Secondo Ofcom, l’autorità garante per le telecomunicazioni in Inghilterra, il documentario The great global warming swindle scritto e diretto dal regista indipendente, Martin Durkin e prodotto da Channel 4 non ha
materialmente indotto in errore gli spettatori tanto da causare danni o reato.
E rigetta la denuncia di 188 pagine, presentata dalla comunità scientifica internazionale che elencava 137 presunte violazioni del Codice della cominicazione. E così infuria la polemica a proposito del filmato in cui in 72 minuti viene sovvertita l’idea sin qui acclamata che non sia di natura antropica la responsabilità del cambiamento climatico.
Ma dove sta il problema? Nel documentario è detto chiaramente che se ancora oggi viene fatta passare la tesi che il cambiamento climatico in atto è causato dall’attività dell’uomo lo si deve solo alla feroce ricerca di fondi. Che non sempre vanno nelle mani giuste.
Ovviamente mezza comunità scientifica è insorta e anche gli stessi scienziati intervistati hanno rinnegato le loro dichiarazioni, sostenendo che il documentario fosse stato montato talmente ad arte, da far uscire completamente stravolte le opinioni espresse. Ma non abbastanza, secondo l’Autorità garante, da giustificare un azione legale contro il regista Durkin e Channel 4.
Insomma, è fatta salva la libertà di opinione e di polemica. Ma di fatto, cosa denuncia il filmato? Denuncia le posizioni degli scettici, quelle che se anche riconoscono che stia accadendo qualcosa al clima, non credono che dipenda dalle emissioni di CO2 e dalla responsabilità umana.
Ecco la top ten degli scettici:
Dal 1998 - quasi un decennio - come stabilito dalle osservazioni dei satelliti non vi sono segnali che riguardino il riscaldamento del Pianeta.
L’inizio dello scorso millennio ha visto un “periodo caldo Medioevale” quando le temperature, certamente in Europa, sono state superiori alle attuali. La vite cresceva nel nord dell’Inghilterra e le Alpi non avevavo il ghiaccio che hanno oggi. L’Artico era più caldo nel 1930 di quanto non lo sia oggi.
I modelli al computer sono la principale fonte di previsione del futuro del cambiamento climatico, ma nonostante siano sviluppati da decenni non sono in grado di tenere conto di tutti i processi coinvolti, come: l’influenza delle nubi, la distribuzione di vapore acqueo, l’impatto dell’acqua del mare sui ghiacciai o la risposta delle piante ai cambiamenti di approvvigionamento di acqua.
Secondo i modelli elaborati al computer la troposfera si dovrebbe riscaldare più velocemente rispetto alla superficie terrestre. Ma le misurazioni mostrano il contrario: quindi, o questo è un altro difetto dei modelli, o una serie di misurazioni è viziata, o vi sono buchi nella comprensione della scienza.
La storia del clima lo dimostra, la Terra ha regolarmente risposto ai cambiamenti ciclici del sole. Il riscaldamento del pianeta potrebbe essere attribuito alle variazioni dei campi magnetici solari.
Centomila anni fa ci fu un analogo innalzamento della temperatura. Ma la CO2 è arrivata dopo l’aumento della temperatura e non prima, presumibilmente liberata dagli oceani.
Le prime osservazioni via satellite sono iniziate negli anni ‘70. Le misurazioni del ghiaccio prima di questa data erano casuali e gli uragani erano analizzati solo in determinati casi.I dati dei satelliti sono ancora troppo esigui per giustificare chi sostiene che gli uragani sono sempre più forti o frequenti e che non vi è nulla di eccezionale nell’ apparente restringimento della calotta artica.
Il naturale effetto serra mantiene la superficie terrestre di circa 33° C più calda di quella che sarebbe altrimenti. Il vapore acqueo è il più importante gas a effetto serra, responsabile di circa il 98% di tutto il riscaldamento del pianeta. Le concentrazioni di CO2 e metano hanno un impatto minore. Le concentrazioni di vapore acqueo sono in aumento, ma questo non necessariamente porta ad un aumento del riscaldamento, dipenderà da come si distribuirà il vapore acqueo.
