I dubbi dell'Efsa sugli animali clonati. O no?

BiotecnologieIl parere rilasciato oggi dall'Authority europea per la sicurezza alimentare (Efsa - European Food Safety Authority) ha aperto dubbi e rimostranze delle associazioni di categoria (Coldiretti e CIA): se da un lato l'Authority ammette che gli animali clonati non sono sempre sani, dall'altro dice che non vi sono ancora dati soddisfacenti a definire in maniera completa la questione. Insomma la cara e vecchia abitudine all' ipocrisia tutta europea che non vede mai la netta espressione di una posizione chiara e trasparente.

Ecco le principali conclusioni del parere:

  1. le incertezze nella valutazione del rischio sono dovute al numero limitato di studi disponibili, delle piccole dimensioni del campione esaminato e in generale per l'assenza di un approccio uniforme che permetterebbe a tutti gli aspetti attinenti al presente parere di essere affrontato in modo più soddisfacente. Nel presente parere sono stati esaminati solo suini e bovini: le due specie di animali per cui sono disponibili dati adeguati;
  2. una quota significativa di cloni, sopratutto nel periodo giovanile per i bovini e perinatale per i suini, sono colpiti da malattie spesso con esito fatale;
  3. la più comune tecnica usata per clonare animali ha portato alla produzione di bovini e di suini cloni sani e con prole sana, simili ai loro omologhi convenzionali sulla base di parametri, quali ad sempio le caratteristiche fisiologiche e lo stato clinico;
  4. non vi è alcuna indicazione che esistano differenze in termini di sicurezza alimentare per le carni e il latte di cloni e la loro progenie, rispetto a quelli provenienti da animali allevati convenzionalmente. Tuttavia, una tale conclusione si basa sul presupposto che la carne e il latte sono derivati da animali sani, che sono soggetti alle pertinenti norme di sicurezza alimentare e dei ontrolli;

In pratica dice l'Efsa, se la tecnica di clonazione porta una percentuale maggiore di animali non sani, in genere il 40% rispetto al 10% di quelli nati con fecondazione assistita, questa non interferisce, per gli animali sani, con la qualità e sicurezza della carne. Intanto la carne non arriverà nei nostri supermercati così come accadrà negli Stati uniti dove, al contrario il parere positivo della FDA ha aperto la strada alla commercializzazione dei cloni e dei loro derivati. Ma per quanto ancora saremo al sicuro in Europa?

Le raccomandazioni Efsa

  1. La salute e il benessere dei cloni devono essere monitorati durante la loro vita e la loro produzione;
  2. devono essere seguiti anche altri animali clonati che non siano suini e bovini e dovrebbero essere approfondite le valutazioni dei rischi anche su queste specie quando i dati saranno disponibili;
  3. approfondire ulteriormente le cause di patologie e mortalità osservaia in cloni durante i periodi gestionali e postnatale e in quelli osservati a una frequenza più bassa in età adulta;
  4. proseguire gli esami immunologici e e la suscettibilità di cloni e della loro prole a malattie e agenti trasmissibili, quando allevati e tenuti sotto condizioni di allevamento convenzionali;
  5. effettuare studi sul benessere degli animali, compresi studi comportamentali, in cloni sani in normali condizioni di allevamento;

Via | Efsa
Foto | Flickr

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