Sollecitata dai vostri commenti, ho cercato di saperne di più su Photon inside, la vernice fotovoltaica, e del progetto che ruota attorno a questa che si presenta come una piccola rivoluzione nel mondo dell’approvviogionamento elettrico.
Innanzitutto un po’ di chiarimenti rispetto al post precedente: gli inventori come giustamente indicati sono Fabio Cappelli, Antonio Maroscia e Stefano Segato che non sono afferenti all’Istituto per i materiali nanostrutturati del CNR (Ismn), che sta effettuando una serie di test per il perfezionamento sulla durata della vernice (portando oltre i dieci anni la vita attuale del prodotto).
Il brevetto è stato ceduto dai tre inventori all’austriaca Bleiner Ag, che commercializzerà a breve il prodotto.
D.: Quando nasce Photon inside?
R.: Come si legge dalla scheda del brevetto abbiamo presentato la domanda nel 2006, ma i nostri studi risalgono al 2004.
D.:In cosa consiste Photon inside?
E’ una vernice multistrato da applicare alle superfici in grado di assorbire la luce solare e di trasformarla poi in elettricità. Il primo strato aderisce alla superficie, il secondo strato è composto da materiale elettricamente conduttivo, il terzo strato assorbe i fotoni e li converte in energia elettrica, il quarto strato è conposto da un materiale elettricamente conduttivo. Eventualmente si può introdurre un quinto strato che incapsulerebbe il tutto.
D.: Da dove vengono fuori le stime che sono state riportate da altre fonti?
R.: Le stime si basano sul Business Plan, che abbiamo prodotto, anche in virtù del coinvolgimento di investitori. Innanzitutto nella vernice non c’è il silicio e dunque già questo abbatte di precchio i costi. Sono presenti materiali comuni a molte altre vernici e anche materiali nanometrici che richiedono di essere maneggiati con macchinari appositi. E dunque, causa la mancanza di silicio, si posso dire che potrà costare la metà dei pannelli. Inoltre gli strati di vernice che andranno applicati sono sottilissimi da 400 nanomicron a 1 micron.
D.: E’ spalmabile su tutte le superfici?
R.: Si lo è. A patto che la superficie sia adeguatamente levigata.
D.: Una volta in commercio costerà quanto le vernici?
R.: Secondo le nostre previsioni costerà un po’ di più di una buona vernice.
ice
04 set 2008 - 16:55 - #1mi rimane un dubbio:
non si parla di limiti sulla dimensione/forma delle “celle”
da come viene descritta mi sembra difficile immaginare enormi superfici di forma irregolare con semplicamente 2 fili elettrici ad una estremità
filoverde
04 set 2008 - 17:07 - #2Poiché si tratta di una vernice composta da nanomateriali non ci sono celle. In sotanza la superficie trattata da questo prodotto diviene essa stessa un unica enorme cella.
ice
04 set 2008 - 17:08 - #3ho letto sul sito dei brevetti e mi rispondo da solo:
“Yet another object is to provide a multilayer photovoltaic compound that can be easily and safely applied on surfaces of any shape and size.”
almeno questo è il target degli inventori…..
rimane però qualche bubbio sulla possibilità di poter utilizzare qualunque substrato: il ridottissimo spessore dei singoli layer sembrano di fatto escludere superfici murarie classiche…..
quali potrebbero essere le conseguanze di una fessurazione del muro che interrompesse il layer di conducibilità elettrica?
sarebbe possibile una riparazione o sarebbe necessario procedere a ristendndere per intero tutti i layer?
ecofan
04 set 2008 - 17:11 - #4beh perchè no? credo che un contatto sia su uno strato conduttivo e l’altro sull’altro, una sorta di condensatore piano enorme, l’idea è eccezionale secondo me specie perchè permetterebbe di superare agilmente i problemi legati all’aspetto estetico delle istallazioni attuali che non prendono piede nelle grandi città
ice
04 set 2008 - 17:15 - #5@ #2
sempre dalla pagina del brevetto:
“Materials suitable for use as a fourth layer include gold, silver, aluminum and colloidal calcium. Alternatively, conductive polymers or conductive oxides may be used. In any case, the thickness of the fourth layer shall account for the absorption coefficient of the selected material, so that the degree of solar radiation absorption in the third layer is not affected. The fourth layer has a thickness of 5 to 50 nm. Such thickness is required to maintain optimal optical transparency conditions in the counter-electrode through which solar radiation is designed to pass.”
a me non sembra si parli di nanotecnologie….
ice
04 set 2008 - 17:17 - #6@ #4
appunto hai idea delle conseguenze di una crepa che farebbe cortocircuitare l’enorme condensatore (tipo parete di un edificiio)!?!?!
filoverde
04 set 2008 - 17:17 - #7E scusa io l’ho intervistato e l’Ing. Maroscia ha parlato chiaramente di nanomateriali.
ice
04 set 2008 - 17:32 - #8@ #7
non lo metto in dubbio, però sul brevetto dell’invenzione ho letto altro
non so se ti abbia parlato di nanotecnologie perchè fa piu fi.go o perchè sia una soluzione presa in considerazione in un secondo momento (a brevetto già registrato) perchè allora non matura
filoverde
04 set 2008 - 17:44 - #9@Ice
la seconda che hai detto. Credo che sia un progetto molto in itinere.
Naturo
04 set 2008 - 17:45 - #10grande marina!!
anche se non capisco come si possa applcare tale vernice ad una casa…comefaccio apitturre le paretiestere e poi ricavare enrgia?’ basta infilare due cavi??mah
spero entriprestissimo in commercio!!
w le nanotecnologie, il futuro!!!!!!
_FoX_
04 set 2008 - 22:34 - #11Hemmm.. detta cosi’ sembra piu’ una vernice da utilizzare come fa’ nanosolar con i suoi inchiostri.
Sandro kensan
05 set 2008 - 12:48 - #12@fox
anche secondo me si tratta di vernice nel senso di inchiostro depositato con apposite macchine su superfici particolari come l’acciaio inox come fa la nanosolar.
dott. Pistillo
20 set 2008 - 13:18 - #13Salve,
rappresento una nascente società operante nel settore energie rinnovabili. qualcuno saprebbe dirmi come posso contattare l’ing. Maroscia per ragioni commerciali? Vi prego di rispondermi all’indirizzo e.pistillo@onspa.it
maurizio manenti
23 set 2008 - 12:39 - #14la notizia ha tutte le caratteristiche della bufala..inoltre i conti economici riportati sono errati. Si potrebbe dire che tale soluzione tecnologica (la vernice fotovoltaica) costerebbe la metà delle soluzioni tradizionali (silicio cristallino) solo se potesse dimostrare una vita di almeno 25 anni con un degrado massimo del 20%. Non si fa inoltre riferimento alle tipiche problematiche elettriche di tali soluzione (la parete diventa un conduttore elettrico con potenze in continua di diversi kW…ma siamo impazziti!)