
Il progetto del Presidente francese Sarkozy di creare una Unione del Mediterraneo che inglobi le necessità del Bacino fatte sopratutto di bisogni energetici, si fa sempre più reale. Dopo la riunione dello scorso 13 luglio a cui hanno preso parte i rappresentanti dei 27 dell’Ue più Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Mauritania, Sira, Tunisia, Turchia, Albania, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro più l’Autorità palestinese, il quadro di quello che sarà il futuro nel 2050 è parso più chiaro: adieu al petrolio e via libera a tutte le fonti di energia rinnovabile, quella solare su tutte.
E Sarkozy invita i paesi dell’Unione ad iniziare a porre le basi per la rivoluzione solare nei prossimi dieci anni, tra il 2012 e il 2020, quando sarà necessario avviare tutte le infrastrutture per non farsi trovare impreparati a quella che se non sarà la fine del petrolio ci assomiglierà molto.
E’ in questo contesto che emerge il progetto di catturare l’energia solare nel deserto del Sahara: DESERTEC che rientra nel più ampio quadro di TREC (Trans-Mediterranean Renewable Energy Cooperation ) ideato e messo a punto da Club of Rome, Hamburg Climate Protection Foundation e NERC (National Energy Research Center of Jordan).
La soluzione è stata presentata due giorni fa a Barcellona durante l’ESOF 2008 (Euroscience Open Forum). Ha detto Arnulf Jaeger-Walden dell’Istituto per l’Energia della Commissione Europea:
Basterà catturare lo 0,3% dell’energia solare che scalda il deserto del Sahara per sopperire ai nostri bisogni energetici.
Purtroppo però i dati diffusi ieri dal Gse dicono che l’Italia è in controtendenza rispetto alle indicazioni se non europee quantomeno di Sarkozy e dell’Unione del Mediterraneo: nel 2007 è derivato dalle rinnovabili il 15,7% della produzione totale di energia elettrica, il dato più basso degli utlimi 15 anni. Il peggioramento è stato causato dalla contrazione della filiera idroelettrica (-11,3%), che per noi è la primaria fonte di energia rinnovabile e che copre il 9,5% della produzione, seguita dalle biomasse (2,0%), geotermico (1,5%) e eolico (1,2%). Il fotovoltaico, nonostante gli incentivi del Conto Energia, non è ancora esploso: nel 2007 sono stati prodotti 10 milioni di kWh.
Ma come mai un Paese come la Francia che ha al suo attivo 60 centrali nucleari decide di puntare per il prossimo futuro sull’energia solare? Semplice le centrali francesi stanno invecchiando e dismetterle e stoccare le scorie costa almeno tanto quanto costruirne di nuove e evidentemente i francesi intendono rivolgere questi investimenti verso altre forme di approvvigionamento più durature. Certo la strada non è facile: la Libia si è tirata fuori, ad esempio e il Mondo arabo non è profondamente convinto della richiesta francese del nuovo assetto geopolitico.
Diciamoci la verità, i grattacapi mediterranei sono tanti, ad esempio, come si potranno conciliare le politiche israeliane con quelle arabe? o come la Francia potrà giocare un nuovo ruolo preminente nel Mahgreb? L’autodeterminazione di questi popoli è un dato di fatto e sono ancora loro a detenere la materia prima: sole a sufficienza per se e per gli impianti europei. Dunque solo un abile scacchiera di interessi e negoziazioni potrà vedere l’attuarsi dell’Unione del Mediterraneo. Ce la farà Sarkò?
Via | networkgames
Foto| TREC
bax
25 lug 2008 - 12:10 - #1Una proposta sicuramente meno ridicola di quella del berlusca che si è fatto portavoce europeo per il nucleare.
_FoX_
25 lug 2008 - 12:17 - #2Bax.. in quanto ad essere ridicola anche questa scherza poco…. nel 2050 si parla di produzione sufficiente per una nazione come l’inghilterra.. ah stikazzi.. e gli altri? :-) e nel 2050 poi? Per allora il petrolio sara’ altro che bello che finito..
