Ogni anno 900mila foche vengono cacciate solo in Canada, Groenlandia e Namibia. I metodi con cui questo avviene sono molteplici, più o meno crudeli. La Commissione Europea ha proposto un regolamento che prevede “un divieto ad immettere in commercio, importare, far transitare nell’UE ed esportare da essa prodotti derivati dalle foche. I prodotti ricavati dalle foche provenienti da paesi che utilizzano metodi di caccia crudeli non devono entrare nell’UE”, ha spiegato il commissario all’ambiente, Stavros Dimas.
Come precisa l’esecutivo Ue “le foche sono animali che percepiscono il dolore”. Per questo l’Europa ritiene importante bandire i prodotti derivanti da una caccia troppo spesso inutilmente crudele. Quella che si richiede è una sorta di “caccia certificata” dove la qualità corrisponde ad una morte il più possibile indolore per l’animale. A sostegno di questo concetto c’è un parere dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che sostiene che esistono metodi di uccisione rapidi ed efficaci. Non è che ci voleva poi molto a scoprire che è meglio uno sparo in testa che cento bastonate e scuoiamenti da vivi!
Via | Commissione Europea
Foto | Dj Drakula
kayowas
23 lug 2008 - 18:29 - #1finalmente qualcuno si sveglia per cercare di mettere fine a questo scempio
Vhemt
23 lug 2008 - 18:47 - #2Eccerto così abbimo la coscienza pulita no? l’anima soffre di meno e non dobbiamo assistere a sofferenze, poi un giorno si deciderà di fare tutto nei mattatoi.
La questione invece è che un essere vivente viene ucciso per realizzare abbigliamenti per trogloditi.
francesco77
23 lug 2008 - 19:06 - #3900mila, ma non saranno un pò troppi? francamente non pensavo così tanti.
Direi di dire stop agli animali uccisi per fare borse o quant’altro.
Gli unici devono essere quelli al puro scopo nutrizionale.
qnx fan
23 lug 2008 - 19:29 - #4Beh francesco77 a dirla tutta perchè a scopo nutrizionale sì e a scopo “ludico” no? E’ lo stesso discorso ipocrita “ucciderli basta non farli soffrire”. Visto che c’è nutrizione e nutrizione, mangiare carne non è strettamente necessario o al massimo il quantitativo dovrebbe essere ridotto: sia per l’ambiente, sia per il portafogli (mangiare carne tutti i giorni è un’abitudine recente che in tempi di crisi economica è giustamente insostenibile) e forse anche per la salute.
Non sono il tipo da commentare le notizie “si cerca di ridurre i gas serra degli allevamenti” con: “è tutta una scusa per continuare a inquinare con l’auto”, ma qui lo faccio volentieri. Smetterla di uccidere gli animali per le borse per giustificare l’alimentazione a base di carne? Mi sa un pò di cazzata, cerchiamo piuttosto di fare il “ramadam vegetariano” evitando di consumare cibi animali almeno un giorno a settimana, si farebbe molto con poco, sempre che si abbia voglia di fare pure quel poco.
dukenukem
23 lug 2008 - 21:46 - #5Sento spesso parlare di foche e balene, mi piacerebbe sentire più spesso delle notizie su mucche, maiali e galline.
Solo evitando o limitando al massimo l’uso di prodotti di origine animale(carne, pelle, formaggio ecc.), si potrà salvare l’ambiente e gli animali.
francesco77
23 lug 2008 - 22:21 - #6 (nascondi)@qnxfan: personalmente mangio carne 3 massimo 4 volte la settimana. In ogni caso anche se và mangiata tutti i giorni, bisogna tenere in considerazione che si DEVE mangiare un mix di carni bianche e rosse.
In ogni caso non si può vivere di sola verdura. l’uomo da sempre si è nutrito anche di carne, per cui….
qnx fan
23 lug 2008 - 22:56 - #7“Anche se va mangiata tutti i giorni” ??
Comunque guarda che i vegetariani non mangiano solo verdura, e vivono benissimo da quanto ne so.
Gianni81
24 lug 2008 - 00:26 - #8 (nascondi)Per quel che riguarda il post.. Trovo sia una cosa indegna, le foche non dovrebbero essere uccise proprio, se non da popolazioni indigene che le usano per cibarsene.
