In Europa non si sa dove va a finire il 75% dei rifiuti tecnologici, nonostante la recente entrata in vigore della nuove norme europee sullo smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE). Un’idea della destinazione di questi prodotti se l’è fatta Greenpeace che in un rapporto denuncia un’alta contaminazione di alcuni siti del Ghana proprio come conseguenza della errata gestione di vecche tv, monitor, computer, ecc.
Secondo l’associazione l’origine di questi rifiuti elettronici è anche europea: Germania, Corea, Svizzera, Olanda e Italia. In partenza sono “beni di seconda mano”, in arrivo rifiuti da cui ricavare metalli da vendere come il rame e l’alluminio. La cosa più grave è che ad occuparsi dello smaltimento sono bambini e ragazzi tra gli 11 e i 18 anni che, senza alcuna protezione, provvedono a smontare e a fondere i prodotti.
In particolare, Greenpeace ha condotto alcune analisi in due siti del Ghana: al mercato di Abogbloshie nella capitale Accra e in un cantiere della città di Korforidua, a nord della capitale. Piombo, cadmio, antimonio sono stati rilevati nei suoli dove i rifiuti vengono bruciati a cielo aperto fino a cento volte superiore alla normale concentrazione . Riscontrati anche cloro, bromo e diossine.
Già con il rapporto “Toxic-Tech: non nel nostro cortile“, Greenpeace aveva lanciato l’allarme sulla sconosciuta via percorsa dai rifiuti elettronici. Il documento parlava di una percentuale pari al 75% per l’Europa e di oltre l’80 % per gli Stati Uniti.
Quando decidiamo di cambiare il nostro computer, un frigorifero, una tv preoccupiamoci che venga rispettata la normativa. Non abbandoniamo questi prodotti per strada e non affidiamoci alla buona volontà di qualche conoscente dei dintorni che si offre di smaltire il rifiuto al nostro posto. Ricordiamoci che lo smaltimento dovrà effettuarsi presso le isole ecologiche oppure direttamente tramite il rivenditore dal quale abbiamo comprato il nuovo prodotto.
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Foto | Greenpeace Italia
Denis1234
05 ago 2008 - 16:21 - #1E’ ormai chiaro che il sistema civile occidentale e mondiale non è civile, che per stare bene servono le popolazioni povere, che non sono altro che i vecchi schiavi.Anche noi lo siamo, solo che stiamo meno peggio.
L’unica è continuare a denunciare sperendo che si arrivi alla tv
spidernik84
05 ago 2008 - 16:29 - #2Giustissimo. Ho solo paura che le grandi catene di distribuzione ti ridano in faccia alla richiesta di smaltire il rifiuto, anche con in mano uno scontrino che provi l’avvenuto acquisto del prodotto presso di loro :(
ClaB
06 ago 2008 - 11:47 - #3Dunque se ho capito bene, portiamo il pc e il monitor al rivenditore o all’isola ecologica, che poi ci pensano loro a spedirlo in Ghana.
;-)
le tonnellate di rifiuti elettronici che arrivano nei paesi poveri, non ci finiscono col passamano, ma attraverso le aziende che dovevano occuparsi di smaltirli.
dex85
06 ago 2008 - 11:54 - #4quoto 3! in ghana ce li hanno portati quelli che dovevano smaltire!
però è anche vero che da parte nostra dobbiamo continuare a comportarci correttamente, e punire chi fa queste cose (mi spiego: non è più sensato dire “beh intanto fanno quella fine, allora io il cellulare lo butto nel fosso dietro casa!!”)
Fabio A.
06 ago 2008 - 12:41 - #5La storia delle cose.