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Come spartirsi il petrolio (circa 90 milioni di barili più un quantitativo indefinito di gas) che ancora giace nel ventre del Polo Nord? Il giocherello, molto pericoloso sullo scacchiere politico internazionale, è stato preso in parola da un gruppo di scienziati inglesi del International Boundaries Research Unit (IBRU) della Durham University, che mappe alla mano hanno iniziato a stabilire i confini di ciascuna nazione interessata: Canada, Stati Uniti, Danimarca, Islanda e Norvegia, mettendo così di fatto fuori gioco la Russia che già aveva reclamato la sua fetta di petrolio artico, come già ve ne aveva parlato ecoblog.
Il calcolo dei confini è stato fatto utilizzando un sofisticato software e Martin Pratt, direttore di ricerca dell’ IBRU, ha dichiarato:
Abbiamo cercato di mostrare tutte le possibilità dei confini, anche quelli mai apparsi su altre mappe e le aree che potrebbero essere rivendicate da Canada, Danimarca e Stati Uniti.
Intanto la Russia ha reso noto che presenterà il prossimo anno alle Nazioni Unite una nuova richiesta per far valere nell’Artico una parte di quelli che considera i suoi confini corredata da rilevazioni geologiche condotte da un sottomarino per dimostrare che la dorsale sottomarina di Losomonov rientra nel Polo Nord e che dunque da diritto anche a loro di sfruttare i giacimenti fino a 200 miglia dalla costa.
Cesare Nistri
07 ago 2008 - 16:23 - #1Interessantissimo. La Russia non intende certo rimamerne fuori. Del resto, sta costruendo il suo nuovo potere sulle materie prime. Pensare che business per la Danimarca….
_FoX_
07 ago 2008 - 16:30 - #2Magari 90 miliardi di barili? 90 milioni non vale la pena nemmeno tirarli fuori..
Uniamoilcentrosinistra
07 ago 2008 - 21:29 - #3Salve, vi segnaliamo la seguente petizione:
www.firmiamo.it/uniamoilcentrosinistra
Uniamo il centrosinistra!
Tlgmagister
07 ago 2008 - 22:21 - #4evidentemente dovrebbero spiegare ai politicanti di quei paesi (pure ai nostri) il concetto di EROEI …
AXE
08 ago 2008 - 08:54 - #5effettivamente i dai giacimenti + grossi mi pare si estragga 1 milione di barili al giorno, quindi questo si esaurirebbe in qualche mese.
AXE
08 ago 2008 - 08:56 - #6I geologi russi hanno stimato che sotto il Mar Glaciale Artico si trovino cento miliardi di tonnellate di petrolio e gas naturale.
Guido Chiavaccini
08 ago 2008 - 21:49 - #7Penso che ormai siamo tutti d’accordo che il problema delle scorte di idrocarburi sia un falso problema: almeno per questo secolo ne avremo più che in abbondanza… ma siamo tutti d’accordo anche che bisogna cercar di immettere meno CO2 possibile in atmosfera…
tob
09 ago 2008 - 13:41 - #8@7
No, non sono d’accordo.
Almeno per quel che riguarda il petrolio sembra che siamo al “punto critico”
Vedi
http://www.aspoitalia.net/intro.html
tassinari.mauro
10 ago 2008 - 13:07 - #9Ma quanto costera’ andarsi a prendere questo petrolio?
Non vorrei che per estrarre e trasportare fino a quà 1 barile di petrolio se ne consumino 2 !!