Per quel che riguarda invece l’uccisione degli animali per cibarsene la trovo la scelta migliore, sottolineo per cibarsene, non per divertimento. La convinzione che esser vegetariani o vegani equivale ad essere ecologici o naturali lo trovo un discorso ipocrita. In primo luogo perchè da quando siamo scesi dagli alberi e ci è comparsa una dentatura adatta a mangiare carne e abbiamo perso la capacità di sintetizzare amminoacidi essenziali e vitamina B12. Ora.. se sono vegetariano posso anche non mangiare carne, ma il latte e i prodotti contenenti derivati del latte (praticamente quasi tutto) che utilizzo, per esistere necessitano di una mucca. E le mucche, come del resto tutte le donne, non si svegliano la mattina spruzzando latte, devono prima diventare mamme. E quel latte servirebbe al vitello. Il vitello non c’è, perchè si trova in macelleria. Il fatto di non mangiar carne non significa non causar la morte di un animale, significa che qualcun altro mangia l’animale che hai ucciso per bere il suo latte. E il fatto che qualcuno mangi quel vitello è un bene perchè almeno non è stato ammazzato per niente. Poi.. vedo un sacco di vegetariani che per variare la dieta e non impazzire mangiano un sacco di tipi di frutta e verdura.. che però quasi sempre vengono da lontano o sono fuori stagione, pensiamo alle banane del centro america quanta strada hanno fatto? E’ veramente così ecologico? Per non parlare di tutto quello che si fa con la soia, dal latte alle bistecche finte. Processi, trasporti, imballaggi, per mangiare una bistecca che in termini ecologici ha un impronta molto più grande di quella originale fatta di carne.
Per quel che riguarda i vegani, HANNO NECESSARIAMENTE BISOGNO di vitamina B12 (che è presente solo nella carne, in qualche alga e alcuni ceppi batterici), si potrebbe mangiare un po’ di coniglio allevato dietro casa (invece che il prato inglese un bel orto e un po’ di animali da cortile) e risolvere il problema, ma siccome il vegano non uccide gli animali, ricorre ad integratori, e il che implica lavorazioni industriali di alghe o batteri di varia provenienza, con costi di trasporto, imballaggio, scarti, e pubblicità. Se vogliamo parlar di sostenibilità ambientale, l’esempio più sostenibile è quello del contadino di un secolo fa, che fa mangiare le mucche nei campi, produce frutta e verdura da mangiare con i campi, alleva conigli e galline, mangia carne, mangia verdura, ma soprattutto mangia quello che produce, senza mettere in mezzo processi industriali, e senza trasporti.
Ah, le cose in pelle sono importanti, o vogliamo buttarla via la pelle dopo averli ammazzati?
tassinari.mauro
24 lug 2008 - 00:44 - #9Ogni paese ha le sue risorse e le deve usare con criterio.
Le foche non sono una nostra risorsa, uccidere le foche per farci borsette significa lasciare senza risorse (cibo ma anche vestiti) gli le popolazioni locali.
qnx fan
24 lug 2008 - 02:05 - #10Dentatura adatta a mangiare carne? MAH se lo dici tu..
la vitamina b12 non la sintetizza proprio nessuno, ne le scimmie ne le mucche. Ma forse tu sei discendente diretto di qualche batterio o alga, perchè sono proprio SOLO alcuni tipi di alghe e batteri ad avere la capacità di sintetizzare la B12.
Gli aminoacidi essenziali sono quelli che non possono essere sintetizzati da altri a.a quindi al massimo saranno (forse, non lo so nemmeno) cambiati gli amminoacidi essenziali, ma la capacità di sintetizzarli no visto che sono quelli essenziali.
Proprio perchè i vegetariani mangiano pure i derivati animali esistono pure i vegani. Ma non paragonerei i vegetariani agli onnivori. E siccome diventare vegani è impegnativo non tutti vogliono o possono affrontare una sfida simile ben vengano i vegetariani e chi smette di mangiare carne o la riduce nella propria dieta.
I cibi che vengono da lontano sono sicuramente impattanti ma mangiare più vegetali che carne è stato dimostrato più sostenibile che mangiare “carne locale”.
