Jared Diamond, "Collasso" in pillole

jared diamond


La scorsa settimana Jared Diamond era in italia per presentare il suo nuovo lavoro, “Collapse”. Per quanto riguarda la cronaca potete dare un occhiata qui. Oggi invece vi propongo alcuni estratti del bellissimo discorso fatto da Diamond che mi sono appuntato durante la presentazione.

Un tema affascinante

"La gente mi chiede perchè io abbia deciso scrivere un libro del genere. La mia risposta è che si tratta dell’argomento piu’ affascinante che esiste.
Tutti noi siamo affascinati dai tempi abbandonati Maya ormai inghiottiti dalla giungla o dalla civiltà sorta sull’Isola di Pasqua. Perche’ questi popoli si sono dati la pena per costruire in luoghi cosi’ remoti per poi abbandonarli o distruggerli? Ultimamente si e’ scoperto che lo hanno fatto per motivi ambientali [...]. La questione piu’ rilevante trattata nel libro è che non tutte le civilta’ sono andate in rovina, alcune societa’ sopravvivono a lungo perche’ sono riuscite a risolvere le questioni ambientali. Nel libro ci sono anche storie a lieto fine. Il libro è cautamente ottimista.
Oggi quasi tutte le societa’ odierne devono affrontare problemi ambientali. E forse possiamo imparare dal passato. Per questo ho concluso il mio libro descrivendo le diverse traettorie possibili che potrebbe prendere la nostra cultura".

Cinque fattori chiave

Sono cinque fattori che ho tenuto sempre presenti nel mio libro. Uno riguarda capacità delle società di gestire le risorse necessarie: acqua, suolo, foreste, ittiche, biodiversita’.
Secondo. Il cambiamento climatico. Oggi pensiamo solamente a riscaldamento globale ma in passato ci sono stati cambiamenti indipendenti dall’azione dell’uomo.
Terzo fattore. Popolazione limitrofe. Quando i nemici prendono sopravvento? Anlcune civiltà furono distrutte anche da semplici sconfitte militari. E poi ci sono le relazioni commerciali con le popolazioni limitrofe. La maggior parte societa’ dipendono dal commercio per alcune risorse fondamentali. Quindi non solo bisogna fronteggiare problemi ambientali interni ma anche fronteggiare le minacce dei flussi di commercio, un esempio recente di questo problema è la crisi petrolifera del ‘74
Quarto. Perche’ alcune popolazioni riescono a risolvere i loro problemi e altre no? Questo dipende dalle istituzioni politiche economiche culturali.

Un esempio pratico.

"Il crollo della civiltà polinesiana nell’Isola di Pasqua. Quando l’isola venne scoperta dai cristiani questa non era che un’isola deserta e arida. Ma le statue erano sicuramente state fatte con ausilio di alberi. Il mistero è stato risolto solo grazie a scavi archeologici. Quando i polinesiani colonizzarono per la prima volta nel ‘800 dopo cristo i colonizzatori cominciarono ad abbattere gli alberi. Scendendo il numero di alberi non potevano piu’ fare canoe per andare a pesca, la mancanza di proteine disponibili li portò anche a praticare il cannibalismo.
Ma come hanno potuto ad essere cosi’ sprovveduti? Che cosa ha pensato il polinesiano che ha tagliato l’ultimo albero? Una volta ho fatto questa domanda ai miei studenti. ‘Forse ha pensato piu’ lavoro meno alberi!’, ha risposto uno studente. Un altro studente ha detto: ‘Forse ha pensato: le future tecnologie e il progresso permetteranno di sostituire questa risorsa! Ed e comunque prematuro gridare all’allarme, non sappiamo ancora se non ci sono altri alberi in zone remote dell’isola che non ancora scoperto!’"

Perchè si collassa?

"Insomma: perche’ gruppi di individui prendono decisioni palesemente insensate? Per lo stesso motivo per cui a volte un individuo prende decisioni insensate. Perche’ un individuo a volte non riesce a prevedere le conseguenze delle azioni ad esempio. Oppure perche’ non conosce un precedente che lo possa aiutare a capire. In altri casi un individuo prende decisioni disastrose perche’ non riconosce il problema. Ad esempio il riscaldamento globale non sta arrivando in maniera lineare, ma fluttuante. E’ stato difficile capire che nelle oscillazioni ci fosse in realta’ una tendenza all’aumento della temperatura".


Cauto ottimismo

"Le societa’ che hanno avuto la meglio sono sempre quelle che si sono mostrate disposte a cambiare le proprie abitudini e non quelle che si sono intestardite. Ad esempio l’Europa dopo molto conflitto e dopo seconda guerra mondiale ha creato i presupposti per un’Europa sicura.
Oggi però un Paese non va in rovina come è successo nell’Isola di Pasqua. Oggi non corriamo piu’ il rischio di declini locali isolati ma di un declino globale.
Io pero’ mi considero un cauto ottimista. Spetta a noi la scelta di migliorare di capire quello che sta succedendo. Nell’Isola di Pasqua non avevano la televisione per vedere che cosa stava succedendo nelle altre parti del mondo. E poi le conoscenze archeologiche. Noi abbiamo un grande vantaggio rispetto al passato. Noi abbiamo l’informazione".

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