Uno studio dell’University of Massachusetts Amhers rivela un nuovo meccanismo che porta alla liberazione di anidride carbonica in atmosfera e che finora non era mai stato preso in considerazione dai calcoli ufficiali. Sembra che il tutto sia causato da antiche rocce sedimentarie che riversano in fiumi ed oceani la sostanza organica in esse contenute lasciando poi ai microrganismi il compito di trasformarla in CO2.
Gli studi si sono concentrati su alcuni conglomerati di argilla (shales) naturalmente ricchi di una particolare sostanza organica contenente carbonio e che, se scaldati, sono in grado di produrre gas naturale e olio; sostanze che vengono poi degradate dai batteri presenti comunemente sia nelle acque che ne suolo e che produrrebbero approssimativamente il 2% della CO2 annualmente liberata in atmosfera.
La percentuale non è alta, ma pone nuovamente un problema di calcolo dell’anidride carbonica prodotta dall’ambiente e derivante da attività antropica il che, sotto certi punti di vista, rema contro l’IPCC ed a favore di coloro che vengono definiti “negazionisti” (quanto odio le etichette!) e che non credono che l’attività umana incida in maniera considerevole nell’emissione di CO2 ed al surriscaldamento del pianeta.
Via | ScienceDaily
Foto | Wolfgang Staudt
clayco
28 lug 2008 - 11:20 - #1Mi complimento con la redazione perchè siete sempre più obiettivi ed imparziali queste notizie non si leggono su realclimate.
Per chi è interessato la fonte è :
http://www.agu.org/pubs/crossref/2008/2007GB002980.shtml
Schillawski, S., and S. Petsch (2008), Release of biodegradable dissolved organic matter from ancient sedimentary rocks, Global Biogeochem. Cycles, 22, GB3002, doi:10.1029/2007GB002980
harlock
28 lug 2008 - 13:06 - #2e?
per chi non si ferma a ragionare: le rocce subiscono l’erosione da quando sono a cielo aperto, e cioè da milioni di anni. Per cui quel (presunto) 2% fa parte da sempre (per noi umani) della concentrazione di CO2 dell’atmosfera, nulla da spartire quindi con la liberazione di CO2 che l’uomo ha causato andando a bruciare i depositi di petrolio in poche centinaia di anni.
Un pò come l’affermazione del signor battaglia secondo cui sono le “sorr.eggie” degli insetti la causa dell’effetto serra, tralasciando bellamente il fatto che gli artropodi esisto da MOLTO prima di noi.
Non tutte le ricerche sono anche notizie…
Luca M
28 lug 2008 - 14:33 - #3Beh, è ovvio che questo 2% annuo non sia proprio recente. Il punto è che tra le quote che devono essere considerate c’è pure questo 2%, che finora non era mai stato conteggiato (nel senso che: considerando le emissioni annue di CO2 atmosferica, non si sapeva che ci fosse un 2% derivante da questa attività…e chissà dove andava conteggiato).
Non dico che il riscaldamento globale non sia causato dall’attività umana, però ribadisco che questa scoperta rema a favore dei cosìdetti negazionisti che dicono da anni che i conteggi di CO2 devono essere rifatti in quanto errati.
Spero di essermi spiegato e, come al solito, non voglio imporre niente a nessuno; pure io mi sposo con la dottrina ufficiale, ma cerco di capire le ragioni degli altri e questo studio mi sembra dare ragione alle altre dottrine, tutto qui.
Saluti
harlock
28 lug 2008 - 16:48 - #4sarò ingenuo io ma non capisco, se la CO2 delle rocce sedimentarie argillose con contenuto “organico” viene liberata da batteri in fiumi e mari allora quel 2% è sempre stato conteggiato in questo campo e cioè quello della riserva e delle variazioni di CO2 nelle acque, ergo la ricerca casomai aggiunge dettaglio all’interno di questa CO2, nel senso che la mette a pari grado di quella prodotta dalla respirazione dei pesci, ma non sposta di un millimetro le forze in gioco.
Luca M
28 lug 2008 - 17:55 - #5E’ vero che è sempre stata conteggiata, ma non è discorso di quantità ma di qualità (è quindi giusto quello che dici: è un dettaglio). Ora di preciso nessuno sa se questa quota si stata conteggiata nel modo corretto. Ecco perché l’articolo va incontro alle tesi negazioniste che richiedono un riconteggio.
Tutto qui, niente di stravolgente ma credo importante.