Mattia77
25 lug 2008 - 12:54 - #3Se non altro questa mappa dimostra che investire in eolico e solare in italia ha poco senso.
steewe2008
25 lug 2008 - 12:55 - #4notare come in italia non vi siano praticamente strutture, fatta eccezione per gli impianti geotermici di larderello e gli impianti solari in sicilia
johncaltech
25 lug 2008 - 13:53 - #5ma forse non e’ chiaro.oggi gli sceicchi sono signori del petrolio, domani del rinnovabile e saranno sempre …zzi amari per noi che non abbiamo un c… ameno che non faremo altre guerre.e’ inutile dobbiamo tenerceli buoni ’sti
beduini,sono loro i padroni del mondo.
Gianni81
25 lug 2008 - 14:48 - #6Prendiamo una classica famiglia italiana, con qualche risparmio e una casa di proprietà. Penso che ora come ora se metti i soldi in banca ti si erode il capitale. Se investi in un bello specchio sul tetto hai un rendimento economico di tutto rispetto. E aiuti la società. Ci vorrebbero più persone che fan sto ragionamento.
Sulli sceicchi del petrolio.. Beh non è una novità, han una barca di soldi da investire e lo fanno in quello che sarà il futuro.. ovvero rinnovabili. Per quel che mi riguarda quando rimedio 4 soldi lo faccio anch’io mettendoli sull’azionario delle energie rinnovabili. Prima o dopo… :D
simonemuscas
25 lug 2008 - 14:57 - #7Oggi si combatte per il petrolio e domani lo faremo forse per il sole. Anche la “tintarella” sarà in mano a quelli che oggi si chiamano petrolieri e domani chissà. Nessuna fonte di energia nel momento in cui diventerà indispensabile sarà gratuita e pacifica. Vale però la pena operare un passaggio alle rinnovabili, sia per la nostra salute sia perchè la nostra razza duri di più.
Beppe Caravita
25 lug 2008 - 15:24 - #8Grazie, Fratelli. E forza al remo:
http://blogs.it/0100206/2008/07/23.html#a8156
Beppe
PCNature
25 lug 2008 - 15:31 - #9Finalmente un progetto su larga scala,e che non guarda solo all’Europa ma anche ai paesi del nord Africa,in grado di produrre più energia solare.Solo una filiera pensata in grande può produrre effetti soddisfacenti.Pensate ad una grande filiera come questa,senza dubbio garantisce una migliore efficacia rispetto ad un’altra collocata in una piccola regione.La Germania per esempio nonostante il fortissimo sviluppo del solare,non potrà mai arrivare a produrre tanta energia solare come in nord Africa potrebbe ricavarne.Fare una filiera energetica più grande,significa quindi sfruttare al meglio le risorse del territorio,diminuendo i problemi economicie e stabilendo nuove relazioni tra paesi.Penso che questa sia la buona strada da percorrere per un futuro migliore.
marina.P
25 lug 2008 - 15:35 - #10@Beppe Caravita
Grazie a Lei, e al suo blog sempre molto preciso e documentato.
@steewe 2008
L’immagine mostra la nuova rete elettrica nel suo complesso.
Andx78
25 lug 2008 - 17:02 - #11la mappa spiega dove è maggiormente conveniente investire, o dove sono previsti gli sviluppi di questa rete, ma nulla vieta anche a costo di minore efficienza di costruire impianti anche nel nostro paese, anche perchè bisogna tenere conto che trasferire energia elettrica a lunga distanza comporta perdite non trascurabili anche del 10%
Quindi forza con le rinnovabili nel NOSTRO PAESE!!!
possiamo essere autosufficienti o almeno proviamoci!
con il mio impianto ho reso la mia casa autosufficiente. non è impossibile basta governare bene il paese OBBLIGARE a costruire le nuove case con efficienza energetica A e imporre l’obbligo dei pannelli solari termici e fotovoltaici. non sono un COSTO sono in INVESTIMENTO sia economico che ambientale e salutare.
geppe67
25 lug 2008 - 18:13 - #12se è vero che basta lo 0,3% del sahara allora credo che accordi con Egitto, Marocco, Tunisia e Algeria siano più che sufficienti.
al2001
25 lug 2008 - 18:39 - #13Ragazzi ma bisogna essere proprio miopi per non capire che c’è una fonte energetica inesauribile a portata di mano, che creerebbe occupazione, rischi zero, emissioni zero. Per quanto tempo si dovrà ancora discutere sull’opportunità di investire tutto assolutamente tutto sul solare e l’eolico, (che poi è energia generata dal sole anche quella). Certo questi analfabeti dell’ambiente che abbiamo ora al governo puntano su cose diverse perchè la loro ignoranza e cecità è tale che non consente loro di vedere al di là del profitto e delle tecnologie obsolete, anche se pericolose.