Il protocollo di Kyoto non ridurrà le emissioni di gas ad effetto serra. Gli obiettivi sono troppo bassi, applicati solo a determinati paesi e sono stati vanificati da scappatoie. E il cambiamento climatico è uno dei tanti problemi che l’uomo, ricco o povero ha. I Governi e le società dovrebbero rispondere in proporzione alle loro risorse e non fingere che il cambiamento climatico sia un caso a parte. Alcuni economisti ritengono che un clima più caldo non possa che migliorare la vita, nel complesso.
passatore
23 lug 2008 - 11:39 - #1In ogni tesi scientifica che si rispetti si ha la necessità teorica della sua confutazione. Se il clima del pianeta non sta cambiando, che ben vengano studi rigorosamente scientifici che provino il contrario.
Gianca77
23 lug 2008 - 12:51 - #2già, andiamo a dirlo agli orsi polari
simonemuscas
23 lug 2008 - 12:56 - #3Sia vero o meno il fatto che esista un Cambio Climatico generato da cause antropiche, sono dell’idea che dobbiamo vivere in maniera sostenibile e basta. Chi crede nel cambio utilizzi razionalmente l’auto per preservare il nostro pianeta da un aumento di temperatura, chi non ci crede lo faccia affichè le persone possano respirare meglio nelle loro città. Chi ci crede installi i pannelli fotovoltaici per ridurre le emissioni delle centrali a carbone che tanto fanno male alla temperatura globale, chi non ci crede lo faccia per non permettere che le stesse centrali ci facciano respirare zolfo tanto dannoso per la salute. Da qualunque ottica la si veda conviene vivere in maniera sostenibile. Una denuncia di 188 pagine? Uno spreco di carta che poteva essere evitato.
tob
23 lug 2008 - 13:36 - #4Bene, ora vorrei una teoria scientifica che mi spieghi perché:
1. Sono aumentati gli uragani,
2. perché i ghiacci polari si sono ridotti al punto da minare l’esistenza della popolazione locale (ed alla fauna)
3. perché il ghiacciaio sul kilimangiaro è quasi estino http://www.repubblica.it/online/cultura_scienze/kilimangiaro/kilimangiaro/kilimangiaro.html
4. perché i ghiacciai sulle alpi si sono ridotti moltissimo
5. Perché un tempo in romagna nevicava TUTTI gli inverni ed ora invece solo in casi eccezionali,
…
bax
23 lug 2008 - 14:00 - #5concordo che si debba cercare di vivere in maniera sostenibile…
ma anche chi vuole fare passare la tesi che il riscaldamento terrestre dipenda solo da fattori antropici presenta ad arte risultati che in se non direbbero nulla di significativo…
dove sta l’onestà intellettuale e l’obbiettività scientifica allora?
Vi sembra un metro di misura adatto considerare le temperature di 30 miseri anni per poter sentenziare.
La verità è che non se ne sa cmq abbastanza… pertanto ritengo opportuno sforzarci verso la sostenibilità ma non in maniera sconsiderata senza le opportune valutazioni di convenienza.. si anche economica.
passatore
23 lug 2008 - 14:19 - #6bax: la sostenibilità è un concetto per me indiscutibile che mira a promuovere il rispetto della vita di tutti in questo pianeta. Non può essere una questione accessoria, idealistica e una condotta di vita che integra e compensa altre condotte di vita che non lo sono. Pur restando che il vero nemico che mina la conoscenza umana, la sua sopravvivenza e la sua evoluzione, rimane il pregiudizio.
_viviana_
23 lug 2008 - 14:27 - #7Io rispetto alle tesi del famoso documentario vorrei dire due cose
1 - va bene essere scettici sui cambiamenti climatici e approfondire la ricerca scientifica nel campo anche nella direzione opposta. Ma per me rimane sempre vaildo il principio di precauzione. Fino a che non mi dimostreranno in modo inequivocabile che usare le fonti fossili ed emettere tutta quella CO2 nell’ambiente non fa assolutamente male all’uomo e a Madre Natura, io rimango “cauta” e adotto comportamenti responsabili. Magari non avremo fermato i cambiamenti climatici, ma avremo aria più pulita, fonti rinnovabili sviluppate anche per le generazioni future, meno guerre per il petrolio, e sviluppato misure di adattamento ai cambiamenti climatici. Non mi pare che ottenere tutto ciò ci possa fare schifo.
2 - Non voglio discutere sul se AIDS e povertà siano più importanti dei cambiamenti climatici. Vorrei solo sottolineare come questi siano temi strettamente legati tra loro. Come possiamo lottare contro la povertà se non garantiamo risorse naturali adeguate per far uscire dalla povertà chi si trova in questo stato? Se in alcune zone dell’Africa non c’è acqua o terra adatta alla coltivazione, anche a causa dei cambiamenti climatici (a prescindere da quella che sia la causa), come potranno mai uscire dalla condizione di povertà? Dovremmo riflettere maggiormente sui legami tra “clima e povertà”, tra comportamenti sconsiderati nel Nord e conseguenze ambientali nel sud, prima di dire certe cose… certi problemi non si affrontano sezionandoli e pensandoli a compartimenti stagni, purtroppo. altrimenti sarebbe facile!
