Secondo Ben Bova, prolifico autore di fantascienza nonché presidente della National Space Society, per fronteggiare l’economia in recessione, i mercati finanziari in tumulto, il riscaldamento globale, le guerre e l’aumento dei prezzi, dovremmo rivolgere la nostra attenzione alle stelle.
Bova si è rivolto idealmente al futuro presidente degli Stati Uniti dalle colonne del Washington Post, chiedendo la costruzione di un esercito di satelliti a energia solare (SPS - solar power satellites), una sorta di grandi accumulatori a celle solari, per venire incontro alla fame energetica che attanaglia il nostro pianeta.
Nell’articolo si snocciolano i pro e contro delle varie fonti alternative rinnovabili, quindi l’opzione nucleare non emette CO2 ma produce rifiuti tossici, l’idrogeno è pulito ma costoso da produrre e distribuire, il vento lavora bene solo in certe zone e occorre lo spazio adeguato per gli impianti che sono grandi e rumorosi, l’energia solare sarebbe perfetta ma funziona solo di giorno.
L’idea di Ben Bova, che in realtà non è affatto nuova, è di rivolgersi alle stelle, al sole, al luogo dove il sole non tramonta mai, per generare energia 24 ore su 24, 365 giorni all’anno: mettere delle celle solari in orbita alta (non geostazionaria), dove possono venire illuminate per tutto il tempo, per produrre energia elettrica con cui “irraggiare” le stazioni riceventi a terra mediante microonde. Un singolo SPS potrebbe inviare a terra da 5 a 10 GW di energia continuamente e secondo stime piuttosto conservative il costo al chilovattora per il consumatore finale non sarebbe molto diverso da quello dell’elettricità convenzionale.
Personalmente non posso non concordare con l’osservazione che se siamo stati capaci di costruire la Stazione Spaziale Internazionale, grande come un campo da football, visto che gli SPS non richiederebbero alcuna nuova tecnologia, evidentemente i freni sono altri.
C’è qualcuno che pensa che questa cosa ci riporti leggermente al problema dell’inquinamento elettromagnetico?
Foto | Gaetan Lee
Fonte | Washington Post
mm
23 ott 2008 - 15:42 - #1Ascolta una cosa. Per caso hai visto quanti metri quadri di pannelli richiederebbero 10gw di potenza?
GRAZIE
eymerich73
23 ott 2008 - 15:47 - #2Nell’articolo del Washington Post non se ne parla.
Comunque non credo che si debba pensare la cosa in termini dei pannelli per installazioni terrestri che siamo abituati a vedere in giro.
Secondo me Ben Bova ha voluto riferirsi alla tecnologia per applicazioni spaziali, già esistente, con un’efficienza che a terra ci sogniamo.
Per quanto riguarda il metraggio, visto il discorso della Stazione Spaziale Internazionale, credo non sia un problema insormontabile.
mm
23 ott 2008 - 15:51 - #3però, per quanto sia l’efficenza, 10 gw so 10 gw. non capisco con un singolo satellite come si possa fare. provo a cercarlo anche io ma, se magari riesci a trovare la notizia e a riportarla te ne sarei estremamente grato!
Ciaooo e GRAZIEEEEEEEEEEEEE
eymerich73
23 ott 2008 - 16:04 - #4Il Washington Post ha bloccato l’accesso diretto all’articolo. Non so se succede solo a me, visto che stamattina funzionava.
Comunque la tecnologia SPS prevede l’uso di celle con un’efficienza del 40-42%, come quelle della Spectrolab, che hanno raggiunto questo livello.
Comunque, quella di Bova era un’esortazione a progettare una cosa del genere; l’unica cosa concreta che ha scritto è di cominciare mettendo dapprima in orbita sistemi fino a 100 MW, da estendere successivamente.
Dubito infatti che i 10 GW verrebbero da un satellite solo. Io la chiamerei SPSF - Solar Power Satellite Farm.
mm
23 ott 2008 - 16:09 - #5Infatti, infatti.
Anche avesserro efficenza 1 staremo sempre su un ordine di grandezza ben diverso. A questo punto poiche un lancio in orbita geostazionaria costa almeno un 100 mln, considerando il satellite e l’impianto a terra è facile raggiungere 400 mln.
Vorrei capire meglio a quanto ammonta il rapporto costo/kw di questa tecnologia.
Ciao e grazie
eymerich73
23 ott 2008 - 16:18 - #6Il costo dovrebbe aggirarsi sui 10 cent. di dollaro a chilovattora per il consumatore finale, ma sono solo stime.