Sandro kensan
25 lug 2008 - 18:41 - #14Splendida notizia. Il fatto che sia la Francia a iniziare questo percorso era da attenderselo, spero che tutti comprendano l’importanza di questo progetto.
Attilone
25 lug 2008 - 19:17 - #15Francamente noi italiani potremmo fare da soli senza coinvolgere stati esteri unione europea o quant’altro.
Nel nostro Sud abbiamo 16000 km quadrati di terreni aridi (semidesertici), l’insolazione a quelle latitudini è molto buona (il sud della Sicilia ha valori paragonabili al nord Africa), se prendete una cartina con i valori di insolazione e fate due conti scoprirete che solo in quei 16000 kmq “cadono” ogni anno l’equivalente energetico di 3500 centrali nucleari da 1 GW (è una centrale medio grande).
Utilizzando il solare termodinamico potremmo farci tutto in casa, i materiali potrebbero essere dirottati dall’industria automobilistica in declino, questo darebbe un impulso molto positivo all’economia.
Purtroppo qui si pensa solo al nucleare, rigassificatori, inceneritori eccetera eccetera
wendy234
25 lug 2008 - 19:43 - #16al nord quanti watt x m2 si ottengono? io avevo letto 100w,ma sarebbero ora o al giorno?grazie.
echoesluca
25 lug 2008 - 20:30 - #17fino al 2050 le cose cambieranno tantissimo, e sono sicuro che l’italia si muoverà di piu in questo, e di sicuro alla penisola saranno aggiunti piu cerchietti e triangolini etc
tob
25 lug 2008 - 20:36 - #18Dal mio contatore alla mia lavatrice si perde il 5% della tensione. (10 V)
Quanta potenza si perderebbe per portare l’energia elettrica dall’Africa fino a quì?
Sandro kensan
25 lug 2008 - 21:52 - #19@ tob
non credo si perda molto, prlano di corrente continua ad alta tensione, bisognerebbe cercare in Rete. Comunque sul sito desertec.org dovrebbe essere spiegato.
@ wendy
l’importante non è la potenza che arriva al suolo ma l’energia prodotta in un anno. Per esempio al nord/centro/sud arrivano 1300/1500/1800 ore equivalenti di energia all’anno. Significa che se si usa un pannello fotovoltaico da 1000 watt si ha una energia pari a 1300/1500/1800 kilowattora all’anno.
Dalle parti del nord africa si dovrebbero avere 2000-2500 ore equivalenti di sole.
Avasilcai Daniel
26 lug 2008 - 01:03 - #20La mappa è un po sbagliata almeno nella sezione Romania, non e che in Romania l’energia si produce maggiormente con Biomass ma anche con Hydro in uguale misura, e nucleare basta vedere qui http://ro.wikipedia.org/wiki/Energia_electric%C4%83_%C3%AEn_Rom%C3%A2nia#Produc.C5.A3ia
http://www.energie-gratis.ro/hidrocentrale.php
http://www.flickr.com/photos/66585376@N00/1091348367/sizes/l/
Mario68
26 lug 2008 - 10:55 - #21Mi sembra chiaro che la differenza tra noi e la Francia e’ che loro ragionano senza ideologie e nell’interesse del loro popolo, esattamente al contrario che da noi. Qui in Italia dopo Chernobyl l’ideologia ha cavalcato la razionalita’ delle persone e il risultato e’ stato che da 20 anni inquiniamo i cieli con le nostre centrali termoelettriche avendo l’energia piu’ cara d’Europa. I francesi 20 anni fa capendo che NON avevano risorse sul loro territorio e che l’energia da fonti rinnovabili erano ancora sul nascere e producevano pochissimo hanno investito massicciamente sul nucleare senza avere mai avuto in questi 20 anni incidenti significativi.Adesso gli stessi francesi hanno capito che la scienza e’ sul punto di tirare fuori molto piu’ energia dalle rinnovabili (vedasi solare termodinamico) e si fanno paladini di questo sfruttamento SENZA abbandonare il nucleare….almeno finche’ non riusciranno a trarre TUTTA l’energai loro necesarira dal rinnovabile. Noi in Italia investiamo MOLTO TARDIVAMENTE sul nucleare e non mettiamo in condizione i comuni cittadini di farsi piccoli impianti (provate a informarvi cos’e’ necessario BUROCRATICAMENTE per un semplice impianto eolico).
