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Enea, Rapporto Energia e Ambiente: "Avanti con le rinnovabili e il nucleare"

Pubblicato: 01 ago 2008 da Marina

Commenti dei lettori

La copertina del rapportoL’Italia inquina. E se non si sbriga a riorganizzare le sue risorse energetiche perderà ogni possibilità di ripresa economica. L’impietosa foto l’ha scattata l’ENEA che nel suo annuale Rapporto Energia e Ambiente 2007 fa la diagnosi ai mali energetici nazionali.

Ad essere incriminate sei regioni che hanno fatto registrare un aumento considerevole di emissioni di C02: Lombardia con 70milioni di tonnellate nel 2004, seguita da Puglia, Veneto, Lazio, Emilia Romagna e Sicilia. E a coprire il 30% del totale delle emissioni italiane sono Lombardia, Veneto e Emilia Romagna.

Per ENEA è necessario adottare politiche di risparmio energetico, di efficienza energetica e puntare sulle rinnovabili accompagnate (la dolente nota) dal nucleare.

Se l’Italia riuscisse solo a migliorare la sua efficienza energetica si potrebbero risparmiare entro il 2020 il 45% di emissioni di CO2 e sopratutto alleggerire la bolletta energetica di cinque milairdi di euro all’anno; mentre se si adottasse un piano di risparmio energetico (la lista degli interventi da adottare a pag. 37 del Rapporto) si ridurrebbero del 14% i costi. Da tenere in grande considerazione le energie rinnovabili che attualmente rappresentano il 23% , corrispondente a 31GW, della capacità energetica a livello mondiale.

Rispetto ai sistemi di di decommissioning a pag.42 del Rapporto, ENEA analizza i costi della “filiera nucleare” e per la fase di “decommissioning” di smantellamento, cioè di una centrale in fase di dismissione non dice di faqtto quanto incide sul totale dell’investimento. Poche righe anche per lo stoccaggio di scorie nucleari. Si parla si cave di salgemma o dia rgilla. Ma non sono indicati né i siti di riferimento, né le metodologie che saranno usate.

Ecco i principali risultati delle analisi di scenario così come riportate dal sunto del Rapporto:

Carbone.

Pur adottando la scelta dell’Agenzia Internazionale dell’Energia di attribuire rilievo all’impiego del carbone a ragione sia della dimensione delle riserve accertate che per la loro accessibilità in molte parti del mondo, i tempi necessari per la disponibilità della tecnologia “zero emission” consentono di prefigurarne la relativa produzione di energia solo a partire dal 2025, con una quota sul totale che arriva al 9% nel 2040.

Nucleare.

Il nucleare contribuisce senz’altro a modificare il mix energetico e dunque a rispondere al tema dell’approvvigionamento. Peraltro, pur partendo dalle indicazioni del Governo rispetto a tempi ed impegno sul nucleare e proiettando in avanti lo stesso impegno, la quota del nucleare con tecnologia di terza generazione (considerato che l’operatività della quarta è attesa non prima di 25-35 anni) arriva a contribuire alla riduzione complessiva delle emissioni per il 6% nel 2020 e il 10% nel 2040.

Efficienza energetica.

Risulta confermata l’importanza decisiva dell’investimento nelle tecnologie per l’efficienza energetica e, in particolare, in quelle per l’efficienza negli usi finali dell’energia, perché da
tale investimento dipende, secondo la simulazione, il 45% della riduzione delle emissioni. Gli effetti sono assai differenziati per i diversi settori. Il residenziale e i servizi hanno i migliori risultati (14 e 11%, rispettivamente) seguiti dall’industria al 9%. È importante rilevare che, secondo la simulazione, gli investimenti in tecnologie per l’efficienza negli usi finali dell’energia determinano già nel 2020 una riduzione nella bolletta energetica dell’ordine di 5 miliardi di euro per anno.

Trasporti.

Il settore dei trasporti incide in modo significativo sui consumi energetici (30% circa) e sulle relative emissioni di gas serra e risponde assai poco (6%) agli interventi tecnologici per ridurre consumi ed emissioni sui motori a combustione esistenti. D’altra parte, secondo le indicazioni che provengono dalla Commissione Europea, l’introduzione di motori alimentati a celle a combustibile e idrogeno non sembrano produrre effetti significativi prima del 2030. C’è da chiedersi quale potrebbe essere il contributo di una massiccia introduzione di auto “ibride” o addirittura elettriche, per una traiettoria virtuosa del sistema dei trasporti che rimane oggi un problema centrale per qualsiasi paese. Si tratta di consumi di petrolio che risultano sostanzialmente incomprimibili e in crescita costante nonché, per il nostro Paese, ragione importante di dipendenza dall’estero.

Rinnovabili.

Solare, biomasse, biocombustibili e le altre rinnovabili raggiungono nelle simulazioni gli obiettivi assegnati dall’Europa. Gli investimenti sul solare fotovoltaico e termodinamico, già ingenti al 2020 (circa 15 miliardi di euro), superano i 20 miliardi di euro in ognuno dei due decenni successivi.