Inoltre la soia che tu critichi (e quella che disbosca le foreste equatoriali) è quella che fa da foraggio per le mucche, non è di certo il quantitativo che viene destinato all’alimentazione umana diretta. Le bistecche di soia sono come qualsiasi altro prodotto alimentare elaborato, perchè comprare bistecche di soia non va bene e comprare le patatine sì? Bistecca di soia vs bistecca animale: nella seconda viene consumato un così alto contenuto di acqua e di cibo da far rizzare i capelli, usa google se vuoi le cifre.
La b12 ripeto è presente nella carne indirettamente, quindi nel ricorrere ad integratori non lo vedo per niente sbagliato (considerando che le riserve corporee di b12 in un vegano/vegetariano adulto (quindi con passato da onnivoro) sano è di 20/30 anni. Non capisco perchè si ricorre a psicofarmaci, antistaminici, sciroppi per la tosse, pillole blu, anticoncezionali, pillole del giorno dopo, pillole abortive, vaccini, supposte e farmaci vari, bibite energetiche, bibite a zero calorie e poi si debba a tutti i costi scassare le balle se uno decide di prendere un integratore di b12. E alla pubblicità del supradyn o del multicentrum senior non rompete i maroni?
Il modello contadino è sicuramente lodevole ma non credo sia attuabile in massa in un mondo capitalista globalizzato, dipendente dal petrolio (ancora per poco) e soprattutto con quasi 7 miliardi di persone.
francesco77
24 lug 2008 - 11:03 - #11 (nascondi)qnx fan: ma da dove te le tiri fuori le informazioni, da internet o sei medico-nutrizionista?
..è più sostenibile che mangiare carne locale?…ed è stato anche dimostrato…?
fà una cosa, continua a brucare l’erbetta del prato. Spero che ai tuoi figli, se ne hai, dia un’alimentazione corretta, non imponendo la tua scelta.
qnx fan
24 lug 2008 - 12:06 - #12ma ce la fai ad aprire un link e usare google o non puntavi ad altro che dire “continua a brucare l’erbetta del prato”? ti ho messo il link apposta ma non c’è più sordo…
Non ho figli grazie e comunque saranno affari miei. E se ora tirerai fuori la questione dei figli/bambini che muoiono “perchè figli di vegetariani e vegani” sappi che non ti conviene, perchè quelli sono genitori veg ma ignoranti, e da ignoranti nel mondo non si va da nessuna parte, figurati essere in grado di gestire l’alimentazione dei figli (e la propria). Diventare vegetariani implica un minimo di impegno nozionistico, ma questo vale per tutte le cose.
passatore
24 lug 2008 - 12:11 - #13Essere vegetariani è una scelta personale, e per questo bisogna rispettarla. Quando questa scelta viene imposta ad un’altra persona, figli compresi, tale imposizione le limiterà certamente il diritto di una alimentazione equilibrata. Ognuno di noi in teoria a la sua dieta specifica e adatta per sè, tal volta una alimentazione senza carne e latticini di origine vaccina può causare dei danni organici durante la fase dello sviluppo di un bambino. Ciò che importa e ciò che è certo, sono l’allevamento intensivo di animali e l’industrializzazione della carne che vanno urgentemente limitate o addirittura abolite se possibile. Questo sistema così esasperato di produrre carne da macello è notevolmente nocivo per la nostra salute, per il nostro ambiente e soprattutto è un modo distorto e corrotto di procurarci il cibo che è diseducativo. Oltre che procurare della sofferenza inutile a esseri viventi come noi.
PCNature
24 lug 2008 - 12:59 - #14Anzi tutto vorrei precisare che le foce non sono una “risorsa” come dice l’utente tassani mauro,bensì degli animali.Bisognerebbe essere in armonia con l’ambiente che ci circonda,no fare i “comandanti” della terra sfruttando tutto ciò che ci fa comodo.Comunque per quanto riguarda il provedimento proposto dalla UE penso sia una eccellente soluzione.L’unico modo per fermare l’uccisione di questi bellissimi animali è secondo me appunto quella di cessarne le richieste.Quindi il vero problema non sono gli spietati cacciatori, ma gli aquirenti.Senza richiesta non vedo perchè i cacciatori dovrebbero continuare ad uccidere le povere foce.
tassinari.mauro
24 lug 2008 - 13:09 - #15 (nascondi)@PCNature
La verdura non è una risorsa ma sono delle piante, hanno una vita e per essere in armonia con l’ambiente non devi mangiare.
