Vivere senza plastica per un mese: i risultati

plasticaQualche tempo fa avevo scritto a proposito di vivere senza plastica. Raccontavo della giornalista della BBC che aveva deciso di non comprare, per un mese, nulla che contenesse o fosse conservato nella plastica, e di registrare i suoi sforzi quotidiani nel suoblog.

Com'è andata? Christine Jeavans - questo è il nome della giornalista - non è riuscita a rispettare completamente il suo impegno. Aveva previsto di utilizzare per il figlio di 18 mesi dei pannolini lavabili, ma ha poi ripiegato sui pannolini usa e getta - fatti con plastica biodegradabile.

Ha finito per comprare anche un tubetto di dentifricio, dopo un tentativo malriuscito di produrlo in casa, e del succo di mele per il figlio. Ha comunque ridotto dell'80% la quantità di rifiuti prodotti in un mese, passando da 603 a 116 oggetti in plastica gettati - 63 dei quali erano pannolini.

Al di là dei sacrifici fatti - niente biscotti o yogurt perché in confezioni di plastica -, e dei tentativi sballati - come quello di utilizzare uno spazzolino da denti di legno -, l'esperienza le ha fatto scoprire il pane del fornaio e la consegna del latte a domicilio. Ma soprattutto ha cambiato il suo modo di pensare agli oggetti: anche un foglio di carta biodegradabile richiede risorse ed energia per essere prodotto e riciclato, e decomponendosi può produrre un potente gas ad effetto serra come il metano.

Le sue abitudini invece sono cambiate poco. Ora si porta sempre dietro una bottiglia d'acqua da campeggio e una tazza per evitare di consumare bottiglie e bicchieri di plastica. Qualcosina in più me lo sarei aspettato. Voi cosa ne pensate?

Foto | Flickr

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