Poco tempo fa su Ecoblog trattai di una notizia relativa al lancio commerciale di un gel fotovoltaico brevettato dalla Esco Saving Company di Potenza. In virtù dei numerosi commenti che vennero rilasciati ho cercato qualche notizia più dettagliata sul prodotto e, vi garantisco, non con poche difficoltà. Dal sito ufficiale dell’azienda si apprende infatti che il prodotto non può essere spiegato nei minimi particolari in quanto, proprio per la sua originalità, merita di essere raccontato nei dettagli dagli esperti dell’azienda stessa.
Secondo quanto riferisce il sito web si tratta di un prodotto estremamente efficace in quanto permette di metter su un impianto fotovoltaico senza impianti fissi ed ha inoltre l’enorme vantaggio di poter essere applicato su superfici già esistenti come per esempio lo sono gli infissi. Il prodotto, si apprende quindi, sarebbe capace di fornire in adeguate condizioni, almeno 1 kW di produzione di energia elettrica per unità abitativa.
Il vantaggio più importante sarebbe proprio quello di non dover costruire alcuna superficie esterna alla propria abitazione. Il gel obbliga naturalmente alla realizzazione di un sistema di conduttori per il trasporto della potenza elettrica all’unità d’inverter. Il prodotto in generale permettere un enorme abbattimento dei costi sia dal punto di vista della produzione che del “montaggio”, oltre che permettere un sistema a basso impatto applicativo per quel che riguarda i cavi conduttori del sistema.
Secondo l’azienda i sistemi tradizionali (cristallino, amorfo e film sottile) evidenziano importanti limiti quali la scarsa disponibilità di silicio dovuta alla crescente domanda della materia prima oltre che la limitata applicabilità alle abitazioni esistenti e la necessità di alte energie per la produzione. Il gel fotovoltaico, viene riportato, ha bisogno di basi silicee meno purificate, si integra perfettamente alle abitazioni esistenti e la materia prima viene elaborata tramite sistemi a bassa energia.
Capitolo costi. Il coefficiente di prestazione economica del gel fotovoltaico, ovvero il rapporto fra l’efficienza ed i costi, risulta essere al secondo posto in termini di convenienza, appena dopo i pannelli a silicio monocristallino, ma davanti alla tecnologia a film sottile e al pannello amorfo. E’ probabile che i dubbi siano ancora tanti, per questo motivo Ecoblog continuerà a seguire l’argomento con un certo interesse, sperando naturalmente che la tecnologia si dimostri davvero affidabile e (qualora lo fosse) capace di entrare nel mercato.
Via | Escoenergy.eu
Foto | Flickr
Senamion
15 ott 2008 - 09:08 - #1L’idea è geniale, peccato che d’estate quando ci sarebbe la maggiore produzione dovremo stare con le finestre chiuse e le tapparelle alzate…
Fabio A.
15 ott 2008 - 09:09 - #2Grazie per le info. :-)
Keper
15 ott 2008 - 09:55 - #3L’azienda si spiega male quando dice che c’è scarsa disponibilità di silicio.
Semmai credo che intenda scarsità di silicio purificato ed utilizzabile.
niki-
15 ott 2008 - 13:20 - #4Da un punto di vista puramente tecnico, sembrerebbe trattarsi di un’applicazione delle DSC (Dye-Sensitised Solar Cells). Diversi istituti di ricerca internazionali le studiano da parecchi anni, eppure non sono ancora arrivati ad avere un prodotto ad alta efficienza e soprattutto duraturo nel tempo.
Se dunque così fosse, ci sarebbe da porsi parecchie domande sull’efficacia del “gel” e soprattutto sull’effettiva praticabilità dell’applicazione a finestre (che non sempre sono disposte a sud, e praticamente mai sono inclinate di 30°). Finestre che verrrebbero oscurate (dubito che il gel sia trasparente e incolore), sia d’estate che d’inverno.
In più, mi chiedo come possa essere certificato un modulo FV prodotto usando una finestra (per l’appunto già esistente e installata) ai fini del riconoscimento del conto energia. Niente certificazione, niente incentivi, niente convenienza ad installare il gel. Che il gel da solo possa essere certificato come modulo mi pare fuori discussione.
Agli interessati (e anche a Simone) suggerisco di leggere le dichiarazioni del vicepresidente del GIFI (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane) a proposito dei dubbi sul gel qui: http://www.energymanager.net/index.php?option=com_content&task=view&id=519&Itemid=30 .
Antenne rizzate: se il fv organico fosse davvero pronto per il mercato lo sapremmo prima su diverse riviste scientifiche e di settore che alla radio!
Anna_B
15 ott 2008 - 14:17 - #5Non capisco questi misteri: “il prodotto non può essere spiegato nei minimi particolari in quanto, proprio per la sua originalità, merita di essere raccontato nei dettagli dagli esperti dell’azienda stessa”.
Se il prodotto è coperto da brevetto qual è il motivo di tanta “segretezza”.
Non capisco neanche la poca considerazione sia nei tuoi confronti, Simone, sia nei confronti di noi lettori: perché mai non saremmo in grado di capire nulla?
Sembra di essere nel Medioevo e di sentire il racconto di stregonerie!
Non hanno fatto lo stesso quelli che hanno inventato qualcosa di simile al MIT e lo hanno spiegato e pubblicizzato liberamente.
Sono davvero allibita… non credo neanche sia buona pubblicità per loro.
Punti di vista.
Jappo87
15 ott 2008 - 15:11 - #6le mie domande:
Si può applicare a qualunque superficie? anche porosa? o necessita di essere spalmato su determinate superfici come il vetro?
inoltre, si può lavare?
si deteriora a contatto con gli agenti esterni quali sole e acqua?
Grazie di tutto.
-Jappo-
Anja
20 ott 2008 - 14:45 - #7Niki, il DM387/03 chiarisce che il riconoscimento del conto energia non solo è garantita ma dipende da una certificazione di enti terzi: del resto visto che citi la GIFI ti ricorderei che questa organizzazione rappresenta anche la tecnologia a film sottile, che ha ricevuto stanziamenti in ermini di progetti di ricerca ma non è MAI stata messa a disposizione degli utenti (prova ad acqustarne un solo modulo se ne sei capace). Inoltre la copertura del bevetto come ben noto non garantisce nessuno: tanto è vero che i ricercatori MIT (Bello e c) non hanno mai commercializzato alcunchè derivante dai numerosi patents depositati in rete, ma hanno fondato una società quotata in borsa senza mai produrre nulla. Giusto per la cronaca, anche aziende come Aventis tengono ben stretti i loro brevetti variandoli a scadenza annuale… o sono scemi i CEO delle aziende farmaceutiche (e non mi pare) oppure la logica di mantenere riservati i dati di una soluzione interessante è totalmente condivisibile. Resta la domanda relativa al fatto che sono presenti numerose critiche al gel ma nessuna al film sottile e che la GIFI abbia sentito la necessità di intervenire a riguardo. A me pare che ci sia una discreta paura per un potenziale concorrente che va reso inoffensivo a tutti i costi.