
Mentre Simone qualche post più sotto ci parlava della possibilità della crescita delle energie rinnovabili per contro bilanciare la crisi economica, in Europa si decideva per altre strade: secondo The Guardian, che è venuto a conoscenza della nuova strategia anti-Kyoto da documenti riservati, i 27 vorrebbero abbandonare gli impegni precedentemente presi e alzare così automaticamente le emissioni di CO2.
Il Consiglio si riunirà la prossima settimana e dai documenti in possesso di The Guardian risulta che l’obiettivo del 20% di riduzione delle emissioni che sarà innalzato al 30% entro il 2020, sarà abbandonato dalla Ue, attualmente alla ricerca di un nuovo processo legislativo che le consenta di non superare quel 20% così da procastinare il più a lungo possibile la successiva quota del 30%.
La Commissione giustifica la sua proposta dicendo che i paesi dell’Unione europea dovranno sostenere i tagli alle emissioni con 42 miliardi di euro fino al 2020 e per abbassare i costi proporranno anche una vendita all’asta delle quote di inquinamento per le Società che gestiscono l’energia elettrica il che potrebbe portare nelle casse circa 15 miliardi di euro.
I gruppi ambientalisti sono in allarme. Il timore è che, grazie alle nuove norme, in Gran Bretagna sarà possibile costruire centrali termoelettriche alimentate a carbone senza la paura di superare gli obiettivi di emissione giuridicamente vincolanti.
Ha detto Tom Picken, capo del clima internazionale di Friends of the Earth:
Con l’acquisto a buon mercato di progetti in paesi in via di sviluppo, l’UE potrà evitare di effettuare quelle trasformazioni necessarie alla nostra economia per evitare un pericoloso cambiamento climatico. Si invia un segnale sbagliato ai paesi in via di sviluppo facendo sembrare che questi non siano disposti ad adottare gli obiettivi di riduzione delle emissioni.
I primi segnali di questa politica anti-Kyoto sono emersi la scorsa settimana quando Polonia, Grecia, Ungheria, Slovacchia, Romania e Bulgaria si sono opposte all’intero pacchetto così come l’Italia che ha inviato il Ministro Ronchi a chiedere sconti.
Via | The Guardian
Foto | Flickr
vivaDiesel
11 ott 2008 - 12:00 - #1ERA ORA!!!
E basta co ste caxxate! Gli americani se ne fregano e noi dobbiamo prenderlo in quel posto??? Eh no! O tutti o nessuno! E gli USA ne producono di medda che tanto respiriamo tutti…e in questo momento di crisi tanto vale darci dentro anche noi
E vvai col lissio
vt75ge
11 ott 2008 - 12:21 - #2@vivaDiesel: mi sa che hai respirato troppo CO2…
tob
11 ott 2008 - 12:52 - #3@vivaDiesel: mi sa che non hai capito proprio nulla!!
Gli americani se ne sono fregati e ne stanno pagando le conseguenze!
L’unico modo per produrre meno CO2 e’ consumare meno quindi è un investimento che si trasforma in un grosso risparmio!
Fai caso che le auto che emettono meno CO2 sono quelle che consumano meno.
kayowas
11 ott 2008 - 19:14 - #4Qui sono diventati tutti matti, oppure il dio soldo …
lucyintheskywd
20 ott 2008 - 02:12 - #5il dato finale è che come al solito l’europa ci ride dietro. ha del surreale, in proposito, il tentativo di sensibilizzazione-verso-le-povere-industrie-italiane che ronchi sta manifestando in mezza europa, come si legge qui.