E’ questo che vuoi dire !?
Oppure puoi considerare ogni elemento che ci circonda come una risorsa da usare senza abusare, tenendo conto del rendimento e della sostenibilità.
Se una qualche popolazione semi indigena locale uccide qualche foca per mangiare e farsi degli indumenti fanno bene. (da quelle parti non possono farsi l’orticello)
Se noi che abbiamo alternative migliori ci facciamo migliaia di km per andarci a prendere delle foche siamo ladri ed assassini.
Gianni81
24 lug 2008 - 14:01 - #16“Dentatura adatta a mangiare carne? MAH se lo dici tu”
Entra in una biblioteca universitaria e sfoglia un testo di zoologia dei vertebrati, è spiegato tutto, e c’è lo zampino dell’evoluzione.
Sulla vitamina B12. Non esiste in forme umanamente biodisponibili in sostanze vegetali. Questo è il motivo per cui prima dell’era della chimica e degli integratori non potevano esistere vegani. Chiedi a qualsiasi medico, intendo con una laurea in medicina vera.
Riguardo quello studio. Guarda il mondo. Non ci sono solo efficientissimi batteri che sfruttano al meglio le risorse, ma c’è un intera rete alimentare fatta di prede, predatori e allevatori. Se ci sono i carnivori e gli onnivori un motivo c’è, ed è strettamente legato all’evoluzione e alla biodiversità. Se uno vuol fare la scelta di vita di esser vegetariano la fa PER MOTIVI DI COSCIENZA PERSONALE e lo rispetto, ma è disonesto criminalizzare chi non condivide con un falso pretesto ecologico. Se fosse ecologico non mangiare carne l’evoluzione non avrebbe prodotto i carnivori. Ci sono i carnivori (come le foche di ques’articolo) non perché l’evoluzione è malvagia, ma perché sono necessari per far funzionare un ecosistema. Chiedi a un ecologo che ne penserebbe di eliminare gli squali da un reef per poter sfruttare meglio le risorse.
Poi vallo a dire alla gran parte di quei 7 miliardi di persone che vivono in condizioni misere e che non hanno di che mangiare che il modello del contadino seppur lodevole, non è attuabile nel mondo capitalista globalizzato dove le biomasse necessarie per riempire il serbatoio di un SUV basterebbero a sfamare un uomo per un anno. La realtà contadina non è attuabile per comodità personale legato al non sporcarsi le mani, non per altro, ad ogni modotante piccole realtà di produttori sarebbero possibilissime. invece del prato inglese ti fai l’orto e tieni un po’ di galline. Una gallina fa 7 uova a settimana, quanto basta per le esigenze di una persona, se tutti ne allevassero una non ci sarebbero bisogno di allevamenti intensivi con gabbie di pochi centimetri. Io quando la mattina raccolgo le uova non ho nessun rimorso di coscienza legato al maltrattamento di animali e non mi sento un criminale per nutrirmene. Tanto più che se non me ne nutro io l’uovo non fecondato marcisce li. Con un orto e alberi da frutta non servirebbe andare così spesso in supermercato dove la frutta arriva da lontano, ecc ecc.. Ma forse fa più comodo vivere in una città, non sporcarsi le mani, e chiudere gli occhi sul da dove arriva il cibo che si mangia.
qnx fan
24 lug 2008 - 14:43 - #17“Entra in una biblioteca universitaria e sfoglia un testo di zoologia dei vertebrati, è spiegato tutto, e c’è lo zampino dell’evoluzione.”
Adattato a mangiare anche carne per far fronte a tutti i disagi possibili immaginabili sicuramente, ma questo non significa che oggi siamo obbligati a mangiarla.
Vitamina B12: non ho detto che esiste nei vegetali, può esserci se questi sono cresciuti in un terreno ricco di certi batteri ma è sconsigliata l’assunzione solo da questa fonte al giorno d’oggi. Per la chimica: pure i farmaci sono prodotti dalla chimica, questo è anche il motivo per cui la longevità si è allungata ma non ci vedo nessun problema.