Alsoinmybackyard
23 lug 2008 - 15:21 - #8Tutti questi dubbi e leggende “negazioniste” sui cambiamenti climatici sono state riassunte in un ottimo libro che consiglio a tutti dal titolo emblemtaico “A Qualcuno Piace Caldo” di Stefano Caserini, membro dell’IPCC che ha passato in rassegna tutte le maggiori argomentazioni dei negazionisti.
Per gli interessati un’ottima lettura.
Naturo
23 lug 2008 - 15:29 - #9intanto le riviste scientifiche di tutto il mondo come schence e nature dicono che entro il 2015 la terra si raffredderà….e continuerà a farlo…
a parer mio sono cicli terrestri,ma cui l’uomo può fare poco e incide l’1%…
inoltre diamo la colpa alle auto o alle mucche, ma non capiamo che…..tutto ciò che emana calore riscalda la terra!!! quindi condizionatori in primis, telefonini, portatili….
Caiofabricius ROMA
23 lug 2008 - 17:03 - #10La cosa che si difende con più accanimento non è la libertà ma le pessime abitudini.
Ci vorranno decenni per rendersi conto dei brutti vizi acquisiti, nel frattempo ci si scaglia con ferocia contro l’evidenza razionale.
Gianni81
23 lug 2008 - 17:48 - #11Il punto fondamentale è che il global warming è basato su modelli… e i modelli sono una colossale fregatura.. perchè per quanto possa essere complesso un modello non potrà mai essere affidabile quando si tratta di avere migliaia di variabili in gioco. Non siamo in grado di fare una previsione del tempo che va oltre i 2-3 giorni, non vedo perchè dovremmo essere in grado di prevedere cosa avverrà nel futuro del nostro pianeta. La verità è che ci sono miliardi di variabili in gioco ed effetti compensativi che il pianeta può attuare che rendono impossibile fare una previsione di sorta. Prendiamo ad esempio un banale livello del mare. E diamo per appurato che il mondo si stia scaldando. Spendiamo miliardi di euro ogni anno per il global warming, e quando chiediamo risposte c’è chi dice che il livello del mare nei prossimi 100 anni aumenta di 20-30 centrimetri e chi dice che aumenta di 24 metri. Ragionando sullo stesso ordine di grandezza è come se chiedeste un preventivo al vostro idraulico e questo vi dicesse.. “Mahh, direi che il costo di questo intervento si aggira tra i 300 e i 30mila euro.. ” Ora non so voi ma io comincierei a pensare che il mio idraulico è un idiota.
Il nostro pianeta ha passato dei cambiamenti allucinanti nella sua storia, che vanno dalle glaciazioni, alla formazione di catene montuose, a continenti che si sono spostati, a inversioni del campo magnetico. Forme di vita diverse che sono andate dalle prime forme di vita monocellulari, ai pesci, ai mammiferi passando per i dinosauri.. E la verità che ora.. nonostante siano eventi gia avvenuti, non sappiamo dare una spiegazione certa di come, perchè, quando esattamente siano avvenuti. Non sappiamo nulla del nostro passato per quale ragione dovremmo essere in grado di prevedere il futuro? Per questo motivo, penso che più che spendere miliardi per cercare di capire, sia molto più saggio spendere miliardi per cambiare. Sappiamo che la C02 peggiora le cose? Sappiamo che bruciare petrolio crea C02? Sappiamo che ci sono un sacco di sottoprodotti della combustione che ci uccidono? Beh penso che sappiamo gia abbastanza, trovo stupidissimo investire tutte le mie risorse economiche per cercare di capire con il ritmo di emissioni attuale quanto tempo passerà prima di cominciare a vedere le prime esquimesi prendere il sole in bikini bevendo moijto. Trovo molto intelligente invece spendere tutti quei miliardi per spostarsi su un energia pulita. E’ come se uno che sta morendo per il troppo fumare invece che smettere e spendere i suoi risparmi per curarsi, continuasse a fumare e spendesse i suoi risparmi da vanna marchi per farsi predire il giorno della sua morte. Non mi pare furbo. Che abbiano ragione gli scettici o quelli che ci credono non mi interessa minimamente.. mi interessa che si inizi a cambiare..
