Il nuoto è uno sport tradizionalmente raccomandato agli asmatici dato che il tipo d’aria caldo umida presente nelle piscine riduce le possibilità di attacchi d’asma durante l’attività fisica rispetto ad altri sport ma, curiosamente, potrebbe anche esserne una causa. Secondo una ricerca svolta in Belgio, il cloro utilizzato per tenere pulite le piscine potrebbe infatti contribuire allo sviluppo di questo problema.
Secondo questa ricerca nuotare in piscine, principalmente scoperte, può aumentare il rischio d’asma soprattutto nei bambini e sembrerebbe che ci sia inoltre un forte legame anche con persone che hanno praticato regolarmente nuoto in piscine all’aperto fin da giovani. Si ritiene che i fumi del cloro galleggianti intorno alla superficie della piscina, possano contribuire ad innescare una condizione d’irritazione delle vie respiratorie superiori.
Il Prof. Alfred Bernard, dell’Università Cattolica di Louvain, Bruxelles, ed il suo team hanno esaminato 847 allievi delle scuole secondarie con un’età media di 15 anni. I bambini che avevano nuotato per più di 500 ore nell’arco di dieci anni, presentavano una probabilità cinque volte più elevata di soffrire d’asma rispetto a coloro che non avevano mai nuotato in piscine all’aperto. Quelli con una predisposizione alle allergie, presentavano un rischio fino a dieci volte più alto, mentre coloro che avevano nuotato in una piscina coperta per meno di 100 ore nella loro vita presentavano un rischio d’asma fino a quattro volte inferiore rispetto al resto dei bambini studiati.
Stando alle dichiarazioni di Leanne Male, assistente direttore del Research at Asthma UK, esisterebbero numerosi studi che confermano la relazione tra sostanze chimiche come il cloro e lo sviluppo o il peggioramento di condizioni allergiche (tra cui l’asma). Ciò è dovuto al fatto che il cloro può compromettere le barriere di protezione delle cellule all’interno dei polmoni. Tuttavia per le persone non a rischio d’asma, il nuoto rimane sempre un ottimo modo per mantenersi in forma e aumentare la capacità polmonare, soprattutto in piscine coperte dove l’aria caldo umida crea meno possibilità di sviluppo di sintomi d’asma.
Via | Telegraph.co.uk
Foto | Flickr
Vhemt
01 ott 2008 - 09:33 - #1Non conosco un nuotatore asmatico!
spidernik84
01 ott 2008 - 09:59 - #2Confermo, nuoto abitualmente e a volte mi capita di avere l’impulso di tossire. Penso abbia a che fare con le esalazioni del cloro, tantopiù che nuotando si respira con la bocca, con tutte le conseguenze del caso.
ice
01 ott 2008 - 10:21 - #3ho partecipato anche io alla raccolta di dati per studi simili, sogli effetti dei vapori di cloro sul sistema respiratorio
dopo 20 anni di nuoto agonistico (piu amtoriale che agonistico negli ultimi8….) in piscina al chiuso 3 estati fa ho cominciato a dover far uso si Symbicort……
quindi….
ice
01 ott 2008 - 10:22 - #4l’inizio della racoclta di campioni per il policlinico universitario di Modena risale a 15 anni fa
stever
01 ott 2008 - 10:43 - #5perchè le piscine principalmente scoperte e non soprattutto quelle chiuse ?
ice
01 ott 2008 - 14:21 - #6@ #5
io ho fatto il bagnino in piscina:
nelle piscine all’aperto col fatto che sono molto piu piene di gente, spesso piu sporca, si pratica 1/2 volte al giorno l’iperclorazione per motivi igienici e perchè sole e calore accelerano processi che diminuiscono la percentuale di cloro attivo
una piscina all’aperto in estate supera i 30°
quelle per nuotatori sono a 24°
Simone Martini
01 ott 2008 - 16:09 - #7ma io sapevo che nelle piscine al coperto anche il clima, caldo e umido, contibuiva all’ insorgere dell’asma…
ice
01 ott 2008 - 17:20 - #8@ #7
è i l contrario
il clima secco fa male ai polmoni, e la differenza di temperatura
infatti chi ha problemi di asma va a fare trattamenti con vapori termali