In Ecuador il governo locale sta affrontando un problema abbastanza particolare. Il paese sud americano ha infatti grosse disponibilità di petrolio, però uno dei più grandi giacimenti è stato individuato sotto uno degli ultimi angoli incontaminati della foresta Amazzonica, il parco Yasuni National Park. Il presidente del governo ecuadoriano Rafael Correa ha proposto, nel giugno del 2007, che il suo paese avrebbe rinunciato ad estrarre quel petrolio dall’area a condizione che altri stati pagassero l’Ecuador per non farlo.
Questa zona, ai piedi delle Ande, è uno dei punti del pianeta con il maggior numero di specie per metro quadrato tanto che, nel 1989, è stato dichiarato dall’UNESCO come “Riserva della Biosfera”. Sempre nel 2007 nel nostro continente, in virtù di queste dichiarazioni, alcuni Stati (Germania, Norvegia e Spagna) hanno dato timidi segnali per appoggiare l’iniziativa, anche se da allora pare che i buoni propositi di questi Paesi si stiano ridimensionando.
Le ONG e associazioni locali vorrebbero continuare a tenere vivi i buoni propositi degli Stati interessati al progetto per la salvaguardia della riserva nella speranza che quell’area venga protetta. Per poter tenere in vita questa iniziativa, le associazioni di protezione dell riserva naturale stanno in questi giorni presentando nelle città più importanti d’Europa una campagna dal titolo Yasuni Oro Verde.
I promotori di questo movimento civile sostengono che i politici dell’Ecuador devono intervenire in maniera più forte in modo che il programma di protezione dell’area non venga dimenticato. Da un punto di vista ambientale distruggere la foresta rappresenterebbe un vero e proprio delitto alla natura, infatti Yasuni ha una grande biodiversità che, qualora venissero sfruttati i giacimenti di greggio, andrebbe irrimediabilmente persa. La superficie è un vero e proprio serbatoio genetico di specie, gran parte delle quali non esiste nei paesi europei.
Il presidente Correa avrebbe richiesto un aiuto di circa 700 milioni di dollari annui per 10 anni. La campagna Yasuni Oro Verde chiede però che innanzitutto si tenga in considerazione i diritti delle popolazioni indigene, le quali devono aver la possibilità di continuare a vivere in quei luoghi senza essere mandate via. Le associazioni in defesa dell’area sottolineano che comunque non varrebbe la pena distruggere Yasuni in quanto si stima che le riserve di petrolio soddisferebbero il consumo globale per un periodo brevissimo che andrebbe dai cinque agli undici giorni.
Via | Yasunigreengold.org
Foto | Flickr
Alter_EGO
27 ott 2008 - 17:05 - #1“Il presidente… ecuadoriano Rafael Correa ha proposto… che il suo paese avrebbe rinunciato ad estrarre quel petrolio dall’area a condizione che altri stati pagassero l’Ecuador per non farlo.”
.
:DDD
.
Cos’è, un patetico ricattino?
7 miliardi di dollari (700 mlnx10 anni) e poi quello buca lo stesso? Basta con ’sto petrolio…
Bad Moon
27 ott 2008 - 18:06 - #2L’ecuador è un paese povero. Possiamo immaginare come andrà a finire :(
Zak
27 ott 2008 - 21:45 - #3Non e’ un ricatto, assomiglia piu’ a una richiesta d’aiuto.
Si puo’ discutere sui termini, ma in linea di principio e’ giusto.
Piuttosto, arrivera’ un giorno in cui quel petrolio varra’ talmente tanto che non ci sara’ piu’ chi potra’ pagare per non farlo estrarre, quindi la questione verrebbe solo rimandata, a prescindere da qualunque buona intenzione ci sia.
francesco77
27 ott 2008 - 22:04 - #4@3: bè speriamo che nel frattempo si affinino le alternative, così che del petrolio possiamo tranquillamente farne a meno.
Speriamo anche che nel frattempo nessuno dichiari guerra all’Ecuador con banali scuse, per poi accapparrarsi il petrolio.
Alter_EGO
28 ott 2008 - 10:31 - #5@ Zak
Se per strada uno ti chiede dei soldi, e ti dice che se non glieli dai “sarà costretto” a farti del male, non ti pare una rapina?
egoLogic
28 ott 2008 - 11:01 - #6@alter ego
scusa ma il paragone non mi sembra assolutamente calzante…
per quanto sia moralmente ed economicamente sbagliato trivellare al di sotto di un’oasi protetta (senza contare il fatto ke x me lo è in qualunque angolo del pianeta…)
è nel pieno diritto dell’ecuador di poter attingere alle risorse naturali a sua disposizioni
il fatto ke lei stessa chieda un aiuto per poter fare a meno di questo scempio mi sembra solo un bene
anche se poi probabilmente temo che in loro soccorso arriveranno solo i solo noti come la geramania e la spagna mentre gli altri grandi se ne sbatterann altamente (x non dire ke li ostacoleranno…)
Alter_EGO
28 ott 2008 - 11:59 - #7@ egoLogic
.
Ciao! :)
Sono d’accordo che: “è nel pieno diritto dell’ecuador di poter attingere alle risorse naturali a sua disposizioni”
.
Ma il meccanismo che l’Ecuador cerca di attuare è necessariamente quello del ricatto.
.
Molti stati, privi di petrolio e altre risorse, chiedono aiuti. E ricevono (scarsi) aiuti.
L’Ecuador però non chiede aiuti e basta, ma aggiunge sul piatto una postillina (niente soldi? trivelliamo).
Perché non chiedre aiuti e basta?
.
Forse il presidente sa che l’elemosina internazionale è scarsa, e cerca un modo per avere più soldi cercando di fare una figura “ecocompatibile”.
Tetsuro-2
28 ott 2008 - 13:27 - #8Anche a me sembra un ricatto, anche nei paesi ricchi ci sono aree protette e non mi pare che questi si facciano pagare per non distruggerle.
Sono loro stessi che devono pensare a mantenere il loro habitat al meglio. Gli aiuti economici si chiedono in altro modo.