The Fruit Hunters, Bill Pullman apre Cinemambiente 2013 con l’elogio della frutta

Un viaggio intorno al mondo alla ricerca dei frutti più esotici, da Los Angeles a Bali, dalle Hawaii all’Umbria, dal Mango Festival di Miami alle piantagioni di banane dell’Honduras 

Si è aperta con The Fruit Hunters la sedicesima edizione del festival Cinemambiente di Torino. La proiezione del documentario sui “cacciatori di frutti esotici” è stata introdotta dall’attore Bill Pullman, dal regista Yung Chang e da Isabella Della Ragione, unica partecipante di questo viaggio da Los Angeles a Bali, dalle Hawaii all’Umbria, dal Mango Festival di Miami alle piantagioni di banane dell’Honduras, a caccia di frutti esotici, perduti, frutti di una bellezza e con un sapore impensabili.

Il lungometraggio parte da un assunto: la storia dell’uomo è contraddistinta dalla “maturazione” del rapporto con la frutta che ne segna le tappe evolutive. La prima fase, quella degli ominidi raccoglitori, è quella in cui l’uomo inizia a riconoscere (dalla forma, dal colore e dall’odore) i frutti e inizia a raccoglierli e a cibarsene. La seconda è quella agricola, in cui l’uomo inizia coltivare i frutti, a rendere sistematico il proprio rapporto con essi. La terza fase è quella della loro industrializzazione, della loro globalizzazione che crea una sorta di “estate globale permanente”, in cui, potenzialmente, ogni frutto è disponibile ovunque e sempre. È un’idea di paradiso terrestre che si collega a un legame ancestrale fra l’uomo e la frutta: Adamo fu cacciato dall’Eden per aver assaggiato una mela, il Buddha ebbe la sua illuminazione all’ombra di un fico.

La globalizzazione, però, favorisce la monocultura e così se, per esempio, si impone un solo tipo di banana come è accaduto per la Cavendish, il rischio – altissimo – è che una malattia si porti via un’intera qualità di frutta, privandone i consumatori di tutto il mondo. Ecco perché in Honduras si sta tentando di creare una nuova generazione di banani ibridi.

Il documentario di Chang è una ricerca dei frutti più esotici, ma anche dei suoi difensori, come David Fairchild che un secolo fa portò nell’America del Nord ben 20mila specie diverse di frutta. Anche Bill Pullman si fa paladino della biodiversità con il suo immenso giardino sulle colline di Hollywood. E nel film c’è anche un’italiana, Isabella Della Ragione che, perpetuando un’antica tradizione famigliare, esplora i frutteti umbri a caccia dei fichi rinascimentali oramai scomparsi e rintracciabili solamente bei dipinti del Rinascimento.

Un documentario davvero sorprendente, per la qualità delle immagini e per l’originalità del tema, così a portata di mano e così incredibilmente inesplorato.

Foto | Cinemambiente | The Fruit Hunters

 

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