Syngenta, nota industria di pesticidi ha avviato, prima in Inghilterra e recentemente in Umbria, un progetto che mira ad aumentare la biodiversità nelle campagne. Nel 2007 è partito il progetto nel suolo inglese ed i risultati prodotti sono stati così incoraggianti (la popolazione dei soli bombi ha visto incrementarsi dell’800%) che hanno pensato di riproporlo anche nel Bel Paese.
In estrema sintesi il progetto consiste nel coltivare delle strisce di terreno con specie ad elevata produzione di polline e nettare e che consentano delle fioriture continue da maggio a settembre in modo tale da permettere all’entomofauna il sostentamento. Il progetto a mio avviso è furbo: da un lato riduce il problema derivante dalla moria di api facendo contenti gli agricoltori, dall’altro serve alla stessa Syngenta per un green-washing.
Dite che io sia un po’ troppo cinico e che effettivamente Syngenta stia cercando di porre rimedio? Può anche essere così, chi può dirlo. Ormai gli interessi e le dietrologie farebbero sospettare chiunque e diventa difficile credere/sperare in crisi mistiche di chi ci vive con quei forti interessi. A voi la parola.
Via | L’informatore Agrario (articolo in pdf scaricabile)
Foto | kaibara87
Andx78
24 lug 2008 - 07:48 - #1che dire sono daccordo, il ritorno di immagine è senz’altro il loro scopo… ma benvengano anche iniziative di questo genere sono sempre segni che c’è una coscenza ambientale crescente, e che l’immagine dell’impatto ambientale di una azienda ha un forte ritorno economico. Dovrebbe essere un incentivo anche ad altre multinazionali a inquinare di meno e a rispettare l’ambiente
japix
24 lug 2008 - 09:23 - #2Non ho parole…..la Sygenta, assieme alla Monsanto, è la principale responsabile della morìa di api nel mondo, oltre ad essere una dei maggiori produttori di OGM nel mondo. Monsanto e Sygenta si sono fuse nel 2003, se non erro, e si dividono il mondo dell’agricoltura classica assieme alla Pioneer e alla Seminis (anche questa incorporata dalla Monsanto).
Il fatto che Sygenta sta cercando di mettere le pezze a quel che sta facendo è semplicemente vomitevole, dato che è un modo bieco per salvare l’immagine CONTINUANDO comunque a produrre sostanze mortali impunemente, come sostanze a base di glifosate (erbicida che comunque rimane nel terreno per almeno due anni e che scatena allergie croniche nei bambini).
Ci si deve rendere conto che la Sygenta non fa questo perchè è diventata amica dell’ambiente, ma per salvare la faccia, tutt’al più diventa un incentivo in più per prendere in giro la gente che ci casca ancora!
chube
24 lug 2008 - 09:39 - #3Un bombo non fa un’ape. Sono creature le cui nicchie ecologiche possono sovrapporsi ma occupano spazi diversi e l’una non può rimpiazzare l’altra nel caso di estinzione.
Con questa mossa Syngenta ammette indirettamente la sua responsabilità di ecodistruttore, cerca di porvi rimedio ma a mio avviso nel modo peggiore: destabilizzando ulteriormente l’ecosistema attuale già compromesso. La via da percorrere è il bando di queste sostanze tossiche dall’agricoltura, ripensando il sistema per essere sostenibile. Impensabile per le multinazionali tecnoagroalimentari che basano sull’insostenibilità locale il loro potere.
Cane Randagio
24 lug 2008 - 11:11 - #4Proporrei una legge secondo cui qualunque azienda sia responsabile di una determinata conseguenza debba anche porvi rimedio. Ad es. prduci pesticidi? Hai l’obbligo di rigenerare le specie uccise; Produci legna? Hai l’obbligo di piantare alberi.. ecc.
stever
24 lug 2008 - 11:56 - #5ma il bombo non fa il miele !
Luca M
24 lug 2008 - 13:41 - #6@stever
infatti la cosa fa contenti i contadini, non gli apicoltori!!! =D
Un bombo visita più fiori di un ape (mi pare), quindi ancora meglio per le impollinazioni entomofile e per la produzione di frutta e verdura. Sta tutto qui il giochino della Syngenta.
Saluti
STIVIT
28 lug 2008 - 13:03 - #7“Anche io sono convinto che le case faraceutiche abbiano fatto seri danni all’agricoltura e all’ambiente, ma penso che il sig. Luca, autore di questo articolo, prima di scrivere cose inesatte, farebbe bene a leggere più attentamente l’articolo riportato a pag. 64 de L’Informatore Agrario in cui emerge a chiare note che diversamente dal progetto inglese, l’Umbria con il suo progetto non sta proponendo di diffondere bombi, ma di effettuare un serio monitoraggio ambientale per rilevare la consistenza delle popolazioni di insetti pronubi, favorire ed incentivare il loro pascolo per sfuggire ai pesticidi e, soprattutto, attraverso l’uso delle api verificare quale sia veramente la causa di morte degli insetti impollinatori perchè sulle api si può analizzare il miele, la cera e le api stesse…..per me il progetto è si furbo, come asserisce Luca, ma in senso vero………….certo lo scopo di Syngenta può anche essere quello di voler fare bella figura, ma per me conta che qualcuno stia cercando di avviare qualcosa di serio per l’ambiente e per l’uomo”.
Luca M
28 lug 2008 - 14:21 - #8@STIVIT
scusa ma non mi sembra di aver detto cose insensate: il progetto bumblebee, serve per il ripopolamento dell’entomofauna (in estrema sintesi). Tutto il resto sono particolari del progetto di cui non ho parlato e che ho lasciato ai lettori approfondire. Io volevo evidenziare il fatto che Syngenta, che produce insetticidi, stia elaborando progetti che vanno nella direzione opposta, ovvero del ripopolamento dell’entomofauna (che essa stessa ha contribuito a distruggere).
Volevo far cogliere la contraddizione del progetto: è come costruire mine antiuomo e creare un’associazione per i mutilati delle stesse esplosioni: è un palese controsenso. Non ho detto che l’esperimento o l’associazione siano inutili…ma furbe sì.
Saluti
s.libero@email.it
05 dic 2008 - 11:14 - #9un analisi profana, ma che credo ci faccia tutti ragionare:
api e bombi appertengono alla stessa famiglia delle apidae, sono imenotteri, entrambi molto sensibili ai neocotinoidi che le multinazionali producono in enorme quantita’.
Ma se entrambi sono molto sensibili a questi insetticidi, perchè si registra un moria di api e un aumento della popolazione dei bombi laddove vengono inserite?
riflettiamo su questo!!! Se ci fermiamo a dare la colpa esclusivamente ai pesticidi, stiamo solo cercando un capro espiatorio, ma non vogliamo risolvere il problema. Ci sono a mio avviso altre motivazioni dietro la moria delle api. Meditate gente, meditate…..