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Resiste la "Legge Salvacoste" in Sardegna

Pubblicato: 07 ott 2008 da Simone Muscas

Commenti dei lettori

Costa della SardegnaQualche giorno fa (il 5 ottobre) si è tenuto in Sardegna un referendum popolare valevole per l’abrogazione della cosiddetta “Legge Salvacoste”. La legge, in vigore nell’isola dal 2004, continuerà però ad essere operativa almeno sino alle prossime elezioni regionali, poiché non è stato raggiunto il quorum minimo necessario per dare validità al voto.

Che cos’è questa “Legge Salvacoste”? Si tratta di un provvedimento che potrebbe essere definito come “croce e delizia” dell’amministrazione regionale in carica. La legge infatti, approvata fra mille polemiche, fissa a due chilometri dal mare il limite per nuovi insediamenti, abitativi e turistici. Il provvedimento, lanciato dal governatore della Sardegna Renato Soru, ha avuto come slogan quello di fermare la speculazione del turismo.

In sostanza vengono enormemente ridimensionati i poteri decisionali delle amministrazioni locali per quel che concerne l’edificazione nelle aree prossime alla costa. Il principio su cui si basa il vincolo è che il turismo, per rappresentare una ricchezza economica nell’isola, dovrebbe essere fatto innanzitutto di servizi e non di edificazione selvaggia e priva di regole deleterie per l’ambiente e il territorio.

Principio legittimo? Per alcuni sembrerebbe proprio di no. Infatti, dal momento in cui la legge è diventata operativa, ha avuto inizio un lungo braccio di ferro fra la giunta Soru e i sindaci locali (oltre naturalmente agli amministratori dell’opposizione). I contrari, sin dal primo momento, si sono espressi in maniera negativa definendo la legge come un blocco allo sviluppo economico dell’isola.

Infatti l’edificazione costiera, secondo gli oppositori, altro non è che l’anticamera allo sviluppo del turismo. Il luogo comune dei contrari è che questo provvedimento rappresenta “un colpo mortale al settore trainante dell’economia isolana”. E’ stato per questo motivo che, quattro anni fa, gli stessi ribelli decisero di denunciare al governo nazionale l’incostituzionalità del provvedimento.

Secondo i sindaci e l’opposizione, la legge sarebbe “non costituzionalmente valida” poiché agisce deliberatamente contro i comuni e non in favore degli stessi. L’esito del referendum ha decretato che la battaglia, al momento, è stata vinta dalla maggioranza. L’esito finale del lungo scontro è tuttavia rimandato alla prossima primavera, quando ci saranno le elezioni poliche regionali.

La scelta di optare per un referendum ha però come risvolto negativo il fatto che la questione è stata strumentalizzata tanto da caricare l’argomento (tanto delicato) di un enorme significato politico. Normale conseguenza dei fatti? Spettacolo indecente ed evitabile? E voi, al di là di tutto, che cosa ne pensate?

Via | Regione.sardegna.it
Foto | Flickr

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • redwolf

    07 ott 2008 - 10:21 - #1
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    che dire…siamo un splendido paese..senza mattone per noi non c’è sviluppo. E infatti è cosi..perchè noi non cerchiamo il progresso ma solo lo sviluppo (più case e villaggi più lavoro) be io in Sargegna ci sono stato per tre anni e non vi dico quanto mi è venuto da piangere nel vedere la costa Paradiso la prima volta selvaggia, da togliere il fiato e vedere come dopo tre anni il colore della macchia mediterranea era sparito grazie a migliaia di casette con giardinetto..che bel sviluppo!
    andate in Corsica e vedrete come hanno rovinato la Sardegna!li di costruire hotel villaggi e case supermegaschifodeluxe non ne vogliono sentir parlare!un gruppo di imprenditori italiani ha provato a tirare su un paesone (mi sembra si chiami San lorenzo) ma fa proprio schifo a tutti!i francesi che noi odiamo tanto hanno imparato dallo scempio della costa azzura..noi invece abbiamo trasformato la Liguria in un palazzone unico ma non siamo ancora contenti!

  • tom3

    07 ott 2008 - 11:45 - #2
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    Dall’articolo risultano tre cose:
    -che i sindaci hanno rovinato l’Italia. Ci sono lodevoli eccezioni, certo, ma sono stati molti sindaci a iper-edificare e svilire il nostro paese(senza contare che l’hanno indebitato).
    -che la responsabilità è equanime tra i partiti: si è cementificato in genere sia nelle regioni di centro-destra che di centro-sinistra. La differenza stà nel valore delle persone degli amministratori e Soru è una persona che ha dei principi, perciò dà fastidio a molti.
    -che il cemento NON sviluppa un paese, ma lo impoverisce, perchè toglie risorse a investimenti tecnologici, perciò se non è necessario per abitarci è inutile e dannoso.

  • Caiofabricius ROMA

    07 ott 2008 - 15:16 - #3
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    Resisti SORU e GRAZIE!!!!!

  • david3

    13 ott 2008 - 20:21 - #4
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    Fortunatamente non tutti i sardi si sono piegati a 90°.
    Una bellissima notizia.

  • Profilo di m.lidia

    m.lidia

    16 ott 2008 - 14:50 - #5
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    Non penso che si possa parlare di strumentalizzazione o di risvolto negativo, così come non penso che l’argomento sia stato caricato di un enorme significato politico; per una volta ai “sardi”, quello che realmente vivono la sardegna quale terra preziosa, è stato chiesto un giudizio, è stato chiesto di scendere in campo.
    E i sardi, hanno così espresso la loro opinione a riguardo.
    Sono forse stanchi di chi si appropria della propria terra e delle proprie coste con la forza e con il denaro?

  • Ivan Baù

    30 nov 2008 - 16:00 - #6
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    Sono un amministratore di un piccola città, altamente depredata dal grande capitale immobiliare. ASIAGO. Qui la speculazione a breve termine, con palazzoni e grandi lottizzazzioni ha distrutto gran parte del territorio. I motivi sono sempre i soliti,dietro i quali si proteggono questi impreditori: dare lavoro. Si fa passare la speculazione come fonte di lavoro e non come distruzione del territorio. Poi le seconde case hanno completamente reso impossibile all’alberghiero di svilupparsi. Asiago con i suoi 6700 abitanti e i suoi 6000/7000 appartamenti…Ho conosciuto pochi mesi fa Renato Soru,abbiamo parlato a lungo della speculazione Edilizia. E’ uno di quegli uomini che capisci che sono Storia, come il suo vicino Gramsci. Ad Asiago abbiamo bocciato una lottizzazzione e bloccato nel PAT tutte le seconde case…