“Se fosse ecologico non mangiare carne l’evoluzione non avrebbe prodotto i carnivori. Ci sono i carnivori (come le foche di ques’articolo) non perché l’evoluzione è malvagia, ma perché sono necessari per far funzionare un ecosistema. Chiedi a un ecologo che ne penserebbe di eliminare gli squali da un reef per poter sfruttare meglio le risorse.”
1) noi non siamo carnivori
2) i carnivori non fanno allevamento intensivo
3) non ho nulla contro l’ecosistema e il suo funzionamento, nessuno qui vuole eliminare prede o predatori o far diventare vegani i leoni.
Non ho niente contro il tenersi le galline in giardino per mangiare le uova anzi se avessi un giardino lo farei pure io.
Mi darebbe più fastidio ammazzare un coniglio ma questa è una motivazione etica che molti non condividono ma in pochi sanno fare il contrario. Come ha detto qualcuno, se i mattatoi avessero le pareti di vetro tutti diverrebbero vegetariani. Ma chi vuole allevarsi animali in loco per nutrirsene lo faccia pure, io criticavo l’ottusità nel rompere puntialmente ogni volta le balle con: vitamina b12, artificialità nel mangiare vegetariano per l’integrazione per il passato da carnivoro (?) dell’uomo per disinformazione su nozioni di nutrizione e chissà ancora cos’altro.
Gianni81
24 lug 2008 - 15:52 - #18Chiedo scusa se ho rotto le balle con la B12. Vedi il punto è che c’è un informazione distorta. Ti faccio un esempio. Io sono cresciuto in una fattoria, ci son sempre stati animali da cortile, maiali e maiali. Non mangiano schifezze chimiche, sono trattati bene e hanno un sacco di spazio. Non si producono rifiuti umidi perchè si fa il compost, non si scarica nelle fogne perchè c’è la fossa biologica. Si fanno pochi rifiuti perchè non abbiamo imballaggi di cose comprate al supermercato, se ho fame mangio pane e salame, non patatine. Non si spreca acqua e gasolio per bagnare le coltivazioni (10 anni fa abbiamo installato un sistema di irrigazione a goccia). Prossimamente stiamo pensando di installare un impianto fotovoltaico di 80 metri quadri. Ci sono alberi da frutta di tutti i tipi. Vivo in una realtà agricola molto molto piccola, assolutamente non una cosa estensiva. Ora, quando ci sono le zucchine, anche volendo in famiglia non ne mangiamo svariati quintali, il resto lo mangia il maiale o le galline, quando ci si trova con qualche quintalata di mele, stesso discorso.. Si potrebbe dire che è meglio venderle, ma per una questione di normative diventa tutto complicato non è così semplice, pensa solamente all’idiozia delle quote, così le mangia il maiale. Che a sua volta mangiamo noi. Quando ero piccolo andavo anche a pescare con la canna nel fiume vicino, ora non è più possibile a causa di scarichi industriali che hanno spazzato via tutto il pesce. Ora.. francamente penso di vivere in modo molto sostenibile e anche gli animali hanno un loro ruolo in questo. Mangiano quello che noi non mangiamo, e con il letame e i liquami ci si fertilizza la terra. Certo se ci si ammala si va dal medico e si prendono medicine moderne, ma salvo queste eccezioni di chimica e processi industriali in una realtà come la nostra ce ne sono pochi. Eppure non vivo fuori dal mondo, sono connesso a internet e e se voglio andare al cinema vado in bicicletta in pochi minuti. Ora, francamente mi lasciano molto perplesso le esternazioni (e molto spesso gli attacchi) che gran parte di conoscenti vegetariani che stanno in città mi fanno dicendomi che dovrei essere ecologico e che sono un criminale perchè mangio i conigli e le galline. Quando vivevo in città per motivi universitari vivevo con una ragazza vegetariana, il mio pasto tipico era un piatto di pasta fatto con la conserva fatta in casa, un po’ di verdura e frutta portata su da casa mia e la sera un pezzo di pollo avanzato dall’arrosto del giorno prima. Il suo comprendeva pasta, formaggi (del supermercato, quindi provenienti da allevamenti intensivi), e frutta spesso non di stagione o esotica come avogado per variare. Ogni sera mi stressava l’esistenza con il fatto che essere vegetariani vuol dire amare di più gli animali e l’ambiente. Non è vero.. E’ ipocrita. Sostenibilità vuol dire farcela con le risore rinnovabili disponibili localmente, non ha niente che vedere con l’essere vegetariani.
