Dal Vaticano arriva una notizia fuori dall’ordinario. Non si tratta infatti di una presa di posizione della chiesa su temi sociali o di una raccomandazione del Papa, bensì di una decisione legata alla diffusione delle tecnologie di energia rinnovabile all’interno di questa minuscola città-stato. La sfida è di quelle importanti: sfruttare quanto più possibile le fonti di energia rinnovabili per giungere, primi in Europa, all’obiettivo di utilizzarne almeno il 20 per cento del consumo totale nel 2020.
Primo obiettivo è quello di sfruttare al massimo l’energia solare con impianti ad alta tecnologia. Il progetto è nato dopo una serie di discorsi di Benedetto XVI, nei quali si parlava dell’utilizzo delle risorse del pianeta, della sostenibilità ambientale e delle soluzioni tecnologiche adeguate.
La scelta è caduta sull’Aula Paolo VI (nota anche come Aula Nervi), uno degli edifici più moderni e quindi più compatibili con tecnologie di questo tipo. Infatti l’architetto che l’ha progettata ha utilizzato delle tegole frangisole costituite da una metà rivolta perfettamente a sud e da un’altra a nord. Ciò che verrà fatto sarà sostituire le tegole rivolte a sud con dei pannelli fotovoltaici. I pannelli a nord saranno invece sostituiti con materiale altamente tecnologico, la cui peculiarità sarà quella di riflettere una parte della radiazione solare, aumentando così la produttività dell’impianto.
È stato realizzato uno studio di fattibilità da parte del professor De Santoli della facoltà di Ingegneria dell’Università di Roma, energy manager della stessa Università. Tale studio preliminare è stato realizzato partendo dai consumi energetici del Vaticano. La superficie complessiva dell’Aula Paolo VI, circa 5.000 metri quadrati, verrà coperta da moduli fotovoltaici (circa 2.000 metri quadrati), mentre altri 2.000 metri quadrati sarebbero utilizzati da schermi, per aumentare la quantità di energia captata.
La copertura infatti è costituita da 1.200 tegole frangisole a sud formate da 30 colonne per 40 righe. La potenza media dei quasi 2.400 moduli fotovoltaici sarà di poco meno di 100 watt per una potenza complessiva di circa 220 kilowattora. Tale potenza servirà l’Aula Paolo VI, pur non coprendone l’intero fabbisogno. L’impianto verrà installato tra settembre e ottobre di quest’anno.
Un altro impianto da fonte rinnovabile che entrerà in funzione entro l’anno, riguarda la copertura della mensa di servizio in Vaticano. Si tratta di un impianto solare, questa volta non per la produzione di energia elettrica, ma per apportare calore sotto forma di acqua calda. La particolarità è che, oltre al calore, tale sistema verrà utilizzato anche per produrre freddo.
Ci sono poi altre idee che riguardano le zone extra-territoriali come Santa Maria di Galeria e le Ville Pontificie di Castel Gandolfo. Sono inoltre in corso di valutazione alcuni progetti per lo sfruttamento dell’energia eolica e le biomasse.
Via | Ilvelino.it
Foto | Flickr
egoLogic
04 set 2008 - 10:40 - #1ottimo… e pensare che quando all’inizio del 2007 Beppe Grillo dette una notizia simile per provocare e sensibilizzare le alte sfere vaticane (era un falso… http://www.beppegrillo.it/2007/01/una_lettera_dal_vaticano.html#comments) avevo esultato per poi essere smentito clamorosamente dalla triste realtà (http://www.beppegrillo.it/2007/01/quasi_falso.html)…
oggi come allora sono felice di questa notizia, xè è questo il vaticano che vogliamo vedere… quello che realmente può sensibilizzare i suoi fedeli… notizie come questa mi riportano ad avere un pizzico di stima in più nei confronti della chiesa.
Gianca77
04 set 2008 - 11:05 - #2Sceglieranno l’energia rinnovabile anche per alimentare i ripetitori assassini di Radio Vaticana?
Alsoinmybackyard
04 set 2008 - 11:15 - #3W il Clero!
Vhemt
04 set 2008 - 14:59 - #4Al di là della religione, è una scelta lodevole!
tob
04 set 2008 - 17:46 - #5@2
1. Ho sentito dire (non garantisco) che i “ripetitori assassini” sono arrivati prima delle abitazioni linitrofe.
2. Schermare un campo elettromagnetico è relativamente semplice: basta una maglia di metallo.
La mia casa è in parte di cemento armato con persiane in aluminio, in casa “prende” 2 tacche in meno.
3. Se non sbaglio il problema era per le emittenti “AM” (Modulazione di ampiezza)
Esistono ancora apparecchi radio AM?
NOVAT
06 set 2008 - 12:14 - #6Tanto gli costerà un cazz0 useranno i finanziamenti italiani (NOSTRI) o meglio ancora essendoci la destronite al governo avranno tutto aggratis
tob
07 set 2008 - 13:13 - #7@NOVAT: (Supponendo che sia vero)
Ad Hera paghiamo i “Cip6″
Al Vaticano possiamo pagare i pannelli solari.
P.S. Il vaticano attira turisti, Hera li fa fuggire.