Proprio in questi giorni, grazie a SeaPower, prende il via nello stretto di Messina un progetto di ricerca per lo sfruttamento dell’energia del mare, per sfruttare la sua forza anche lontano dalla costa. E’ il primo progetto di questo tipo in Italia, mentre a livello europeo qualcosa di simile è già nato da poche settimane di fronte alle coste del Portogallo.
SeaPower è una controllata di Green Power S.p.A., un’azienda di Bolzano già attiva in progetti sull’energia pulita e numero due in Italia nel settore eolico.
Nelle intenzioni di Josef Gostner, vicepresidente di Green Power, nei prossimi mesi si raggiungerà la produzione di 400 KW da immettere in rete; si tratta di un piccolo passo per iniziare, visto che il Mediterraneo è solo un banco di prova e in realtà si mira a raggiungere le grandi correnti del Golfo che, secondo Gostner, sviluppano un potenziale energetico pari a tre milioni di centrali nucleari.
Concretamente la cosa si realizza con dei filari di turbine sotto il livello del mare, sostenute da una serie di boe in superficie; le turbine, mosse dalle correnti sottomarine, sono collegate ad un generatore elettrico galleggiante, mentre l’elettricità prodotta raggiunge la terraferma mediante un cavo sottomarino. L’imbarcazione del progetto in questione trascina 4 filari, ciascuno con 5 turbine di 4 metri di diametro.
Sul sito di SeaPower mi ha colpito in particolar modo la visione di una tabella comparativa di tutte le fonti energetiche; a ben guardare le correnti marine sarebbero l’unica fonte rinnovabile che, raffrontata alle altre, presenti contemporaneamente caratteristiche di modularità, bassi costi di investimento, di manutenzione, e un basso impatto sia ambientale che visivo.
Via | SeaPower, IlSole24Ore
Foto | chris.loxton
ecofan
29 ott 2008 - 10:58 - #1aspettavo questo articolo, avevo letto sulle agenzie di questo progetto, mi pare proprio una gran cosa per cominciare. Secondo me, una volta che la tecnologia è ben consolidata, dovrebbero costruire gli impianti per maree e eolico sulle stesse strutture per poter semplificare gli allacciamenti in rete, poi dipende sempre dalle correnti e dai venti naturalmente. Si spingere su solare e fotovoltaico ma la verità è che sono queste (sole e acqua) le vere fonti di energia solare…
ecofan
29 ott 2008 - 10:58 - #2aspettavo questo articolo, avevo letto sulle agenzie di questo progetto, mi pare proprio una gran cosa per cominciare. Secondo me, una volta che la tecnologia è ben consolidata, dovrebbero costruire gli impianti per maree e eolico sulle stesse strutture per poter semplificare gli allacciamenti in rete, poi dipende sempre dalle correnti e dai venti naturalmente. Si spingere su solare e fotovoltaico ma la verità è che sono queste (vento e acqua) le vere fonti di energia solare…
Tetsuro-2
29 ott 2008 - 11:13 - #3Sperando che vadano subito a regime… se avessi la possibilita’ investirei in questa societa’, c’e’ bisogno di investimenti per spostare la produzione dalle centrali a carbone verso queste nuove realta’.
egoLogic
29 ott 2008 - 11:14 - #4ho spulciato un pò il loro sito e in tutta onestà mi sembra un progetto molto interessante…
x il momento mi sembra un pò prematuro parlare delle future applicazioni del sistema per la produzione di idrogeno in mare e non sono completamente d’accordo con la scheda di valutazione dell’energia solare, nel momento in cui si dice che la produzione non può essere prevista, che l’investimento iniziale non è basso e che l’impatto visivo non è minimo… x quanto riguarda la produzione ci si basa su modelli climatici rivelatisi molto attendibili nel tempo;
l’investimento allo stato attuale è coperto dall’incentivo sul conto energia, che permette di ammortizzare la spesa nel giro di 8-10 anni (parlando di fotovoltaico di vecchia generazione x uso domestico, il tempo è minore x applicazioni su vasta scala e con tecnologia di imminente applicazione quali il solare termodinamico a concentrazione…) e di avere un ritorno economico pari al 210% circa nell’arco dei 20 anni dell’incentivo;
inoltre l’impatto visivo è un criterio di valutazione abbastanza soggettivo:
personalmente gli impianti solari a me piacciono parecchio dal punto di vista estetico e in taluni casi si è riusciti ad elaborare soluzioni di elevato design ke possono essere considerate a pieno merito “arredo urbano”…
cmq queste considerazioni nulla tolgono al fatto ke questo tipo di turbine aprono un nuovo scenario nel vasto mondo delle energie alternative… attendo fiducioso i primi riscontri dall’impianto nello stretto di messina
(ps: è già in fase di realizzazione?)