Se torniamo alle foche, Va assolutamente condannata la caccia per farci pellicce. Sarei molto più cattivo della norma scelta dall’unione europea. Ma non va vietata la caccia per le popolazioni che vivono li (tanto sono pochi esemplari). Un esquimese che uccide una foca la sfrutta interamente, e dal grasso si ricavano molte energie, e favorisce l’ecosistema eliminando gli esemplari più deboli. E’ un bel esempio di sostenibilità ambientale. Ma se l’eschimese fosse vegetariano significherebbe tonnellate di prodotti che arrivano da tutt’altra parte del mondo che dovrebbero essere trasportati lì, e questo non è neanche lontanamente sostenibile. Come non potrebbe essere sostenibile rendere vegetariane persone che in questo momento campano di pesca, tipo in polinesia. Per questi motivi l’uomo non è strutturato per essere vegetariano, ma sta a metà. E’ una scelta evoluzionistica importante perchè permette un maggior adattamento a diversi ambienti. E ha funzionato visto che l’uomo vive un po’ sparso per tutta la terra. Se proprio vogliamo dirla tutta, non è sostenibile vivere in una città di cemento, decentrare la produzione alimentare, e raffinare prodotti per farli diventare tutt’altro: come con i pacchetti di patatine o i derivati della soia. Essere vegetariani o meno sull’ambiente non influisce assolutamente nulla, è solo un modo per placare la propria coscienza. E ricordiamoci che il latte non esce dal nulla.
qnx fan
25 lug 2008 - 00:50 - #19Per la B12: è veramente la prima cosa che viene fatta notare da chi prova fastidio nel fatto che uno si nutre in modo diverso dal suo. Da tutti. Capirai che per i vegetariani e i vegani è una vera rottura di balle sentirsi sempre dire le stesse cose da gente che magari ha sentito parlare di b12 il giorno prima in tv, dove l’espertone di turno puntava il dito contro le diete vegetariane commentando la notizia di cronaca dove era morto un bambino di genitori vegetariani o vegani.
Magari i vegetariani criticano, ma credo che pure loro siano criticati sia da chi mangia anche carne (dico anche perchè loro stessi si definiscono “carnivori” ma non è vero) che dai vegani che li vorrebbero puri e duri.
Poi non tutti i vegetariani mangiano frutta e verdura non di stagione. Esistono contraddizioni pure nel bio visto che spesso sono gli alimenti con più imballaggi in assoluto, alla faccia del bio e del sostenibile insomma!
La norma sulle foche magari è poco cattiva ma al momento non la critico perchè è una proposta, quindi meglio andarci cauti e non essere drastici fin dall’inizio sennò si ottiene solo l’effetto di far rimanere le cose così come stanno. Mia opinione ovviamente.
Non va vietata la caccia per mano delle popolazioni indigene, dici. Immagina la caccia alle balene, che si mangiano i giapponesi non gli europei. Eppure da soli bastano per fare grossi danni. Probabilmente la caccia alle foghe permette l’entrata di grosse somme di denaro nelle tasche dei governi locali, quindi non sarebe facilissimo eliminare l’export.
Favorisce gli esemplari più deboli? questa non l’ho capita sai..Se magari fosse una lotta ad armi pari… ma non mi sembra che l’uomo ne abbia mai fatta una a queste condizioni vincendo quindi gli animali che si salvano hanno solo grossa fortuna, e chissà se durerà 24 ore questa fortuna.
E ripeto, se è stato calcolato matematicamente l’impatto ambientale di cibo vegetale prodotto non localmente contro cibo vario locale e risulta minore il primo, io mi fido.
