
Si riparte da zero con i biocarburanti. Si riparte dalla Svizzera dove a cavallo del ferragosto 300 esperti mondiali si sono dati appuntamento all’Energy Center dello Swiss Federal Institute of Technology di Losanna (Epfl), per discutere e definire gli standard che caratterizzeranno le coltivazioni destinate a produrre il nuovo petrolio.
Il punto è evitare l’eccessiva speculazione sulle materie prime che già lo scorso inverno ha portato alle impennate dei prezzi di riso e grano ma anche tutelare chi le coltiverà evitando che siano sia le risorse sia i coltivatori ad essere sfruttati.
E dunque per non mollare la presa su quello che sembra possa essere l’unica alternativa valida al petrolio destinato a sostenere il settore dei trasporti e della logistica, la commissione internazionale ha studiato un ventaglio di standard che dovranno essere adottati dai paesi coltivatori.
L’elenco è appena allo stato embrionale e sono state appena definite le linee guida su cui ogni sotto gruppo di esperti dovrà poi approfondire e pone, tra l’altro attenzione ai diritti umani, alla conservazione della biodiversità, alla tutela del suolo, dell’acqua e dell’aria.
A coordinare la squadra Charlotte Opal che è convinta che in futuro si potranno ottenere biocarburanti senza affamare il Pianeta e senza aggravare con emissioni di CO2 l’inquinamento e il riscaldamento globale. Dice Opal in un intervistra rilasciata a TCS:
Nei paesi tropicali cresce la jatropa, una specie arborea che ha bisogno di pochissima acqua e fertilizzanti. La si raccoglie a mano, ciò che crea posti di lavoro. Anche la canna da zucchero del Brasile fornisce generalmente un eccellente rendimento. Permette di utilizzare il terreno in modo ottimale e senza sprechi d’acqua. Ma attenzione: si può anche coltivare la jatropa e la canna da zucchero in modo non sostenibile. Da qui l’interesse ad avere standard di qualità. Il nostro standard sarà sperimentato da attori economici e politici implicati nel processo di produzione dei biocarburanti. Ne testeranno i diversi criteri e ci indicheranno le correzioni da apportare. Una moltitudine di imprese private partecipano a questo processo – banche, costruttori automobilistici, multinazionali dell’alimentazione e del petrolio – come pure governi.
superLOL
25 ago 2008 - 16:08 - #1http://it.youtube.com/watch?v=HweU-Nc__HE
tob
26 ago 2008 - 00:59 - #2Ottima idea!
Africani e Brasiliani raccolgono a mano senza sprecare altre risorse (= lavorano come schiavi)
Mentre noi continuiamo a viaggiare sui nostri cari autoblindi!
tob
27 ago 2008 - 12:58 - #3Non ci capsco più nulla:
Il prezzo del mais (ottimo combustibile e materia prima per biocarburanti) è precipitato.
Almeno questo è quanto mi hanno riferito alcuni produttori.