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Taranto, la diossina contamina 1300 capi di bestiame. La Regione Puglia ne ordina l'abbattimento

Pubblicato: 13 ott 2008 da Marina

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Salgono a otto gli allevamenti di pecore e capre da abbattere perché contaminate dalla diossina: in totale 1300 capi che saranno uccisi per delibera regionale. Gli allevatori saranno risarciti con un plafond di 160mila euro, per cui ogni animale contaminato e abbattuto vale circa 133 euro lordi.

I comitati cittadini lo denunciano da anni: è grazie a loro e alle loro analisi che il problema dell”inquinamento della diossina sta emergendo sempre più prepotentemente. Anche l’ ARPA Puglia conferma: c’è diossina sopra i limiti di legge e cosa più interessante, grazie alla impronta inquinante che lascia, è possibile risalire alla fonte che la emette. In questo caso tutti lo sanno ma nessuno ancora lo può dire ufficialmente.

Il panorama di Taranto

La scorsa settimana i giudici Trunfio, Semerato e Massafra della Corte d’Appello hanno emesso il verdetto di colpevolezza e la condanna a due anni di reclusione per Emilio Riva patron dell’Ilva di taranto e una condanna a un anno e otto mesi per Luigi Capogrosso direttore dello sbabilimento per inquinamento e omissione delle misure di sicurezza nell’Ilva di Taranto.

Intanto il comitato “Taranto Futura” ha vinto il ricorso al TAR di Lecce e dunque il Comune di Taranto è obbligato ad organizzare un referendum nel qualche chiedere ai cittadini se desiderano smantellare o meno l’Ilva dalla città. Non è d’accordo con questa soluzione Nichi Vendola, Governatore della Regione, che ha dichiarato:

Il siderurgico di Taranto dà lavoro diretto o indiretto a 25mila famiglie; non si vince la sfida con la globalizzazione impugnando l’arma della pizzica. Senza la grande impresa non si va da nessuna parte. E’ essenziale invece l’ambientalizzazione degli apparati produttivi nel capoluogo jonico dove più acuta è la crisi ambientale.

Infine, l’Ail (Associazione italiana lotta alle leucemie) di Taranto lancia un appello per la raccolta di firme (sono già settemila), perché:

Il diritto alla salute è l’unico inalienabile e non comprimibile. Lo Stato italiano e gli Enti locali non possono restare inerti dinnanzi a questo scempio! Non lasciate che i cittadini di Taranto muoiano di cancro.

Via | Tarantosociale
Foto | comitatopertaranto

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Fabio A.

    Fabio A.

    13 ott 2008 - 11:50 - #1
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    Gli ovini sono un indicatore dell’inquinamento da diossina… si cibano delle stesse verdure di cui si cibano gli essere umani, ed in più gli esseri umani si cibano degli ovini e dei derivati del loro latte.

    Se 1300 ovini sono contaminati da diossina, molti di più saranno gli umani contaminati.

    Si ripete in Puglia quello che è accaduto ad Acerra e documentato nel film Biùtiful Cauntri: si uccidono le pecore, ma il problema diossine rimane.

  • Profilo di manuele varese

    manuele varese

    13 ott 2008 - 12:37 - #2
    -1 punto
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    bastardi ! perchè ucciderli ??

  • Holger

    13 ott 2008 - 13:22 - #3
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    Cara “manuele varese”. Comprendo il tuo senso “animalista”, ma se guardi il filmato segnalato nel post precedente al tuo capirai i motivi dell’abbattimento… per mia personalissima opinione è un atto di estrema pietà.

  • Profilo di GovindA

    GovindA

    13 ott 2008 - 18:52 - #4
    1 punto
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    …e si ostinano a dire che i sistemi di nuova generazione di filtraggio delle emissionio riducono al minimo i rischi! Mezogne belle e buone!

  • CLAUDIO MONTEDURO

    13 ott 2008 - 19:17 - #5
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    QUANTA DISINFORMAZIONE !!! SI PARLA SI SPARLA SENZA CONOSCERE IL VERO PROBLEMA. NOI DI “TARANTO FUTURA” COMITATO CHE HA OTTENUTO DI FAR CELEBRARE IL REFRENDUM PER LA SOLA SOLUZIONE POSSIBILE:QUELLA DELLA CHIUSURA, SAPPIAMO BENE CHE IL RICATTO OCCUPAZIONALE PASSA COME IL MESSAGGIO PIU’ SENTITO. VISITATE POZZUOLI. DA QUINDICI ANNI NON SONO ANCORA STATI ULTIMATI I LAVORI DI BONIFICA. PER TARANTO CHI DOVESSE ESSERE ASSUNTO ALLA CHIUSURA POTREBBE ANDARE IN PENSIONE PERCHE’ PER BONIFICARE L’AREA E DISPORNE UNA NUOVA SISTEMAZIONE CI VOGLIONO ALMENO TRENT’ANNI. QUESTA LA VERITA’ CHE DOVREBBE RASSICURARE LE FAMIGLIE TARANTINE E QUELLE DELL’INDOTTO. QUESTO E’ IL MESSAGGIO CHE DOVREBBE PASSARE E NON QUELLO CHE MOLTI INTERESSATI ACCHE’ RIMANGA LO STATO ATTUALE PERCHE’ NON INTENDONO RINUNCIARE ALLE LORO ATTIVITA’ LEGALI O MENO TALI VOGLIONO CHE SIA DIVULGATO. IL REFERENDUM DARA’ LA POSSIBILITA’ DI SENTIRE LA VOCE POPOLARE CHE SARA’ POSSIBILISTA ALLA CHIUSURA E QUINDI ALLA SALVAGUARDIA DELLA SALUTE DEI FUTURI ABITANTI DI TARANTO, OPPURE SACRIFICARE LE VITE DI TANTI CHE VEDRANNO IL FUTURO CON LA POSSIBILITA’ DI AMMALARSI DI CANCRO, COME TANTISSIMI CHE ORAMAI LA VITA L’HANNO IMMOLATA AL DIO DENARO CHE SI PORTA FUORI DA TARANTO IL SIG.(?) RIVA E FIGLIO. BUONA FORTUNA A TUTTI TARANTINI.

  • Lerajies

    13 ott 2008 - 19:56 - #6
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    I capi abbattuti finiranno nelle scatolette per il mio cane?