Comunque non sarebbe assolutamente un’orbita geostazionaria, sennò ti giochi le 24 ore di luce :)
mm
23 ott 2008 - 16:21 - #7deve esser per forza in orbita geostazionaria senno come raccogli la corrente.
eymerich73
23 ott 2008 - 16:28 - #8Ora mi fai venire i dubbi!
Però se il satellite gira con la terra, si troverà ad avere delle ore di buio e addio irraggiamento 24h su 24h.
L’articolo del WP a firma di Ben Bova parlava espressamente di “orbita alta”.
Ora, l’orbita LEO arriva a 1000 km, quella MEO a 10.000 e quella geostazionaria è di 36.000.
Poi c’è quella HEO, ancora più alta.
mm
23 ott 2008 - 16:32 - #9non so se ci sono altri dispositivi in gioco pero, almeno il ritrasmettitore verso terra, deve trovarsi a quell’altezza senno friggiamo a terra :-).
in giro quando ho cercato articoli su generatori di questo tipo ho sempre visto satelliti piazzati in geostazionaria.
grazie
ecofan
23 ott 2008 - 19:04 - #10io avevo letto qualcosa molto tempo fa, si parlava di stazioni a terra riceventi per le microonde spedite dal satellite, stazioni posizionati a intervalli regolari sulla superficie terrestre, per me è tutt’altro che semplice, aggiungiamo che grandi superfici di pannelli solari rischiano di subire danni da tutti quei rifiuti spaziali che viaggiano come proiettili
ghostNASA
24 ott 2008 - 00:38 - #11è davvero SCONCERTANTE che questa idea delle centrali solari nello spazio abbia così tanto credito da offrire ai personaggi che la propongono l’opportunità di scrivere su giornali prestigiosi come il Washington Post ed (anche!) di ottenere cospicui finanziamenti per la “ricerca” (di “polli” che pagano, forse… :) persino da parte del Dipartimento alla Difesa Americano!!!
sembra di vedere la stessa cosa che avviene con i maghi, veggenti, ed astrologhi che scrivono su giornali tra i più importanti e letti, vanno in televisione nelle trasmissioni di maggior ascolto e vengono pagati a peso d’oro, mentre, quelli che smascherano i loro imbrogli non si vedono né si leggono quasi mai o vengono relegati in trasmissioni scientifiche notturne o su giornali specializzati
dopo quintalate di balle che ho letto (specie di recente) su siti, forum e blog spaziali (ed inutili commenti razionali scritti negli stessi) ho provato a smascherare gli “stregoni” dello Space Solar Power con il mio articolo (postato anche, ma inutilmente, nei commenti dell’articolo del Washington Post) su ghostNASA “Space Solar Power hoax/illusion DEBUNKED” ( http://www.ghostnasa.com/posts/038sspdebunked.html ) ma purtroppo questo è anche un (possibile) grosso business per tutti quelli che se ne occupano, che, quindi, hanno tutto l’interesse ad ignorare le voci contrarie, nonostante il progetto degli SSP sia economicamente, tecnologicamente e strategicamente FOLLE
lucaspazio
24 ott 2008 - 09:28 - #12Bella questa idea. Se passasse la mia compagnia farebbe i salti di gioia…
Peccato che la tecnologia manchi ancora di qualche quid.
Satelliti sappiamo tutti metterli in orbita. Dove si vuole. Ma direi che per un ammennicolo l’orbita GEO sia l’unica, se si vuole avere energia continuamente (a parte pochi periodi attorno agli equinozi con eclissi sui pannelli solari per circa un paio d’ore max al giorno). Sopra, sotto e di lato no, perché se no non si gira con la terra e bisogna aspettare di trovarsi sopra una stazioen ricevente quindi immagazzinare l’energia a bordo e mandarla tutta in un colpo a terra.
Cosí facendo, se si pensa di metterne un bel po’ addio telecomunicazioni. Bon niente di male si perde un po’ di calcio e qualche filmone.
Or un satellite per telecomunicazioni attualmente con un centinaio di metri quadri di pannelli solari arriva ad una 10ina di kW di potenza istantanea prodotta.
Un satellite per telecomunicazioni costa una costa tra i 200 ed i 500 mln di dollari.
Un affare da 10 GW dovrebbe avere 100 milioni di metri quadri di pannelli solari almeno.
Dato che il sistema di potenza é uno dei punti “costosi” insieme al lancio, un satellite cosí fatto costerebbe un filino in piú.
