Basta poco per combattere il cambiamento climatico: mangiare meno carne. Almeno 1 giorno a settimana e via via aumentare i giorni in cui si evita. ( Se solo i cattolici osservassero il vecchio precetto del venerdì pesce…).
La soluzione è data da Rajendra Pachauri, 68 anni, economista indiano, vegetariano, presidente del Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC), che ha dichiarato a l’Observer che il cambiamento della dieta è fondamentale nella riduzione delle emissioni di gas serra e nei problemi ambientali connessi con l’allevamento di bovini e altri animali.
Inoltre, ha sottolineato, anche altri cambiamenti nello stile di vita aiutano a combattere il cambiamento climatico, specificando che sono necessarie riduzioni in tutti i settori dell’economia.
Mattias
10 set 2008 - 09:05 - #1Alleluja, finalmente se ne parla. :)
Berto85
10 set 2008 - 09:09 - #2Come già detto nel post di qualche giorno fa la CO2 e il CH4 emesso dalle mucche altro non è che quello immagazzinato dalle piante che mangiano.
Comunque mangiare tutti i giorni carne fa male alla salute, non è solo una questione di inquinamento; l’ideale sarebbe 1-2 volte la settimana prediligendo la carne bianca.
Naturo
10 set 2008 - 12:26 - #3ebbasta con sta frottola della carne!!!! la carne serve all’organismo, e anche se si mangiassero meno animali come fai ad inquinare di meno??? massu…
i problemi sono altri….
M.
10 set 2008 - 14:26 - #4@Naturo
Cosa vuol dire “la carne serve all’organismo”?
Il mio, come quello di milioni di altri vegetariani, ne fa benissimo a meno; nel mio caso da almeno 15 anni mi sento meglio, sia in salute che con lo spirito.
M.
Daniel_C
10 set 2008 - 16:42 - #5A sostegno di questa tesi viene anche il trattato Ecocidio di J. Rifkin che consiglio a chi volesse approfondire, anche se come scrittore non è un gran che a mio avviso per via delle continue ripetizioni dei concetti che vuole dimostrare. Magari da qualche parte si trova un buon riassunto.
Di fatto non capisco il riferimento ai cattolici (non so se le altre confessioni cristiane evitano di consigliare l’astensione dalla carne). Sta di fatto che se anche una minoranza, per quanto numerosa, evitasse per una volta alla settimana di cibarsi di carne, la riduzione sarebbe molto piccola, se poi consideriamo che le vacche non sono neanche l’unica fonte di gas serra.
Inoltre se l’intento è di far intendere che se loro, i cristiani, si attenessero ad una regola religiosa, avrebbero cavato un peso a noi altri, allora mi sembra quasi che si voglia dar loro la colpa del surriscaldamento globale…
La prossima volta, magari, evitiamo.
black_hawk
11 set 2008 - 01:23 - #6berto85 a meno che tu non sia dottore superdiplomato o un nutrizionista astieniti dal dire queste cose, e non dar retta a quello che si scrive sulle riviste, perchè anche nel cibo esistono le multinazionali che si rigirano le notizie come vogliono loro, proprio come accade con questi maledetti inceneritori
Giovanna__Z
05 gen 2009 - 22:37 - #7Naturo avresti fatto meglio ad evitare il tuo commento insulso, non hai fatto altro che ripetere a pappagallo frasi fatti come appunto ‘la carne serve all’organismo’ e ‘i problei sono altri’. per la prima: ti hanno già risposto mi sembra, noi vegetariani siamo la prova vivene che la carne NON è necessaria, anzi se non la mangi stai meglio (e rispari pure sulla spesa..). Per la seconda: puoi continuare ad occuparti degli ‘altri problemi’… fammi indovinare sono i bambini che muoono di fame vero? ecco, appunto, far volontariato per loro non è affatto in contrasto con la scelta del non mangiar carne;
prof di scenze
31 gen 2009 - 15:01 - #8Purtroppo la _visione_ distorta e scientificamente sbagliata di Naruto è figlia della disinformazione, dell’ignoranza, delle menti poco elastiche, forse una presa di posizione di parte.
L’allevamento del bestiame da trasformare in carne - rossa o bianca che sia - è all’origine di :
– massicce emissioni di gas, soprattuttto METANO, il più dannoso dei gas serra.
– provoca deforestazione,
– divora enormi quantità di acqua
– contribuisce quindi in modo molto significativo ai sempre più allarmanti malanni della Terra.
(cito l’economista indiano Rajendra Pachauri, premio Nobel 2007 per la pace assieme al vicepresidente americano Al Gore.)
In più il consumo di carne è strettamente legato all’insorgenza di molti tumori, per le tossine che gli animali accumulano durante la loro vita in questo ambiente ormai inquinato(atraverso l’aria e l’acqua re il cibo).
Volete dare un contributo “personale ed efficace” al salvataggio del pianeta dal surriscaldamento climatico? Evitate di mangiar carne almeno un giorno alla settimana, tanto per cominciare.
E’ tutta salute per voi e per l’ambiente.
Ale_Ale
02 feb 2009 - 15:12 - #9http://www.meatrix1.com/
clayco
13 mag 2009 - 09:48 - #10@ Professore di scienze
ma non dire vaccate che non sai niente
Hai scritto delle sciocchezze enormi sulla zootecnia, che non hanno alcun fondamento scientifico che ci danneggiano.
Le emissioni in zootecnia non sono perturbazioni aggiuntive il metano ha una vita media di 10 anni e poi diventa CO2 che viene assorbita dalla piante che verranno mangiati dagli animali che poi emetteranno il metano. Il bilancio del carbonio è pari e anche quello del metano perchè quello emesso oggi va a sostituire quello emesso 10 anni fa e la concentrazione in atmosfera non cambia quindi non può essere causa di riscaldamento
La zootecnia non consuma l’acqua, è una sciocchezza enorme, montata dai vegetariani, l’acqua non si distrugge
L’acqua in agricoltura e in zootecnia non si consuma, non è paragonabile al prelievo urbano e industriale che pompa acqua dolce in mare.
L’acqua in agricoltura o torna nei fossi, o torna in falda, o evapora e quindi torna con la pioggia, o con il disgelo estivo, o resta nei cereali.
L’acqua in zootecnia o ritorna sui campi con i liquami, o evapora, o resta nei cibi e ci nutre. Ridurre la zootecnia non fa arrivare l’acqua in africa, vi sembrerà inutile la specifica ma sui media è passato anche questo.
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