Usa, con 7,3 milioni di dollari si riapre la corsa al nucleare di IV generazione

Scritto da: -

Centrali nucleari

Leggo la notizia su greencarcongress: riusare il plutonio esaurito delle centrali nucleari per produrre carburante. Non è un incubo ma un progetto finanziato con 7,3 milioni di dollari dal DOE (US Department of Energy) che per farlo ha selezionato due team di ricerca: l’Idaho National Laboratory e l’Argonne National Laboratory per studiare il “Deep Burn” il combustibile nucleare a base di plutonio.

In pratica, il finanziamento, serve a rimettere in carreggiata gli Stati Uniti nel campo delle applicazioni nucleari attraverso le centrali HTR (High Temperature Reactors) o come sono chiamate negli USA, HTGR (High Temperature Gas cooled Reactor) per la produzione anche di idrogeno e per l’eliminazione delle scorie nucleari.

La caratteristica di questi reattori è che sono costituiti da un nocciolo ceramico e raffreddati da elio, neutronicamente non attivo, non corrosivo e che consente le alte temperature necessarie.

Leggo su archivionucleare:

In altri termini questi tipi di reattori consentirebbero di “bruciare” il plutonio (considerato oggi per lo più una scoria), fertilizzando il torio (2,5 volte più abbondante dell’ uranio sulla crosta terrestre), e nel contempo producendo elettricità , idrogeno per l’autotrazione, ed ulteriori applicazioni del calore a bassa temperatura (ad esempio il teleriscaldamento e/o la desalinizzazione dell’ acqua).

E sempre dalla stessa fonte vengo a conoscenza di un articolo pubblicato nel 2007 La futura generazione delle centrali nucleari negli Usa, scritto da Marsha Freeman e tradotto da Fusione dove si parla del futuro delle centrali nucleari. In pratica, nessuno ha intenzione di abbandonarle. Semmai l’obiettivo è quello di riproporle in versione “riveduta e corretta” al fine di ottenere ulteriori produzioni di energia.

Scrive Marsha Freeman:

In Giappone e in Cina attualmente sono stati costruiti e messi in esercizio due piccoli reattori HTR, dimostrando così la realizabilità del progetto. In Sud Africa si sta costruendo un impianto per la produzione del combustibile nucleare adatto per i reattori HTR, e si sta completando la progettazione per la costruzione, entro i prossimi dieci anni, di un impianto capace di produrre, in serie, reattori ad alta temperatura raffreddati a gas piccoli e modulari. Il progetto di questi reattori HTR si basa sul cosiddetto “letto di ciottoli” (pebble bed).

E questo finanziamento servirà ad accelerare i tempi di costruzione delle centrali, per arrivare se non prima degli altri, almeno in pari. Una prima data prevista per le centrali a regime era il 2030 ma con i finanziamenti in corso si spera di arrivarci al massimo nei prossimi dieci anni, saltando la più probabile data del 2021 e tagliando i 10 anni del programma dimostrativo. Come? Usando gli esperimenti che si stanno facendo in Sud Africa:

General Atomics negli USA e il gigante francese Arena, hanno sviluppato e stanno proponendo i loro. La General Atomics ha gia iniziato il lavoro con il Nuclear Regulatory Commission (NRC) americano per la certificazione di un loro progetto e ha annunciato quello di un reattore di ricerca che potrebbe presto portare ad un reattore commerciale. Anche la compagnia del Sud Africa Eskom, in collaborazione con la Westinghouse, ha iniziato il lavoro di certificazione con la RNC. E’ chiaro a questo punto che se il programma per la costruzione del reattore HTR del DOE non accelera immediatamente, questi due reattori saranno in vendita negli Stati Uniti prima che sia costruito il reattore di IV generazione americano.

Via | greencarcongress
Foto | Flickr

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  
 
Aggiorna
  • nickname Commento numero 1 su Usa, con 7,3 milioni di dollari si riapre la corsa al nucleare di IV generazione

    Posted by:

    ma le scorie delle scorie saranno sempre pericolose da stoccare ? Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Usa, con 7,3 milioni di dollari si riapre la corsa al nucleare di IV generazione

    Posted by:

    @stever Ciao, le scorie in questo tipo di reattori sono il 5 per cento della massa di combustibile. Dunque una quantità nettamente inferiore rispetto a quelle prodotte nei reattori tradizionali. rif.: <a href='http://www.fisicamente.net/index-1206.htm' rel='nofollow'>http://www.fisicamente.net/index-1206.htm</a> Ma secondo me ciò non ci può far dire che il nucleare sia pulito. Le radiazioni e la pericolosità sussistono comunque, così come il rischio incidenti. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 3 su Usa, con 7,3 milioni di dollari si riapre la corsa al nucleare di IV generazione

    Posted by: Anonimo codardo

    Ma io ci credo anche gli impianti nuovi siano sicuri, secondo me il problema è il "fattore umano" (che poi umano non è, semmai è un fattore economico…). Scritto il Date —

 

© 2004-2014 Blogo.it, alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons.
Per informazioni pubblicitarie e progetti speciali su Blogo.it contattare la concessionaria esclusiva Populis Engage.

Ecoblog.it fa parte del Canale Blogo News ed è un supplemento alla testata Blogo.it registrata presso il Tribunale di Milano n. 487/06, P. IVA 04699900967.