Logo Blogo

Story of stuff, in un video la storia dei nostri consumi

Pubblicato: 29 ott 2008 da viviana

Commenti dei lettori


Ci chiediamo da dove vengono le cose che usiamo e che poi buttiamo via? Ovvero, su cosa si basa il modello di consumi attuale? È un modello sostenibile? C’è un breve video sulla rete che ci spiega queste e molte altre cose, che sta spopolando anche su You Tube tradotto in molte lingue. Qui vi proponiamo la prima puntata in Italiano. Si tratta di “Story of Stuff”, la storia della roba, delle cose che possediamo e usiamo e poi buttiamo, ovvero la storia dei nostri consumi.

Il ciclo di un prodotto, estrazione, lavorazione, vendita, utilizzo, e smaltimento. Questo è un sistema lineare, che apparentemente ci sembra normale. Ma in realtà c’è molto di più di questi “semplici passaggi”. A cominciare dal fatto che, ce lo insegna la fisica, non si può continuare a ripetere un sistema lineare (la catena di produzione) all’interno di un sistema finito (il mondo e le sue risorse naturali). E quindi, come prima cosa, va tenuto conto del fatto che stiamo usando troppe risorse e che prima o poi, se continuiamo così, si esauriranno.
Ad esempio, gli USA hanno il 4% della popolazione mondiale, ma usano il 30% delle risorse del pianeta. Se tutto il mondo consumasse come gli USA avremmo bisogno da 3 a 5 pianeti Terra per sostenere i consumi. Ma di pianeti ne abbiamo a disposizione solo uno.

Non vi anticipo altro, se ancora non conoscete il video. I concetti sono molto chiari e spiegati molto semplicemente. Forse a qualcuno non dirà niente di nuovo, e allora fatelo vedere ad amici e parenti.
Per saperne di più, il sito originale è molto ben fatto, permette di navigare il video completo (di 20 minuti) in inglese, e permette anche approfondimenti tematici.

Via | Story of Stuff

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (5 Voti | Media: 3.4 su 5)
condividi condividi
11 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Profilo di Alter_EGO

    Alter_EGO

    29 ott 2008 - 11:22 - #1
    -2 punti
    Up Down

    In Nuova Zelanda i Maori, senza avere l’iPod ma usando arco e frecce, hanno estinto il Moa e disboscato mezza nazione.
    .
    Questo video che la battaglia ideologica di alcuni ecologisti è contro il capitalismo, le megacorporazioni, gli Usa guerrafondai, il gande Satana…
    Niente a che vedere con uno stile di vita “ecosostenibile”.
    .
    Se si parlasse di “ecosostenibilità” infatti si noterebbe che le democrazie e i paesi liberi sono molto più eco-compatibili delle dittature e delle anarchie.
    Il capitalismo può acquisire come valore il livello di “ecologia del prodotto”. Porta allo sviluppo di tecnologie ecologiche. Di fatto crea l’ecologismo, che nei paesi più lontani dal modeollo Usa manco si sognano.
    .
    Propongo di spostare il post in polis-blog.

  • Profilo di _FoX_

    _FoX_

    29 ott 2008 - 11:38 - #2
    0 punti
    Up Down

    Doh… considerando che la speaker è americana si deve odiare proprio tanto.. :)

  • Profilo di Alter_EGO

    Alter_EGO

    29 ott 2008 - 14:08 - #3
    0 punti
    Up Down

    @ Fox
    Molti americani sono apertamente critici verso il loro sistema, pochissimi cinesi sono apertamente critici verso il loro sistema.

  • Profilo di Luca M

    Luca M

    29 ott 2008 - 19:29 - #4
    1 punto
    Up Down

    @Alter_EGO
    non condivido il tuo pensiero: se un’economia cresce e il consumismo necessita questo, hai voglia a produrre prodotti ecosostenibili: alla fine comunque (se vuoi mantenere il sistema) finisci le materie prime. L’ecologismo nasce a seguito dei danni prodotti dal consumismo: se tutto andasse bene, nessuno avrebbe di che lamentarsi.