passatore
23 lug 2008 - 23:42 - #12Gianni81: Concordo. Aggiungo che l’uomo può avere la possibilità di cambiare le cose in essere. L’unico soggetto in questo mondo che può invertire la rotta del proprio destino e del suo ambiente vitale è l’uomo. Tutti noi abbiamo il dovere di cambiare le cose, il sistema economico, quello energetico, il rapporto col nostro ambiente naturale deve essere revisionato e cominciare a pensare di adottare un comportamento più compatibile con l’ecosistema del pianeta. E’ necessario e auspicabile che partendo dalle comunità scientifiche di tutte le nazioni facciano pressione sul mondo politico per far si che esse divengano sensibili a tale problema. Tutti siamo coinvolti a eventuali catastrofi climatiche, nessuno escluso e ognuno di noi si deve assumere la responsabilità per le generazioni future.
tassinari.mauro
24 lug 2008 - 00:50 - #13@Gianni 81
“global warming è basato su modelli… ”
I ghiacciai che un po’ in tutto il mondo si stanno sciogliendo (dalle calotte polari al kilimangiaro) io non li chiamo modelli.
Che la temperatura sia cresciuta è un fatto innegabile, si tratta solo di capirne le cause.
In ogni caso vale il principio di precauzione.
Gianni81
24 lug 2008 - 01:45 - #14Il riscaldamento è reale.. Ma tutto quello che noi chiamiamo global warming, previsioni, film di al gore, è un gran lavoro di modelli.. Ed è assolutamente inaffidabile.. Gia solo un paio di gradi di media in più mi cambiano radicalmente il coefficente di assorbimento della CO2 degli oceani, se aumenta il caldo aumenteranno le nuvole e mi cambierà l’albedo (la quantità di luce riflessa indietro, una nuvola è bianca e riflette molto, andando a rafreddare, una foresta è scura e riflette poco, ecc), mi cambiano modelli di circolazone di venti, mi cambiano correnti, ecc ecc
Non posso sapere i vulcani cosa decideranno di fare. Non posso sapere se ci cadrà un asteroide in testa come a Tunguska sconvolgendo il clima.Non posso sapere se a un dittatore viene in mente di dar fuoco ai pozzi di petrolio.. Non posso sapere come evolverà la foresta amazzonica, ecc ecc ecc.. Per la verità non posso sapere niente di veramente utile ai fini di una previsione, e anche se lo sapessi non mi servirebbe perchè c’è tutto il resto che interagisce.
Quindi tutto quello che rientra nell’ambito Global Warming NON è prevedibile. Non possiamo sapere se si innesca qualcosa che va a peggiorare o migliorare il tutto. E’ un sistema troppo complesso e noi non siamo in grado di prevedere nemmeno se pioverà domani.
Tutto questo esce quando poi si sfogliano le pubblicazioni che iniziano tutte con: “Il global warming POTREBBE causare questo”.. Notare il condizionale..
Invece andrebbero risolti prima i problemi le cui pubblicazioni iniziano con il presente, tipo “Le polveri sottili e le nanoparticelle dei motori diesel CAUSANO un aumento dell’incidenza di carcinomi”
Se io cerco di risolvere il POTREBBE metto in atto politiche dispendiose come Kyoto per RIDURRE la CO2 che non risolvono nulla ma fanno sentire la coscienza a posto.
Se io invece cerco di risolvere il CAUSANO, scopro che l’unico modo è eliminare la combustione, e passare all’elettrico. Questo mi assicura un risultato CERTO e ho un po’ di possibilità che mi migliorino anche la situazione global warming.
POSSIAMO passare a energie pulite, nell’ottica di una migliore mobilità, minori polveri e diossine, minori inquinanti, e anche minore CO2 e FORSE minore global warming, ma non come scopo principale. Nel frattempo, invece che piangere il morto che il global warming ammazza gli orsi polari, potremmo per esempio condannare all’ergastolo chi li ammazza salvandone molti di più. Invece che piangere il morto dicendo che il global warming acidifica gli oceani, ammazza il plankton e quindi qualche balena morirà di fame, potremmo affondare le baleniere, salvandone 10 volte tante. Invece che lamentarci dei morti di caldo nelle città, potremmo tornare ad abitare le campagne (dove ci sono 5-6 gradi di meno). Troppo comodo vivere in modo consumistico e poi dire “tagliamo la CO2″. Cominciamo con il cambiare stile di vita in primis, e poi si vedrà il global warming e tutto il resto.
skyvisual
24 lug 2008 - 08:20 - #15Concordo pienamente con gianni81, aggiungendo solo che purtroppo le esigenze ambientaliste umane differiscono ancora troppo da quelle del pianeta Terra.