Lasciamo stare per un attimo le varie eccezioni, abitanti della polinesia i bambini che muoiono di fame in africa gli eschimesi le tribu ancora sconosciute al mondo civilizzato o i marziani: in città si mangia carne, lì non è necessario. Avere la possibilità di adattarsi non significa sfruttarna per forza se le condizioni sono ottimali come nel mondo occidentale. Non è che se mangio vegetariano per 50 anni e poi scoppia una carestia mi viene mal di stomaco se mangio carne per necessità.
Se proprio vogliamo dirla tutta, non sono sostenibili così tante cose che l’elenco non finirebbe più: il cotone egiziano dove lavorano bambini in piantagioni cariche di pesticidi a togliere i vermi che rovinano i raccolti, i contenitori in plastica della raccolta differenziata, 7 miliardi di persone che respirano ed emettono co2, i biocarburanti, l’olio di palma ormai presente ovunque, le risaie, persino i componenti di bicicletta che sono in plastica e tubi del telaio in acciaio o alluminio che sia lavorato in forni riscaldati da chissà quale centrale a carbone o termoelettrica. Insomma sì fa quel che si può, poi c’è sempre qualcuno che si lamenta dicendo che la bicicletta non è un mezzo di spostamento ecologico perchè la bici rallenta il traffico e le auto dietro inquinano di più (ancora mai sentita, per il momento).
Gianni81
25 lug 2008 - 04:50 - #20La caccia alle balene è un altro discorso ancora, non è legata al sostentamento, e non è per niente locale, E’ solamente una barbarie e fosse per me le affonderei le baleniere, come quella agli squali, i giapponesi sono famosi per quelli. Tagliano la pinna dorsale per farsi la zuppa (che credono afrodisiaca) e ributtano in mare lo squalo ancora vivo condannandolo ad una morte atroce. Sulla caccia alle foche da parte di popolazioni indigene non sto parlando di una caccia industriale, sto parlando del cacciatore che ammazza la foca e ci campa un anno lui e tutta la sua famiglia. Le persone che vivono così la natura la rispettano e uccidono gli animali più vecchi o deboli.
Esiste poi la caccia di selezione. In italia ampiamente utilizzata. Prendiamo caprioli, cinghiali, cervi. Se ti trovassi a gestire un parco di grandezza limitata ti troveresti davanti a un grosso problema di dinamica di popolazioni. Una popolazione animale di qualsiasi tipo deve essere strutturata in un certo modo, un certo numero di esemplari piccoli, un certo numero di esemplari maturi sessualmente, un certo numero di esemplari vecchi. E’ importante per il consumo di risorse e per non innescare situazioni con eccesso di esemplari vecchi che utilizzano le risorse alimentari dei giovani condannandoli a morte, o natalità troppo elevate che il territorio non sarebbe in grado di alimentare quando crescono. La condizione ottimale di una popolazone in natura viene assicurata da spazi elevati e predatori naturali che equilibrano l’ecosistema (se leviamo gli squali dal reef salta tutto, qui l’esempio di prima) . Ora se il parco è limitato (come qualsiasi parco di oggi), e se mancano grandi predatori (come la mancanza di orsi in italia) cominciamo ad avere problemi di sovrappopolazione negli elementi più in basso nella catena alimentare, ad esempio con i cinghiali, e salta l’equilibrio tra fitocenosi e zoocenosi.
Questo crea squilibri molto gravi nelle popolazioni e mette in serio pericolo l’ecosistema del parco. Se cominci ad avere troppi erbivori che brucano non rimane più nessuna plantula, non c’è rigenerazione dello strato arbustivo, e dopo un po’ di anni non hai più il bosco.