    Altra questione quella dei popoli e della gestione delle risorse: non tutti i popoli hanno la stessa sensibilità ambientale ma, generalmente, dove esistono le stagionalità esiste il problema di procurarsi le risorse e di accumularle. Dove questo limite non esiste (ad esempio nell’equatore) si crea per forze di cosa un maggiore equilibrio. Ciò non vuol dire che solamente zone con abbondanti materie prime abbiano sistemi sostenibili e gli altri no. Esistono casi e casi, è un problema di legame col territorio e di acquisizione delle esperienze fatte.

    Saluti

  • Profilo di Alter_EGO

    Alter_EGO

    29 ott 2008 - 23:40 - #5
    0 punti
    Up Down

    @ LUCA_M

    Ciao!
    Sono d’accordo su “se tutto andasse bene, nessuno avrebbe di che lamentarsi.”, secondo me è giusto che si critichi. Anzi, per me l’assenza di lamentele è brutto segno.
    .
    Tornando al video, questi parte da un messaggio semplicistico:
    - Linearità del ciclo produttivo???
    - La terra è un sistema chiuso???
    Ma soprattutto usa l’ecologia (che è una questione tecnica) per far passare un messaggio politico:
    - Consumismo/Capitalismo = Inquinamento???? Se mai, dovrebbe dire rispetto a che cosa.
    - Decrescita = Ecosostenibilità??? appunto Maori/Nativi Americani/Tutte le nazioni in via di sviluppo sono Ecosostenibili????
    .
    Possiamo anche discuterne, ma nella discussione politica le valutazioni non sono misurabili ed oggettive.
    I fatti si interpretano… si finisce i parlare di etica, morale, filosofia.
    .
    Cosa che a me va benissimo ma che non ha a che fare con l’ecologia reale.

  • Profilo di Luca M

    Luca M

    30 ott 2008 - 19:22 - #6
    0 punti
    Up Down

    @Alter_EGO
    - Consumismo = Inquinamento? SÌ
    - Decrescita = Ecosostenibilità? Dipende

    Io credo che il Consumismo implichi inquinamento! Se poi vogliamo dire che non è il solo sistema che produce inquinamento, beh possiamo approfondire.
    Direi inoltre che l’ecologia e la sostenibilità partono soprattutto da concetti etici supportati poi da dati tecnici: non è giusto che le generazioni future non abbiano a disposizione le materie prime che oggi scialacquiamo. Questo è alla base delle sostenibilità, ma se non è un aspetto etico questo!

    Infine sul discorso riguardante la decrescita e la sostenibilità, vorrei precisare che è l’incremento di consumi che determina insostenibilità e anche l’aumento di popolazione: se la popolazione rimanesse costante ed i consumi aumentassero sarebbe comunque insostenibile. Quindi bisogna capire cosa intendi tu per decrescita. Solitamente si intende una riduzione dei consumi e della popolazione atta a favorire la sostenibilità. Come ho scritto al #4 l’equilibrio lo può raggiungere una popolazione se ha un legame col territorio ed acquisisce le esperienze fatte.