Morale della favola:negli altri paesi si investe nel futuro nell’interesse dei cittadini coinvolgendo nei progetti anche scienzati di livello mondiale, da noi si investe nelle mazzette che vanno SOLO ai poltici e quindi si danno appalti a imprese che costruiscono cose gia’ collaudate da altre parti dove non v’e’ bisogno di scienziati ma solo di operai….
nemo1
27 lug 2008 - 09:59 - #22Comincio a pensare che questo blog sia commentato da incompetenti.
Mi piacerebbe conoscere il parere di un elettrotecnico riguardo la fattibilità ed il rendimento di una rete elettrica di questo genere.
tob
27 lug 2008 - 10:00 - #23In italia le perdite di rete (esclusi trasformatori e centrali) sono calcolate intorno ai 20.000 GWh circa su un totale di 359.075 GWh.
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Produzione_di_energia_elettrica_in_Italia
Quindi se sui fili italiani si perde il 5,5% della potenza, su distanze così elevate quanto perderemmo?
N.B. Vorrei dati, non commenti personali.
tassinari.mauro
27 lug 2008 - 10:18 - #24E bello credere che esista una soluzione semplice per salavare capra e cavoli!!
Sandro kensan
27 lug 2008 - 16:51 - #25Perdite di energia ci sono ma occorre considerare che l’energia si perde per via della resistenza del conduttore, se si alza la tensione la corrente diventa molto piccola e quindi si ha una bassa dissipazione termica (P=R*I^2, se I è piccola P è piccola).
Le perdite si possono trovare in Rete, un tempo le ho lette ma non ricordo quanto siano esattamente. Se si segue la teoria si può calcolare le perdite mediante la relazione R=ro*l/S dove ro è la resistività del rame 0.017 × 10-6 Ωm.
Se il cavo in continua trasporta 500Mw ad una tensione di 500Kv fa una corrente di 1000A. Se ipotizziamo una sezione con diametro di 4cm e una lunghezza del cavo pari a 1000Km si ha una potenza dissipata per effetto joule di 13.5Mw cioè del 2.7%.
Se il cavo ha un diametro di 10cm e una lunghezza di 10000Km le perdite sono del 1%. I miei calcoli sono teorici ma danno una prima idea.
Sandro kensan
27 lug 2008 - 16:54 - #26Errata.
Nell’ultimo conteggio ho considerato il raggio di 10cm e quindi un diametro di 20cm.
tob
28 lug 2008 - 09:55 - #27@Sandro kensan:
Grazie per aver postato le leggi di Hom (a me mi scocciava)
Se vogliamo essere precisi:
1. I cavi dell’alta tensione sono di aluminio (il rame conduce meglio ma pesa e costa troppo)
2. quando si lavora in alta tensione la corrente passa dalla superficie del cavo e non dall’interno (le cariche si respingono => “effetto pelle”)
3. I fili si scaldano per effetto joule e per il sole che da quelle parti picchia forte => la resistività aumenta.
4. Come altri hanno già detto un progetto del genere comporta un sacco di problematiche (=costi aggiuntivi)
tob
28 lug 2008 - 12:52 - #28Dimenticavo:
I km sono almeno il doppio.
Sandro kensan
28 lug 2008 - 15:38 - #29@ tob
prego.
Per fare il precisino si chiama legge di ohm.
Ho letto anch’io la questione dell’alluminio ma non l’ho comresa, adesso che hai chiarito il problema si possono rifare i conti con l’alluminio che mi pare non abbia una resistività molto più alta.
L’effetto pelle (skin effect) si ha solo per corrente alternata, in continua l’effetto è completamente assente.
0.6-0.7A/mm2 è la densità di corrente che si usa negli impianti in alta tensione con cavi in alluminio, da questo si può ricavare la sezione data la corrente (1000A->600-700mm2)
La tensione è per le linee in corrente continua più alta che nelle line in ca.
Occorrerebbe fare un calcolo ma l’effetto joule su un volume e superficie metallica così alta ha un effetto termico che credo molto bassi, in effetti sono ricoperti da isolanti in plastica.
Le ore equivalenti di sole nel nord africa sono molissime e molte di più che in Italia e secondo me ne vale la pena e dal punto di vista energetico credo che abbiano una efficienza complessiva molto elevata rispetto ad un impianto analogo ubicato in Italia.