Oltre a questo se c’è una sovrappopolazione cominciano ad esserci incursioni nei paesi di animali che cercano risorse; qualche giorno fa ad esempio vedevi al telegiornale un cervo correre per un paese, sfondare vetrine, ferirsi e poi morire in un modo orribile freddato dalla polizia. Ora non ricordo da dove arrivava quel cervo. Ma è importante evitare che questo avvenga. Per questo motivo in determinate condizioni viene attuata la caccia di selezione. Ci sono delle persone addestrate dalla forestale con una tabella di uccisioni programmatiche (a seguito di un censimento) da fare nella loro area per tenere la popolazione nel numero ottimale per quell’area. Non vengono uccisi solo animali vecchi, ma anche piccoli, il numero può variare, l’obiettivo è mantenere la popolazione con la distribuzione che avrebbe in natura. Sto lavoro lo fanno persone che conoscono a fondo il territorio, e in cambio si tengono la carne (qui si tratta di caccia necessaria). Le alternative sono le trappole, sterilizzare (ma in quel caso nascono altri problemi), o fai catture e trasferimenti, ma si pone il problema di dove poi portarli, sempre ammesso che ci siano fondi per farlo, o accetti la sovrappopolazione e nel giro di 10 anni non hai più ne bosco ne animali, o radi al suolo la città vicina per ampliare il parco. Se vuoi la mia opinione è un problema dannatamente spinoso, e non ci sarà mai una soluzione perchè un parco è un ambiente tenuto naturale artificialmente. L’opinione pubblica non vuole sentire, i politici non hanno le competenze, e i naturalisti non li prende a lavorare nessuno perchè non ci sono mai fondi quando si tratta di ste cose.
Lo stesso identico problema lo abbiamo quotidianamente in mare con l’overfishing. In quel caso poi la non conoscenza di dinamica di popolazioni di chi prende le decisioni è abissale. Vuoi l’esempio più semplice? Le taglie minime. Sono dannosissime. Evitare di pescare i piccoli significa pescare selettivamente pesci grandi, e quindi levare predatori, e pesci maturi sessualmente e quindi levare riproduttori. Tutta la rete trofica va a farsi friggere e ti trovi con situazioni ingestibili, squilibri di vario tipo, invasioni di meduse, ecc ecc. Una gestione intelligente prevederebbe uno studio di quella popolazione per trovarne la distribuzione ottimale in un ambiente naturale. Un ridimensionamento della flotta di pesca in funzione della risorsa, trasformare gli ex pescherecci in barche trasporto turisti o cose del genere. E una pesca programmata in modo da mantenere la distribuzione della popolazione adeguata.
Spero di aver reso un idea di quando più complessa sia la cosa rispetto a quello che la gente che non si occupa di questo pensa. Il grande pubblico quando parla di ecologia pensa a cose tipo impronta ecologica (tipo lo studio che citi), quelle sono le cosiddette ricerche per sensibilizzare il pubblico ma a nessun ecologo verrebbe mai in mente di usare modelli di quel tipo per farci pianificazione territoriale. Al grande pubblico non si possono spiegare le cose nel dettaglio. Ma è importante sensibilizzarlo, e per farlo si usano strumenti grossolani come l’impronta ecologica, prima di usare un prodotto pensare che quel prodotto ha un impronta come un campo da calcio fa impressione, e ci pensi 2 volte prima di comprarlo. Sul discorso del mangiatore di carne cittadino è importante anche lui in quel contesto, e la cosa è strettamente legata al latte che consumato. Non solo perchè serve qualcuno che mangia il vitello ucciso per fare il latte. Ma perchè è un equilibrio, se per esempio uno smette di mangiare carne, automaticamente aumenta la quota di formaggi e latte consumati ed è necessario un aumento di produzione, che dovrebbe avvenire in modo più intensivo.. e molto molto altro. Si tratterebbe di rivedere tutto il sistema produttivo, e se per ipotesi assurda non rimanesse uno solo a mangiare carne ci troveremmo a dover trasformare i vitelli in concime. Quindi uno studio come quello è solo un buon esercizio di matematica, ma non è nemmeno lontanamente realistico. Ad ogni modo, spero di averti convinto che il cacciatore non è necessariamente il diavolo ma a volte fa una cosa utile (quando è onesto). Il condannare a spada tratta l’uccisione perchè non “piacevole” (sono daccordo) mortifica il lavoro di tanta gente che è costretta a programmare uccisioni per far funzionare un ecosistema in miniatura. E credimi che uno che sceglie di occuparsi della gestione delle riserve non è uno che odia la natura e gli animali. Le cose non vanno sempre esattamente nel modo in cui ti vengono mostrate.
antonio500
25 ago 2008 - 11:04 - #21per me non è giusto uccidere gli animali perche loro soffrono e poi perche loro sono come noi
penso che non sia giusto
antonio500
25 ago 2008 - 11:05 - #22per me non è giusto uccidere gli animali perche loro soffrono e poi perche loro sono come noi
penso che non sia giusto