    Bella sta chiacchierata!! =)
    Saluti

  • Profilo di Alter_EGO

    Alter_EGO

    30 ott 2008 - 22:42 - #7
    0 punti
    Up Down

    Ciao Luca_M :)!
    Si anche a me piacciono i post in cui si chiacchiera un po’!:)
    .
    Anke x me dietro l’ecologia ci sono concetti etico/filosofici. E l’idea “curare la terra xké è 1a e ci viviamo, salvare gli animali, etc etc” mi piace, eh! :) Xò cerco di mettermi nel tuo punto di vista per farti capire il mio:
    .
    Diciamo che alcuni comportamenti sono intrinsecamente inquinanti e dannosi, come ad esempio il consumismo.
    Gli individui liberi di praticare questi comportamenti userebbero questa libertà a danno di altri, quindi decidiamo di impedirglielo in favore di forme di economia più sostenibili.
    Impediamo quindi di produrre radio da 5$ di cui parla il video.
    Autorizziamo la produzione solo di prodotti ecologici. E l’acquisto di un bene non deve essere dettato dai falsi motivi creati dallle leve del marketing. Le sacrpe di design fatte in China non si comprano, anzi le scarpe si cambiano solo quando serve, se no è consumismo.
    .
    Ma il “quando serve” è pericolosissimo.
    I comportamenti “antiecologici” che non servono possono essere tanti. Qualcuno può voler fare una vacanza in aereo alle Maldive. E se quelli che vogliono prendere l’aereo per turismo sono troppi?
    .
    Il mio punto di vista quindi è: evolviamo la nostra tecnologia, ricicliamo a manetta, facciamo di tutto… ma non sacrifichiamo la libertà di parola ed espressione!!!
    Un piano d’azione nichilista ed autodistruttivo non ha futuro, mentre l’uomo ha un potenziale enorme, che ancora non è assolutamente emerso!!!
    .
    Scusa la lunghezza del post!:)

  • Profilo di Luca M

    Luca M

    31 ott 2008 - 20:59 - #8
    0 punti
    Up Down

    Ok, ho capito -credo- il concetto: in pratica quello che si dovrebbe fare per il bene di tutti “non va fatto” (passamelo per esemplificazione) perchè limita la libertà dell’individuo.

    Dunque ti esprimo il mio: secondo me quello che andrebbe fatto è irrealizzabile perchè ci vorrebbe tempo per far capire alla massa le implicazioni. Io lo vedo quindi come un concetto astratto nel senso che, restando con i piedi per terra è inapplicabile al modello attuale, nè tantomeno è ipotizzabile di stravolgere così tanto il “quieto vivere” della gente. Conosco persone che inorridisco se parlo di raccolta differenziata (e questo sarebbe il minimo!).
    Quello che credo io è che la sostenibilità sia la meta, poi le strade sono diverse: alcune più lunghe, altre più corte (e migliori al fine ultimo).
    Mi spaventa solo il caso in cui non avessimo (come sembra essere) il tempo sufficiente per fare la strada lunga (quella che tu auspichi in un certo senso). Solo di questo ho veramente paura.
    Ognuno ha un suo punto di vista..il mio però è più sostenibile del tuo…pappappero!!! =D
    Saluti

  • Profilo di Alter_EGO

    Alter_EGO

    03 nov 2008 - 20:34 - #9
    0 punti
    Up Down

    Epèpure in Italia si è tentata la strada “corta” dell’imposizione per legge del riciclaggio del 50% dei rifiuti, e i risultati li sai.
    Dobbiamo spendere di più per i controlli? Mettere pene draconiane? Lo si è fatto per la mafia, la guida in stato d’ebrezza, e tante altre cose…
    .
    Esiste un aneddoto di un pazzo che era costretto a violare le regole. Se vedeva un cartello “Vietato calpestare i fiori”, lui li calpestava perché era vietato.
    Ha smesso quando è uscito dal “gioco” dell’imposizione/ribellione, e ha deciso che non avrebbe calpestato i fiori perché i fiori sono belli.
    Da noi le regole sono ignorate, sproporzionate, applicate secondo la voglia del poliziotto di turno…
    Senza una crescita civile, non c’è speranza per l’ecologia.
    .
    Forse la mia strada sembra lenta, ma secondo me i metodi “veloci” non funzionano meglio.

  • Profilo di Luca M

    Luca M

    04 nov 2008 - 17:00 - #10
    0 punti
    Up Down

    Esatto, su questo ci troviamo. C’è bisogno di una crescita sociale soprattutto.

    Alla prossima chiacchierata! ;-)
    Stammi bene

  • Profilo di Alter_EGO

    Alter_EGO

    04 nov 2008 - 18:49 - #11
    0 punti
    Up Down

    Ti saluto anche io, contento di aver trovato accordo su alcune cose. Ma lo spirito della discussione mi impone di salutarti con altro spunto…
    La crescita civile/sociale è in netto contrasto con l’imposizione di una decrescita dei consumi/demografica/politica/etc etc…

    Ci si vede sui blogs, ciao! :)