Anche sfruttando al massimo tutte le risorse energetiche fossili e minerali del pianeta, ci ritroveremmo ad avere NOI problemi di adattamento, mentre la natura in pochi anni si riuscirà ad adeguare senza troppi problemi.
Noi fessi invece, saremmo in braghe di tela.
Basta vedere cosa è successo all’atollo di Bikini, dove i test nucleari americani degli anni 50 hanno reso l’ambiente invivibile per almeno 1000 anni all’uomo: le piante sono mutate e si sono adattate, e l’atollo è un paradiso incontaminato “dall’uomo!”
Che ci siano radiazioni 20.000 volte più alte di quelle massime sopportate da noi conta poco. Se ci andavano turisti a frotte altro che danni….
Con questo non dico si al nucleare, ma voglio sottolineare solo che siamo peggio dell’uranio, e tutt’altro che la razza eletta da Dio.
clayco
25 lug 2008 - 23:39 - #16@
Also
anch’io ho letto il libro di Caserini, tutt’altro che la verità
dice a Stagnaro “tu vuoi fa l’americano americano”
e io dico a Caserini “tu vuoi fa il cabarettista”
Potrei ribattere a Caserini in ogni capitolo io che non sono nessuno
te ne dico un paio
SU: IL MULTIGRAFICO DELL’IPCC
http://www.realclimate.org/images/ipcc_6_1_large.jpg
Commento questo grafico (AR4 IPCC 2007) perché l’ho visto pubblicato sul libro di S. Caserini “A qualcuno piace caldo” ed. Ambiente 2008 e l’effetto ottico è notevole, in bianco e nero sembra il grafico di Mann, con un appiattimento dell’optimum medioevale, e della piccola glaciazione, e un picco di crescita finale; invece non è così e v’invito a fare una prova:
Ingrandite l’immagine e stampatela, con un lucido, segnatevi tutte le linee che partono dal 750 tranne l’arancio mJ2003 Mann e Jones 2003 e il verde b2000 Briffa 2000
Avrete dei grafici con evidenti il periodo caldo medievale e la piccola glaciazione.
Mann e Briffa sono grafici molto criticati con peer review su riviste autorevoli, inserirli nel fascione del grafico, appiattisce le curve del caldo medievale e della piccola glaciazione, è un effetto ottico evidente.
Poi senza il fascione finale con i dati strumentali e i profili che iniziano dopo il 1000, viene a mancare tutto l’effetto ottico di un improvviso riscaldamento attuale senza precedenti, anche questo è un effetto ottico evidente………..e voluto!
Su Briffa c’è questo peer review su Science. E’ una critica aspra, un rifiuto categorico del lavoro, sia per metodi sia per risultati!
http://www.sciencemag.org/cgi/content/full/316/5833/1844a
Gerd Bürger Comment on “The Spatial Extent of 20th-Century Warmth in the Context of the Past 1200 Years” Science 29 June 2007:Vol. 316. no. 5833, p. 1844DOI: 10.1126/science.1140982
C’è chi esprime dubbi molto simili. Il commento è di Mc Intyre sul suo sito descrive come le critiche dei revisori, nel n. di 69 siano eluse dai rapporti finali, 64 non sono considerate.
In particolare nel cap. 6 sulla ricostruzione paleoclimatica, nonostante il revisore dica che il grafico di Briffa non corrisponde ai requisiti scientifici dell’IPCC…Briffa è inserito lo stesso nel fascione della ricostruzione del paleo clima.
Su Mann abbiamo già detto come è stato criticato, anche su Briffa ci sono state critiche (eluse) da parte dei revisori, aggiungo questa di McIntyre
http://www.climateaudit.org/?p=540
McIntyre accusa Briffa di aver sostituito un grafico negli Urali abbassando il valore di caldo medievale.
CONCLUSIONI SUL MULTIGRAFICO
- senza i grafici contestati di Briffa e Mann (perchè i selezionatori dell’IPCC li hanno inseriti lo stesso? Per ottenere l’effetto ottico di un riscaldamento attuale più alto rispetto al medioevo?)