Infine, anche se si crea un sistemone da 10 GW (ce ne vorrebbe piú di uno piú per dare un contributo all’energia di cui abbisognamo) di questi 10 GW almeno il 50% si perde perché non siamo ancora riusciti a concentrare l’energia in modo da essere ricevuta a terra. Neanche il laser riesce in 36000 kilometri a restare concentrato.
Se non mi ricordo male credo sia stato fatto un test con un 100 di W di potenza irradiata a terra é arrivato 1 W… dovrei cercare.
Last but not least se si pensa che i 10GW arrivino a terra meglio togliere d’intorno alla zona di ricezione, ogni essere vivente (pure aerei in volo), c’é la certezza di essere trasformati in fritto (misto).
ghostNASA
24 ott 2008 - 10:00 - #13perché nessuno dice che (semplicemente) sulla terra c’è tutto lo spazio (desertico ed inutilizzato) necessario per dispiegare (ad un costo 300 volte inferiore che in orbita) tutte le centrali solari necessarie a fornire energia sufficiente anche per 50 miliardi di abitanti?
tocia
24 ott 2008 - 10:14 - #14Come si fa a trasmettere l’energia prodotta a terra?
ghostNASA
24 ott 2008 - 10:21 - #15@tocia
date le basi “scientifiche” di tutto il progetto, direi, con la telepatia… :)
mm
24 ott 2008 - 10:45 - #16ghostnasa non sapevo della tua proposta pre-directlaunch!
(http://www.directlauncher.com/)
a parte l’uso degli RS-68 (che penso anche tu preferisca agli SSME o no?) c’e’ molto di simile alla tua.
ciaoo
ghostNASA
24 ott 2008 - 11:03 - #17@mm
niente di strano dato che “Direct” è più una lobby che un un progetto alternativo
riguardo agli RS-68 sono più potenti degli SSME e quindi la scelta obbligata per l’Ares-5 ma gli SSME non possono essere più presi in considerazione perché la NASA ha deciso di mandarli in pensione insieme agli Shuttles (infatti stanno già smantellando le linee di produzione)
gli ultimi SSME saranno utilizzat
certo, un SSME costa tre volte un RS-68 ma è già certificato per i voli con astronauti (”man-rated” come dicono in USA) e potrebbe essere utilizzato in un lanciatore alternativo all’Ares-1 se quest’ultimo non dovesse funzionare al meglio (come io ritengo)
mm
24 ott 2008 - 12:44 - #18@ghostnasa
Cmq, io non vedo l’ora che i prodotti Microcosm (http://www.smad.com/ie/ieframessr3.html) prendano piede quanto prima. Se introduranno anche iniettori pintle nei loro fantastici motori ablativi (come stanno anche facendo altre aziende) sara un passo da gigante rispetto ai sistemi rigenerativi.
Vabe la smetto perchè stiamo uscendo di tema. Ti posso chiedere di cosa ti occupi nella vita?
Buon lavoro!
ghostNASA
24 ott 2008 - 13:08 - #19@mm
no, non ho un azienda aerospaziale (almeno per ora :) e lo Spazio è solo un interesse personale
lucaspazio
24 ott 2008 - 14:37 - #20@tocia
l’unico modo é un raggio laser non di luce, ma di microonde ad alta frequenza.
ghostNASA
24 ott 2008 - 15:06 - #21@lucaspazio
e vai! facciamo come la Guerra dei Mondi! così, una volta inceneriti dal laser, non avremo più bisogno di elettricità! :)
mm
24 ott 2008 - 17:02 - #22Già che ci siamo,
avevate mai visto questo:
http://www.youtube.com/watch?v=auUD77tCVYs
guardate dopo il minuto 8:10.
ciao
ghostNASA
24 ott 2008 - 17:45 - #23beh, allora guardate questo…
.
ht
tp://www.you
tube.c
om/wat
ch?v=BuOUu
O8vgto
ghostNASA
24 ott 2008 - 17:46 - #24ed il bello è, che, dieci giorni DOPO aver realizzato e postato su YouTube questo video, la sonda Phoenix ha fotografato (per la prima volta assoluta!) delle VERE nuvole marziane, che implicano anche l’esistenza di una qualche forma di “pioggia” e/o “neve” marziana:
ghostNASA
24 ott 2008 - 17:50 - #25ht
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ghostNASA
24 ott 2008 - 17:52 - #26e già che ci siamo, guardate questa immagine in 3D del suolo marziano (occorrono gli occhialini con lenti rossa e blu) ripresa sempre da Phoenix che (come già i rover marziani Spirit ed Opportunity) ha una videocamera stereoscopica:
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scusate gli “spezzatini” di links e di commenti… colpa del filtro “castra-links” del blog