A Cinemambiente una città in cammino verso la luce elettrica

A Conakry, capitale della Guinea, soltanto un quinto della popolazione ha accesso alla luce elettrica. E gli studenti, nel periodo degli esami, sono costretti quotidianamente a raggiungere luoghi pubblici provvisti di luce elettrica

La povertà costringe a mettersi in cammino. Secondo uno studio pubblicato da Water.org qualche mese fa, ogni giorno, nel mondo, vengono spese 200 milioni di ore per raggiungere a piedi fonti di acqua potabile. Nei Paesi del Terzo Mondo dove sono in atto conflitti, guerre civili completamente sommerse dall’assordante rumore di fondo dei media ci sono “pendolari” che si mettono in cammino ogni giorno per mettersi in salvo da violenze e soprusi. E poi ci sono milioni e milioni che camminano verso il luogo di lavoro.

Black out di Eva Weber, splendido mediometraggio inserito nel Concorso One Hour del festival Cinemambiente, racconta invece le quotidiane migrazioni degli abitanti di  Conakry alla ricerca della luce necessaria per studiare e preparare gli esami, anche dopo il tramonto. Solo un quinto degli abitanti della capitale della Guinea ha infatti accesso all’elettricità e quando calano le tenebre, persino una candela diventa un costo insostenibile. La mancanza di elettricità è un’emergenza sociale che costringe a mettersi in cammino, per 4-5 chilometri, verso la luce delle stazioni di servizio, dei lampioni posti nelle piazze, nei quartieri più ricchi e in prossimità dell’aeroporto.

Il cammino verso la luce, inutile dirlo, ha una forte valenza metaforica: lo studio, la cultura e l’educazione sono l’unico strumento per l’emancipazione, per sottrarsi a quella che il protagonista descrive come una “scala fra speranza e disperazione, speranza e disperazione”. Un percorso irto di difficoltà che viene mostrato senza finzioni, senza inganni: il professore che teoricamente è riuscito a fare ciò che voleva ammette come, in un Paese costantemente in stallo, anche un’apparente vittoria abbia il sapore della sconfitta. Ma ai più giovani non resta che un’unica strada da intraprendere: mettersi in cammino verso la luce e salire il faticoso gradino che dalla disperazione porta alla speranza.

Via | Cinemambiente

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