Via | ENEA

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Andx78

    Andx78

    01 ago 2008 - 11:37 - #1
    2 punti
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    come si fa a fare i conti senza l’oste? le centrali nucleari italiane le stiamo ancora pagando ora!!! come si fa a non tenere conto dei costi di smantellamento?? quando questi sono il doppio di quelli di costruzione?
    come si fa a non considerare il problema delle scorie, quando ancora oggi non sappiamo dove mettere quelle delle centrali chiuse da 20 anni?
    come si fa a non considerare i rischi di salute e ambiente per possibili incidenti?
    quando ci verrà presentato un conto esatto dell’opera allora si potrà avere un costo al Kwh reale
    e potremo davvero vedere se conviene investire su risparmio energetico e fonti rinnovabili o ancora questo nucleare

  • albania

    01 ago 2008 - 11:49 - #2
    0 punti
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    giustissimo…..se lo stato italiano cambiasse tutti gli schermi dei computer in schermi piatti si risparmierebbe ogni anno 200euro per computer…..moltiplichiamo per migliaia di computer,tasse meno e co2 minore…basta che un intelligentone vada a dirle queste cose..ma mi sa che gli interessi di enel sono troppi…che schifo,moriremo tutti tra 20 anni se continuiamo cosi’ e loro si interessano degli interessi.

  • Profilo di tob

    tob

    01 ago 2008 - 12:20 - #3
    1 punto
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    @Albania
    Cambiare i monitor…
    Ne 6 proprio sicuro? Mi presenti i conti?


    Lo faccio io:
    1W * 24h * 360giorni = circa 2 €/anno

    Un monitor CRT consuma circa 100W
    Se lo tieni acceso 24h/24 ti costa 200 €/anno

  • wendy234

    01 ago 2008 - 17:59 - #4
    1 punto
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    il nucleare sono soldi buttati…

  • albania

    01 ago 2008 - 22:04 - #5
    0 punti
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    i conti non me li ricordo più…
    su geo&geo hanno fatto vedere il consumo di due monitor
    uno vecchio col cassone ed uno nuovo piatto,usandolo in un anno,quello piatto risparmiava 200 euro di elettricità,da dividere in dodici mesi ovviamente….se lo hanno detto in diretta loro,con lo strumentoc he verificava l’uso di corrente….ci credo.

  • Profilo di tassinari.mauro

    tassinari.mauro

    02 ago 2008 - 01:30 - #6
    1 punto
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    200 €/anno di differenza !?

    Forse hanno confrontato un CRT 30″ con un LCD 12″ e li hanno tenuti accesi 24ore su 24 !!

    Scherzi a parte: la differenza c’è, ma non è così marcata; oltrettutto i monitor LCD consumano parecchio anche loro; i monitor OLED che arriveranno fra qualche anno consumeranno molto meno.
    Potrebbe essere una soluzione ragionevole saltare il passaggio.

    P.S. Non parliamo di monitor “piatti” perché esistono anche dei CRT con il vetro piatto.

  • qwertyqwerty

    02 ago 2008 - 01:50 - #7
    -1 punto
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    Il nucleare non sono soldi buttati, al contrario. Alimentano una energia che, non mi stanco di dire, è di pace, perché rende autonomi dai pochi paesi produttori di combustibili fossili. Incentiva la ricerca su quella che sarà l’unica fonte di energia futura capace di garantire quantità e continuità. L’unica grande nazione ad opporsi fermamente all’invasione dell’irak è stata la Francia. Non a caso, il nucleare francese copre il 78% del fabbisogno. Contribuisce alla strategia di diversificazione che è il cardine di un corretto equilibrio produttivo. Non tutto si basa sui soldi. Altrimenti perché dovrei comprarmi i pannelli solari se il gas costa di meno???

  • SARO04

    04 set 2008 - 01:21 - #8
    0 punti
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    Mi sembra sospetta questa preoccupazione di ENEA all’effetto serra: guarda caso porta dritto alla ricetta governativa delle vecchie tecnologie (carbone e nucleare) mentre arranca sulle rinnovabili.
    Ben venga questa tardiva ‘presa di coscienza’ da qualsiasi ‘pulpito’, purchè non proponga una cura peggiore della malattia.
    Per i soliti (non disinteressati ) distratti , la riduzione di CO2 passerebbe per un ritorno all’atomo. Qualcuno cita il modello francese; legga un’intervista di Rifkin sull’inefficienza del sistema durante la crisi di caldo di alcuni anni fa, quando ci fu il blackout con il maggior numero di decessi tra anziani in un paese avanzato, dovuto allo stop dei condizionatori per mancanza d’energia. Le centrali atomiche furono ‘raffreddate’ con un surpluss di acqua e lo stop, per assicurare il fabbisogno idrico al paese, generò il blocco dei condizionatori e i decessi.
    L’atomo non produce energia sicura nè pulita, e influisce all’effetto serra per effetto indotto: si legga la relazione del WWF in proposito, che squalifica questa energia anche dal punto di vista produttivo.
    La Francia investe oggi sull’eolico pur non godendo della posizione geograficamente eccellente come l’Italia.