Oggi viaggiando su un autobus romano dell’ATAC ho notato sullo schermo una pubblicità che raccontava e descriveva un’oasi del WWF. Subito dopo seguito da un messaggio di Greenpeace che recitava “o il pianeta lo salvi tu, o si salva da solo”, sullo sfondo passavano immagini di uragani o inondazioni. Un po’ catastrofista ma condivisibile. La proiezione è continuata con il solito oroscopo, gli eventi di roma e poi… e poi sono sceso!
Francesca
23 nov 2005 - 12:25 - #1A me il catastrofismo non piace e nemmeno l’allusione all’idea che sono IO a provocare uragani.
Se qualcuno mi fa sentire in colpa la prima reazione che ho e’ di attaccarlo (per difendermi). “Mi fai sentire in colpa solo per spillarmi soldi!!!”
La seconda reazione e’ di rimuovere il pensiero sgradevole il prima possibile, concentrandomi sull’oroscopo.
Non mi piace l’approccio colpevolizzante perche’ mette il singolo di fronte a problemi troppo grandi per essere risolti da una sua azione (ho provato a sbattere le ali come una farfalla per deviare Katrina, ma non ci sono riuscita). :-)
Non mi piace perche’ l’enormita’ dello scopo paralizza, invece di spingere all’azione.
Non mi piace perche’ ho gia’ abbastanza problemi con i chili di troppo, gli amici lontani a cui non scrivo abbastanza spesso e i miei obbiettivi di vita mancati per permettere ad uno spot di rovinarmi la giornata.
Sono cosciente che servano gli sforzi di tutti per salvare il pianeta e so, razionalmente, che le mie azioni hanno un effetto globale. Dedico gia’ la maggior parte del mio tempo libero all’ambiente, ma lo voglio fare allegramente, non con l’ansia degli uragani.
Resto convinta che le pubblicita’ piu’ efficaci siano quelle che gratificano, che ti fanno stare bene perche’ hai migliorato il mondo, non quelle che ti fanno sentire una merda e poi, graziosamente, ti offrono un modo rapido per pulirti la coscienza.
Bricke
23 nov 2005 - 13:44 - #2Concordo Francesca.
Scentificamente dimostrato che i premi funzionano meglio delle punizioni per modificare un comportamento.