- senza i valori strumentali rispetto ai quali i valori indiretti sono evidentemente sottostimati
- - senza i grafici che iniziano dopo il 1000 e che quindi non hanno un confronto.
Rimangono dei grafici che rivelano un evidente, e inequivocabile caldo medievale, seguito dalla piccola glaciazione.
Su Battaglia e gli insetti
In particolare le termiti emettono 23 milioni di tonnellate di CH4 all’anno nell’atmosfera (7) la loro attività è correlata all’aumento delle temperature, questo potrebbe causare uno squilibrio tra il carbonio captato e quello emesso, a favore di quest’ultimo. Gli insetti infatti, possono nutrirsi di substrati organici accumulati in decenni e metterne in circolo il carbonio, creando un accumulo in atmosfera, simile a quello della combustione dei carburanti fossili.(10)
Io invece penso che gli errori li abbia fatti il dott. L. Mercalli.
- Sui toni, forse c’è attrito tra i due
- È scontato che l’indice diossina sia Gtc e non le tonnellate di anidride carbonica, è definito tale in molti papers…ricordo che F. Battaglia è professore all’università di chimica e da anni fa ricerca sulla chimica dell’atmosfera, pensate che non sappia la differenza tra Gtc e GtCO2?
- Sugli insetti, penso che il dott. L.Mercalli non abbia colto il condizionale di F. Battaglia, e nemmeno il senso che è: nei periodi di riscaldamento chiamati da sempre optimum, vi è l’esplosione della vita sia del regno vegetale sia nel degno animale, in particolare la respirazione del regno animale potrebbe (condizionale perché non lo sa nessuno) aumentare la concentrazione di CO2 e del metano che salgono dopo che sono salite le temperature.
Poi Caserini si è scordato di un centinaio di peer review su quelle che lui chiama riviste autorevoli
vuoi una decina di peer review autorevoli sulla correlazioni tra sole e gw?
Vuoi quelle sulle T° in alta troposfera che smentiscono tutte leteorie dell’effetto serra antropogenico?
Vuoi il profilo dei dirigenti dell’ipcc? visto che Caserini se l’è scordato?
Alsoinmybackyard
26 lug 2008 - 14:11 - #17@ Clayco
tutto ciò è molto interessante, e girerei le osservzioni allo stesso autore del libro.
Tuttavia non cambia secondo me la sostanza del problema, ovvero che pur potendo affermare un ragionevole e scientifico dubbio sull’evoluzione di cambiamenti climatici ciò non toglie che il principio di precauzione dovrebbe imporci di rallentare e diminuire le emissioni di co2. Dato che in ogni caso i ragionevoli dubbi sono tanto più ragionevoli per la tesi opposta a quella dell’IPCC.
Volendo fare una battuta: se il Mondo dà ragione a Battaglia e Battaglia aveva torto, siamo nella…
Se il Mondo riduce le proprie emissioni e dà retta agli scienziati concordi sull’esistenza del problema, al massimo abbiamo reso più efficienti i nostri sistemi di produzione e di consumo.
Oltretutto le emissioni di co2 sono anche un indicatore della “qualità” del nostro modello di sviluppo. Ripeto non esiste solo il problema della co2: i combustibili fossili sono esauribili e costeranno sempre di più, l’inquinamento atmosferico è un problema notevole che abbassa notevolmente la qualità della vita sul notro pianeta, l’economia mondiale pare ferma per via di un modello di sviluppo che ha esaurito la sua spinta innovativa, etc.
La sindrome da accerchiamento ambientalista di cui si fa portavoce Battaglia non è plausibile nè con la realtà nè con la ragione, però gli consente una notevole pubblicità ovviamente, pubblicità che in un qualunque paese d’Europa non avrebbe tanto spazio come succede da noi dove fa notizia solo quello che “la spara grossa”.
clayco
26 lug 2008 - 14:34 - #18@ Also
innanzitutto grazie della discussione.
- rispondere a Casarini che è un professore universitario?
e chi lo dovrebbe fare? io che non sono un ricercatore, ma un ignorantissimo veterinario zootecnico? Caserini si metterebbe a ridere fino a capodanno. Non è facile il confronto te lo assicuro
- Chi sono in Italia i climatologi che sostengono l’operato dell’IPCC?
