufando di tutti questi incidenti che però casualmente non sono mai pericolosi… ma mi state prendendo per i fondelli? ma quanti ce ne sono stati negli ultimi tempi? tantissimi. E quindi come posso convincermi che il nucleare sia sicuro come cercano di dirmi? quanti sono pericolosi e non ce lo dicono? quanti avvengono realmente e non ce lo dicono???
mi sento quasi in Cina…
che nausea
appoggio la costruzione della centrare ad Arcore. Anzi no, ci metterei direttamente il deposito di scorie radioattive sotto il suo regale popò…
scusate lo sfogo
TinaCanaglia
18 lug 2008 - 16:50 - #5e tt negli ulitmi tempi. Che starno!! Prima invece tt ok.
simonemuscas
18 lug 2008 - 18:33 - #6“Nessun pericolo per l’ambiente”. Questa è la notizia che è trapelata da questo nuovo incidente. Tutti ci auguriamo sia così, ma alla luce dei troppi milioni di euro che girarno attorno al nucleare in Francia resta il dubbio che qualche pericolo ambientale possa essere stato provocato. Vista la poca onestà che gira di questi tempi fidarsi è bene, però non fidarsi è meglio…
ChillingWarming
18 lug 2008 - 20:12 - #7E’ davvero incredibile, un altro incidente, l’ennesimo.
E in Italia è come se non fosse successo niente.
Ormai la ventata pronucleare lanciata dal nostro governo ha fatto sì che si sia creato un muro di gomma dove vanno a scontrarsi tutte quelle motivazioni che portano al pollice verso nei confronti della soluzione atomica come panacea per la dipendenza energetica in cui versa il nostro paese. L’informazione totalmente asservita alla politica. E, cosa conseguente, e soprattutto che fa riflettere, un vero e proprio lavaggio del cervello acritico per il grande pubblico che di questa informazione si nutre per orizzontarsi nelle proprie scelte di vita e per impostare una propria (?) linea di pensiero.
Per fortuna esiste Internet, e un utente meno passivo ha così modo di aprire gli occhi sulla realtà delle cose e sui meccanismi che governano l’italia.
Il problema è che spesso si hanno i paraocchi e si tacciano siti d’informazione alternativa, come i blog, come fabbriche di baggianate di scarso valore.
E’ necessario diffondere la cultura della critica, prima ancora che queste notizie. Perchè così esse si scontrano contro l’armatura tradizionalista e diffidente dell’italiano medio.