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Trasporto su gomma: ma quanto inquina?

Pubblicato: 10 ott 2008 da Marina

Commenti dei lettori

Trasporto su gomma

Grazie alla segnalazione di un lettore grouchomarx ho scoperto questo servizio ecopassenger che consente ad ogni viaggiatore di calcolare quanto costa il suo viaggio in termini di emissione di CO2,di altri agenti inquinanti e di energia necessaria.

Il sistema prende in considerazione tre vettori: il treno, l’aereo e l’automobile. Ovviamente per ogni tratta indicata viene fuori che viaggiare in treno è molto più conveniente in termini di impatto ambientale. E fin qui ci sta.

Ma in Europa a muoversi molto non sono solo le persone, sono sopratutto i beni: le movimentazioni di merci, per la maggior parte del volume,vengono effettuate su gomma.

E del treno nessuno ne vuole sentir parlare:Riporta il Regolamento N. 1692/2006 del parlamento Europeo e del Consiglio:

In assenza di un’azione risoluta, il trasporto di merci complessivo su strada in Europa dovrebbe crescere di oltre il 60 % entro il 2013. L’effetto sarebbe un aumento previsto del trasporto internazionale di merci su strada durante il periodo 2007-2013 di 20,5 miliardi di tonnellate/km l’anno per i venticinque Stati membri dell’Unione europea, con conseguenze negative in termini di ulteriori costi per infrastrutture stradali, incidenti, congestione del traffico, inquinamento locale e globale, affidabilità della catena di approvvigionamento, delle attività logistiche e per danni ambientali.

Leggo dal blog di Giorgio dell’Arti:

L’86% delle nostre merci viene trasportato su gomma. Questo servizio è assicurato da sei milioni e mezzo di veicoli e, di questi, 3,3 milioni superano la tonnellata e mezzo. In ogni istante ci sono in giro due milioni e duecentomila Tir, o camion, che portano qualcosa da qualche parte. Badi, è un segno di ricchezza, e il giorno in cui questi numeri dovessero diminuire significativamente vorrebbe dire che siamo in crisi sul serio. Le ditte che garantiscono il servizio sono 90 mila e realizzano il 18% del nostro Pil, una percentuale cioè molto importante (si tratta di quasi 300 miliardi di euro). D’altra parte, anche aderendo alla sua idea paradossale, e cioè che da domani mattina si fermino i mezzi pesanti, come faremmo col traffico che viene dall’estero? Il 30% di quei due milioni e passa di camion in circolazione è carico di merci importate.

L’Europa per alleggerire l’impatto del trasporto merci su strade e sopratutto per abbattere le emissioni, qualche anno fa aveva presentato il progetto Marco Polo che grazie ad un fondo di 450 milioni di euro, voleva attivare le cosidette “autostrade del mare”, che però non si è capito in cosa si sia risolto e in quali rivoli siano finiti i finanziamenti.

Per controllare invece che i camionisti fossero diligenti nell’uso del mezzo dal al 1 maggio 2006 sui Tir è stato reso obbligatorio il tachigrafo digitale, scrive Cipespiemonte:

tutti i veicoli nuovi superiori alle 3,5 tonnellate immatricolati in Europa devono essere dotati di un tachigrafo digitale elettronico che serve a registrare i tempi di guida e riposo dei conducenti, la velocità del veicolo. Gli obiettivi : sicurezza e economia energetica.

Purtroppo questo strumento però è obbligatorio per i dipendenti e non per i padroncini che rappresentano una larga fetta del trasporto su gomma a volte scarsamente controllabile.

Infine, il nostro Ministro per le Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi, qualche giorno fa è andato a Bruxelles alla Comunità europea a piangere miseria.

Come vi riportava ecoblog:

Questi i punti salienti di quanto chiede l’Italia: esclusione delle piccole imprese dalle quote di CO2; estensione dei permessi gratuiti per quelle più grandi; sconti sulla produzione di energia elettrica con premi per chi ha già investito in tecnologia; politica più permissiva in tema di emissioni nei confronti dell’industria automobilistica italiana in vista delle previste nuove direttive europee nel settore trasporto.

In poche parole, secondo l’attuale Governo, se viene dato un taglio a quello che è l’attuale sistema dei trasporti su gomma, l’economia italiana rischia il collasso. Ma la richiesta di Ronchi si scontra oltre che con le direttetive europee in materia e il recepimento del Protocollo di Kyoto anche con il libro Bianco dei trasporti, una sorta di desiderata di quello che sarebbe dovuta essere la logistica del futuro aveva tracciato le linee della modalità, cioè dell’interscambio di mezzi, per ottenere un trasporto merci e passeggeri in una Europa efficiente. Voi l’avete vista da qualche parte?

Foto | Flickr

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • Berto85

    10 ott 2008 - 12:46 - #1
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    Beh non è proprio vero che non si fa nulla per spostare il trasporto da gomma a ferro: la Tav intanto consentirà di liberare spazio sulle linee tradizionale a tutto vantaggio dei merci (oltre che dei pendolari), per quanto riguarda le autostrade del mare qualcosa è poi stato fatto; certo dovrebbero esserci provvedimenti + incisivi e soprattutto dovrebbero essere realizzate alcune infrastrutture necessarie come il tunnel del brennero e la tav torino lione e il completamento della tav tra Milano e Venezia.