Uno di questi è il professor V.Ferrara. Nella puntata di “Porta a porta” del 03/05/07 rivolgendosi al professor F. Battaglia che contestava la teoria dei gas serra, disse: “lei è un chimico e non un climatologo, quindi non può parlare”. L’espressione ricorda il ventennio: lei non è allineato quindi non può parlare. Perché mai un professore universitario di chimica dell’atmosfera, non dovrebbe esprimere dei dubbi sulla chimica-fisica dell’atmosfera? Non dovrebbe riferire nemmeno le ricerche fatte da altri? Eppure la CO2 è in equilibrio chimico-fisico tra acido carbonico dell’acqua e anidride carbonica nell’aria. Quindi nemmeno i giornalisti ne potrebbero parlare? Non sono climatologi!
Il professore V.Ferrara è il climatologo che ha tentato di giustificare la tabella dell’IPCC sul radiative forcing, che analizzerò in seguito, nello scritto “Energia ed effetto serra” e “effetto serra antropico”(33) del 2007. Nell’occasione di “Porta a porta” il climatologo V.Ferrara come prova imprescindibile dell’aumento dell’effetto serra, affermò che l’aumento era di 2,4 w/mq!
Come vedrete in seguito questo valore non è una misura reale , ma è un ipotesi dedotta da un modello climatico, molto contestato dagli scienziati scettici.
Inoltre a fine puntata disse che i ruminanti emettono metano con le flatulenze, che è un errore.
FRANCO BATTAGLIA: IL PROFESSORE IMBAVAGLIATO
Scritto da : Franco Battaglia, su: “Il Giornale” 23/06/07 più di un mese dopo l’incontro con V.Ferrara a “Porta a porta”.
Questa ve la voglio raccontare, e forse è pure mio dovere raccontarvela. Ero stato invitato - assieme a Dario e Jacopo Fo, Francesco Rutelli, Vittorio Sgarbi e Carlo Rubbia - alla puntata di Anno Zero di giovedì scorso. Tema: ambiente ed energia. Tutto era pronto, io ero arrivato a Roma il giorno prima e, per l’occasione, avevo anche acquistato una nuova cravatta. All’ultimo momento, Rubbia informa la redazione di aver cambiato idea e di non venire più in trasmissione. Santoro, a sua volta, m’informa che se non c’è il premio Nobel neanche’io posso esserci. La cosa mi fa onore ma - chiedo - perché, di grazia? Perché sennò lei, prof. Battaglia, non avrebbe contraddittorio. Beh, trovatene un altro che possa contraddirmi. Impossibile, mi si dice. Il mio ego lievita alle stelle: pensate, non si trova in Italia uno in grado di contraddirmi. Requisito minimo: essersi laureato col Nobel.
Avendo raccontato quanto sopra ad alcuni amici, ne son nate, come sempre accade, due scuole di pensiero. Una - la maggioranza - ritiene che Rubbia tema il confronto. Il collega - dicono - pur di fare il consulente di Pecoraro Scanio ha accettato che questi gli faccia da consulente e di glorificare l’energia solare; ma il fisico sa benissimo che quella dell’energia solare è una colossale utopia degenerata in squallida frode, e sa benissimo che io sarei stato determinato nello svelare sia l’utopia sia la frode. L’altra scuola di pensiero - forse più maliziosa e magari più perspicace - ritiene che al consulente sia stato espressamente «consigliato» di non andare in trasmissione: «Professore non si esponga… ma chi glie lo fa fare… si goda il suo progetto Archimede…», etc.
Io certamente non appartengo alla prima: sarò corporativo, ma un uomo di scienza, tanto più se si chiami Carlo Rubbia, non teme il confronto sulla scienza. In ogni caso, a sciogliere ogni dubbio si fa presto: sfido il premio Nobel ad un confronto pubblico, lui e io, senza comici, politici o soubrette. La mia tesi è: eolico, fotovoltaico e progetto Archimede sono un fallimento, al limite della frode, e questo governo, che ha deciso di sponsorizzare eolico, fotovoltaico e progetto Archimede, sta di fatto scavando la nostra fossa. A lui, consulente di questo governo, dimostrare che la mia tesi è falsa.
