Sgarbi & Crocetta: "Eolico ladro di bellezza"

Vittorio Sgarbi sindaco di Salemi Lo show di Vittorio Sgarbi neo sindaco di Salemi, ha avuto inizio. E lo ha fatto alla sua maniera: urlato e scoppiettante.

La location è stata il Kempinski Hotel Giardino di Costanza dove ieri alle 13,30 ha radunato giornalisti, intellettuali e in compagnia di Rosario Crocetta sindaco di Gela, ha aperto la sua conferenza stampa contro le pale eoliche.

Anzi, come ha detto lui: "contro l'orrore delle pale eoliche". La battaglia di Sgarbi è iniziata in concomitanza alla sua elezione di Sindaco di Salemi per evitare che sul territorio del suo comune siano installati i nuovi impianti eolici che secondo il critico d'arte deturperebbero in maniera irreversibile il territorio.

E ha anche annunciato che presenterà una denuncia sui parchi eolici in Sicilia. Alla fine, circa un ora dopo, lo sciame mediatico è stato condotto tra Salemi e Mazara del Vallo per la visione di quelli che lui definisce "ecomostri" in attività.

Vi lascio le sue dichiarazioni:

Da Salemi a Segesta, da Gibellina ad Agrigento, siamo di fronte a ladri della Comunità europea che trovano vantaggio a montare cose che non hanno nulla che porti benessere. Ladri della bellezza.


L’installazione di impianti eolici è consentita solo se garantiscono 2700 ore di vento, nessuno di questi impianti ha mai raggiunto questi numeri, al massimo 2400 ore. Tutti gli impianti sono fuori legge.

Vedendo i pali eolici dico che qui c’è l’arroganza dei danari, c’è l’arroganza del potere, ci sono i soldi della Comunità europea. Non è che lo fanno perché vogliono dare l’energia ai cittadini; c’è, al contrario, una dispersione energetica straordinaria, vengono raccolte quantità di energia che non si riesce a distribuire, tanto meno ai paesi circostanti. Evidentemente c’è una ragione. Quale ragione ? Che i finanziamenti europei vengono dati ai produttori di queste pale in misura così vasta che essi le impianto e riescono a dare l’elemosina di qualche migliaia di euro ai sindaci di piccoli paesi senza danaro, i quali ottengono quello che si chiama eco-risarcimento. Si chiama eco-risarcimento perché c’è una violazione, e cioè distruggere una collina perché solo su una collina può arrivare vento sufficiente.

Un inventario abbastanza agghiacciante (quello di Italia Nostra ndr). Le pale eoliche trovano il vento solo nel Sud, e cioè nelle regioni più povere. Non ci sono pale eoliche in Lombardia, in Piemonte, ci sono soltanto in Puglia, Sicilia, Campania, Sardegna, Basilicata, Molise. Questo fa pensare che c’è evidentemente la volontà di approfittare di chi è più povero.

A Segesta, dietro i templi si vedono le pale eoliche, così ad Agrigento. Sopra il più grande monumento dell’arte contemporanea, il Cretto di Burri a Gibellina, ci sono le pale. Perché esiste il Cretto di Burri ? Per segnare con un gesto contemporaneo un luogo di distruzione in cui non c’è più vita. Dietro il Cretto di Burri, che è il più grande artista del secondo Novecento, ci sono i capelli irti delle pale eoliche. Ora, c’è qualcosa di più idiota e di più volgare che violentare l’idea di questa aridità che ha voluto significare Burri con questa opera ? Per cosa lodiamo Burri se poi consentiamo le pale eoliche che ribaltano il significato della sua opera ? Dunque, violata l’arte contemporanea, violato il paesaggio, violata l’architettura classica. Come dice giustamente il sindaco di Gela Rosario Crocetta, noi vogliamo avere il diritto allo sguardo pulito, che è l’ultima cosa che rimane alla Sicilia martoriata dalla mafia, dalla criminalità, dalla speculazione, dall’ignoranza. Vogliono rubarci anche la bellezza.

Il danno che produce l’eolico è superiore al beneficio che dà. Anche ammesso che io risarcisca il Comune di Santa Ninfa, ho poi un danno che riguarda 3, 5 comuni che nessuno ripara più, perché non è né di Santa Ninfa, né di Poggioreale, né Salaparuta, né di Salemi. Un danno evidente, anche erariale, perché per passare i cavi elettrici distruggono pure le strade. Io presenterò una denuncia. Chi ripara quelle strade ? Un danno ambientale, un danno estetico, nessuna vantaggio di energia. Mi pare che siamo di fronte ad una evidente illegalità. L’ultima cosa che la Sicilia ha, la bellezza dei suoi paesaggi, ci viene portata via. E poi chi ci dice che la tecnologia sia veramente il futuro ? Siamo di fronte a ladri della Comunità europea che trovano vantaggio a montare cose che non hanno nulla che porti benessere, ladri della bellezza.

Nei dati che io ho, la situazione più tragica è quella siciliana. C’è una richiesta per passare da 452 pale a 2900. Perché dunque debbo difendere un muretto a secco se poi si installano le pale eoliche ?
Uno va a Segesta perché vuole vedere quel tempio esattamente come il territorio intorno e la civiltà contadina nel corso dei secoli l’hanno mantenuto intatto per 2500 anni. In 4 anni si è perso quello che è stato conservato in 2500 anni di integrità. Occorrerà che qualcuno lo dica, io lo dico da sindaco di Salemi, sindaco di un paese bellissimo ma che è circondato da pale. Dove butto la testa ci sono le pale. Altra tragedia: se il sindaco del paese vicino fa la pala, lui prende i soldi, ma la vedo io.

Via | Marsala.it
Foto | 06blog

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