  • Berto85

    10 ott 2008 - 12:52 - #2
    -1 punto
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    Ho verificato su questo sito che se si va da Milano a Roma in macchina (Diesel Euro4) in 4 passeggeri si consuma meno che andare in treno.
    Io però non sono d’accordo su una cosa, secondo me l’aereo è comunque meglio della macchina perchè se io vado in macchina aggiungo al consumo dell’aereo, che tanto parte lo stesso, quello della macchina; mentre se vado in aereo c’è solo quel consumo.

  • verogabri

    10 ott 2008 - 14:47 - #3
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    In Friuli stiamo vivendo una piccolo dramma con i camion, ormai l’autostrada A4 Trieste-Venezia è un unica e interminabile linea continua di mezzi pesanti.
    La maggior parte sono mezzi provenienti dall’est che devono andare nelle regioni del centro o dell’ovest, Lombardia, Emilia, Toscana, ma sono tanti anche i mezzi che passano di qua per andare in Spagna.
    La regione ha iniziato l’iter per costruire una terza corsia e intanto sta cercando con le Ferrovie-Italia un’alternativa, ma questi hanno risposto che non sono disposti ad accordi che non siano remuneratevi. Nel frattempo gli incidenti sono quotidiani e se non ci scappano qualche morto non fanno più notizia, e tra un po’ inizia la stagione delle nebbie.

    Però sempre in regione abbiamo anche un esempio positivo: i camion che arrivano con i traghetti a Trieste, soprattutto dalla Turchia, e che sono diretti in Germania possono viaggiare caricati su appositi treni. Così, mentre i camionisti riposano in cuccetta, un solo treno sposta decine di camion.
    Quando c’è la volontà di fare.

  • Geppino

    10 ott 2008 - 22:24 - #4
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    bSi può fareb

  • Profilo di Rezzonico

    Rezzonico

    12 ott 2008 - 13:05 - #5
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    L’altro giorno al Lidl ho visto il succo d’arance equo e solidale però con le arance provenienti da Cuba e Brasile… Per carità sono a favore di aziende che si preoccupano per le condizioni di vita dei propri lavoratori… Ma il viaggio per trasportare le arance? Frutto non proprio raro dalle nostre parti?

  • intermodaleNORD

    13 ott 2008 - 09:51 - #6
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    il trasporto in Italia è così sbilanciato verso la gomma per la insufficiente offerta da parte delle ferrovie ( in senso globale , qualità del servizio-tempi di resa-disponibilità treni e carri).
    La cosa più grave è che non si sta andando avanti ma indietro , le ferrovie RIDUCONO la disponibilità di treni per le tratte Italia-Italia , l’unica cosa che funziona in qualche modo sono i collegamenti Nord Italia verso estero.
    E’ inutile parlare di lobby , basta guardare cosa hanno fatto all’estero : lì i treni hanno una quota nettamente superiore e sono vincenti in tutte le rotte lunghe/quantità elevate.
    Bisogna assolutamente fare crescere la ferrovia in Italia ma l’unico modo penso sia CACCIARE VIA TUTTI I CIALTRONI POLITICI-AMMINISTRATORI-SINDACALISTI che hanno portato all’attuale disastro il trasporto merci ferroviario.
    CHI SONO IO : operatore SU GOMMA che ha investito molto denaro sull’intermodalità gomma/ferrovia e ci crede fermamente , ma mi trovo bastonato ogni giorno dalle folle gestione delle ferrovie di questo paese.

  • Anonimo80

    13 ott 2008 - 11:44 - #7
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    Il tachigrafo digitale è assolutamente obbligatorio per tutti quelli che guidano i camion ed i pullman, padroncini compresi.

    www.digital-way.it

  • Profilo di roberto

    roberto

    13 ott 2008 - 21:05 - #8
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    In realtà, come confessato da camionisti al settimanale l’Espresso più o meno un mese fa, è sufficiente per i camionisti dire alle autorità che controllano che il tachigrafo è guasto e non gli succede niente. Bella roba!

  • Profilo di roberto

    roberto

    13 ott 2008 - 21:17 - #9
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    Luca firma e compila il nuovo disco del cronotachigrafo. Quello appena chiuso viene nascosto. In caso di controlli dirà che l’ha perso, come ogni ditta insegna ai suoi autisti. La polizia italiana non è severa come quella francese. E nessun agente ha voglia di perquisire un camion per tutta la notte. Sono infiniti i trucchi per cancellare le ore di guida. Dall’amico fantasma: il secondo autista che non c’è, mentre quello alla guida risulta a riposo. Ai fogli di ferie: così sembra che l’autista abbia cominciato il viaggio a metà percorso. Ma anche stanotte Luca non ha bisogno di stratagemmi. Non ci sono controlli. Entriamo nel piazzale di scarico a Roma alle 3.07, sette minuti appena di ritardo. Alla media di 87 chilometri all’ora. “Visto che ce l’abbiamo fatta?”, esclama. Alle 6.32 si riparte per Milano. È solo l’inizio di un’altra giornata.
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