Quanto a Santoro, non saprei cosa dire. Non sapevo neanche cosa fosse Anno Zero, ma giovedì sono rimasto incollato alla tv (c’erano solo i Fo, Rutelli e Sgarbi). Caro Santoro, lei ha esordito cantando le lodi della sua creatura, con trionfalistici riferimenti alla corretta informazione e prosopopee sulla televisione democratica (i cui proprietari sono gli ascoltatori, ha sentenziato). Il tutto ben sapendo di avermi messo a tacere: deve convenire che la faccia di bronzo non le manca. Ma se lo lasci dire con affetto, perché m’è pure simpatico: la puntata di giovedì era una schifezza, un colossale monumento alla disinformazione. Mi ci vorrebbe lo spazio dell’intero Giornale per elencarle tutte le cretinate che vennero fuori, ma il direttore Bel Pietro non mi concede più spazio di così, figurarsi poi se per riempirlo di cretinate. Gliene ricordo allora una sola, la più innocente della pletora di cretinate dette, (di cui, è bene si sappia, la medaglia d’oro va a Rutelli, l’argento va a Jacopo Fo e il bronzo a lei, dott. Santoro). Orbene, tutti, ospiti e conduttore, eravate concordi a glorificare la Germania, perché avrebbe «4 volte più fotovoltaico di noi»; e a disprezzare sia l’Italia, perché sta convertendo alcune centrali elettriche da petrolio a carbone, sia la fonte nucleare d’energia. Fossi stato in trasmissione, avrei potuto far notare che l’energia elettrica, in Germania, è prodotta per meno dello 0.3% col fotovoltaico e per oltre l’85% con carbone e nucleare (55% dal primo e 30% dal secondo) e che l’Italia, grazie ai Verdi, è l’unico Paese al mondo che perpetra il crimine di bruciare prezioso petrolio per produrre elettricità. Tanto per darle lo spunto per una puntata ove, dovesse piacerle, potrà denunciare quel crimine, la informo che esso è, mi si passi il paragone, come se si bruciasse mobilio antico nel caminetto.
Franco Battaglia
- non confondere inquinamento e CO2 il gas non inquina
- mezzo pianeta sta investendo nel carbone 300 anni di riserve e torba 600 anni di riserva, ovviamente in occidente filtrando il 99% degli inquinanti, in cina india ecc no!
- dietro il catastrofismo climatico c’è la volontà di cambiare i sistemi energetici, a noi ci appioppano il nuke, ma se fosse il solare il kw costerebbe 10 volte di più
Alsoinmybackyard
26 lug 2008 - 19:35 - #19@ Clyco
Beh ma scusa predichi una cosa e ne fai un’altra, dici che è sbagliato dire che un chimico deve tacere di fronte a un climatologo (sono d’accordo con te non è un buon argomento) e tu ora mi dici che in quanto veterinario non puoi interloquire con Caserini? Ti assicuro che ti risponderebbe volentieri.
Non confondo co2 e inquinamento stavo dicendo che la co2 è un indicatore, una sorta di variabile guida del nostro modello di sviluppo, e in particolare del nostro modello energetico.
Il nostro modello energetico è stato progettato e ideato in tempi di abbondanza e basso costo di tutte le materie prime, comprese quelle energetiche fossili. Oggi ci rendiamo conto che tale situazione non può più andare avanti così come è stata finora (nell’ultimo secolo).
Ti faccio un esempio:
Le auto non vanno a carbone, nè oggi possono essere alimentate con elettricità. Riorganizzare il trasporto in modo efficiente riducendo i veicoli che circolano e i motivi di spostamento può da un lato ridurre le emissioni e dall’altro farci risparmiare notevoli quantità di un bene costoso e in esaurimento rapido. Riducendo anche l’inquinamento e le diseconomie connesse.
clayco
27 lug 2008 - 14:59 - #20@ also
Battaglia è un prof univeristario io pur occupandomi per lavoro alle emissioni degli allevamenti non faccio ricerca, però hai ragione se ci fosse un dibattito aperto potrei essere ascoltato anch’io nel caso documenti le mie affermazioni…. ci penserò. Al limite andrò ad ingrassre l afila degli scettici che Caserini ha preso in giro con sarcasmo e ironia. E poi tu hai la sua em? scrivere alle case ed serve a poco come leggerai nel link alla fine
Risparmio energetico , ottimizzazione dei trasporti, inquinamento atmosferico (da particolato grosso e fine) solo apparentemente sono correlati ai combustibili fossili, ad es gas metano.
ma anche dal carbone e dall atorba si può ottenere gas ( con la pirolisi, ad es per la torba potrebbe essere conveniente per evitare i costi del trasporto)
ma sia le centrali a carbone sia il nuke possono produrre idrogeno.
non bisogna confondere il problema energetico con l’effetto serra antropogenico, perchè ad es gli allevatori hanno dovuto ridurre le emissioni per niente spendendo un sacco di soldi per niente.
http://alternativenergetiche.forumcommunity.net/?t=17704330
nessuno mi ha risposto!