Dei ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno scoperto un nuovo modo di immagazzinare energia dalla luce del sole, che potrebbe condurre all’uso di energia solare illimitata.
Basandosi sulla fotosintesi delle piante, si usa l’energia solare per scindere molecole di acqua in idrogeno e ossigeno. Successivamente, questi gas possono venire ricombinati in una pila a combustibile, andando a produrre elettricità carbon-free, sia con il sole che senza. Secondo i ricercatori del MIT, questo renderebbe l’energia ricavata dal sole una valida alternativa alle sorgenti mainstream di energia elettrica.
E’ un fatto che in un’ora, la terra viene raggiunta da abbastanza luce solare per rifornire l’intero pianeta per un anno, il problema è come immagazzinarla; secondo il Prof. Daniel Nocera, leader del progetto “Questo è il Nirvana di cui si va parlando da anni. L’energia solare è sempre stata una soluzione con dei limiti. Adesso, possiamo seriamente pensarla come illimitata, fin da subito.”
Nocera ha anche spiegato che il processo (qui il video) usa materiali naturali, non è costoso da condurre ed è di facile esecuzione, infatti ha aggiunto: “Per questo so che funzionerà. Perché è facile da implementare”.
Secondo altri eminenti scienziati, come James Barber, docente di biochimica all’Imperial College di Londra, questa ricerca costituisce un gigantesco salto in avanti verso la generazione di energia pulita su scala industriale. “Questa è una scoperta con enormi implicazioni per la prosperità futura dell’umanità” riferisce Barber, poiché “apre la porta allo sviluppo di nuove tecnologie per la produzione di energia, andando a ridurre la nostra dipendenza dai carburanti da fonti fossili e facendoci risolvere il problema globale dei cambiamenti climatici”.
Non sono state fatte previsioni sui tempi in cui questa scoperta potrebbe venire commercializzata o adottata ufficialmente. Comunque il Prof. Nocera è speranzoso sul fatto che entro una decina d’anni le case non verranno più alimentate usando l’elettricità proveniente via cavo da una centrale come facciamo oggi, non solo in quel modo almeno; infatti dovremmo saremo in grado di immagazzinare l’energia solare durante il giorno e usare questo nuovo sistema di immagazzinamento per l’alimentazione notturna.
In effetti di scoperte se ne fanno in continuazione e quelle fatte al MIT meritano sicuramente molta attenzione, ma non è la prima volta che si sente parlare di svolta a vantaggio dell’intera cività, che poi però si ritrova quasi sempre allo stesso punto. Speriamo, insieme al Prof. Nocera, che sia la volta buona.
Via | ItBusiness.ca
Foto | iabo77
egoLogic
28 ott 2008 - 10:44 - #1incrocio le dita
da qui a dieci anni nn le sciolgo…
però intanto mi sembra una buona idea iniziare a divulgare questa notizia, in modo ke non cada nel dimenticatoio delle rivoluzioni inapplicate…
inizio da subito
_FoX_
28 ott 2008 - 10:44 - #2Il video non c’è… :?
IL PERMALINK
28 ott 2008 - 10:50 - #3Scusa eymerich ma è così difficile mettere un PERMALINK come fonte? che me ne faccio di http://www.itbusiness.ca/ ???
IL PERMALINK
28 ott 2008 - 10:53 - #4AH ho scoperto che il secondo link della notizia è il link diretto alla fonte. Ma metterlo a fine articolo alla dicitura “fonte” no eh? Di solito i link diretti alle notizie dalle quali si è scritto un qualcosa vanno messi lì non a casaccio dentro il post.
eymerich73
28 ott 2008 - 11:28 - #5Ho corretto il link della fonte!
Ti ringrazio per la sottolineatura PERMALINK.
egoLogic
28 ott 2008 - 11:47 - #6scusate se disturbo
qualcuno vorrebbe gentilmente spiegarmi xè ha votato negativamente il mio commento?
cosa non ha gradito? grazie della pazienza…
Mapis76
28 ott 2008 - 11:51 - #7ecologic non meravigliarti dei voti negativi, ne prendo tantissimi anche io senza nessuna motivazione o risposta!!! Ritengo che è si un metodo democratico, ma a questo dovrebbe essere aggiunto non dico il nome di chi vota, ma almeno le motivazionbi!!!
eymerich73
28 ott 2008 - 11:53 - #8Gente, ho aggiornato il link del video.
Il sito del MIT-TeckTV lo aveva spostato, infatti su ITBusiness c’è ancora il link vecchio.
gabibbo
28 ott 2008 - 11:55 - #9di rivoluzioni epocali ne sono state annunciate troppe finora, comunque sperem…
Iago
28 ott 2008 - 12:21 - #10Più che la produzione domestica, sembra interessante la prospettiva di poter produrre idrogeno in regioni estremamente soleggiate dove si potrebbero installare impianti con impatto pressochè nullo (pensate al sahara), per poi trasportarlo in zone con elevata domanda energetica. Sono molto scettico infatti sull’uso delle pile a combustibile direttamente sulle auto o nelle case poichè nella aree urbane più dense si creerebbero serissimi problemi di carattere metereologico. Le pile a combustibile hanno come prodotto di scarto il vapore acqueo e consumano ossigeno: il centro di milano diventerebbe un gigantesco bagno turco povero di ossigeno, condizioni che, al di là del disagio, farebbero una strage con le malattie cardiache.
ghostNASA
28 ott 2008 - 12:48 - #11avevo già letto la notizia fin dalla prima uscita sul sito del MIT Technology Review e, sebbene sia interessante dal punto di vista teorico e scientifico, non credo lo sia dal punto di vista economico (che è la caratteristica CHIAVE per il successo commerciale di tutte le fonti di energia alternativa) sia perché si tratta di una tecnologia ancora sperimentale (che potrebbe richiedere decenni prima di diventare efficiente e commercialmente utilizzabile) sia (soprattutto) per la necessità di utilizzare serbatoi pressurizzati per idrogeno ed ossigeno e (costosissime) celle a combustibile per convertire i due gas in energia, il che è, attualmente (e sarà per molti anni ancora) molto più complesso e costoso che (semplicemente) conservare l’energia in eccesso prodotta di giorno con i pannelli solari in (già oggi molto più economiche) batterie ricaricabili
la tecnologia potrebbe essere utilizzata per produrre idrogeno da usare in auto con motore a scoppio per H2 ma, anche in questo caso, la soluzione delle auto 100% elettriche è e sarà sempre la migliore, la più semplice, la più economica e la più SICURA non dovendo produrre, trasportare, immagazzinare (al distributore e nell’auto) e “bruciare” idrogeno che è un sostanza molto infiammabile e potenzialmente ESPLOSIVA
quindi, questa tecnologia non potrà mai essere altrettanto economica e sicura delle nuove centrali solari termiche, nelle quali, l’energia in più prodotta di giorno, viene (molto più semplicemente ed economicamente) immagazzinata nello stesso speciale fluido riscaldato dal sole ed in grado di mantenere e rilasciare tale calore per diverse ore anche durante la notte
_FoX_
28 ott 2008 - 14:01 - #12Doh.. e pensare che la benzina è esplosiva almeno quanto l’idrogeno ma nessuno si fà così tante seghe mentali su questo punto.
ghostNASA
28 ott 2008 - 14:13 - #13@Fox
l’idrogeno è molto più pericoloso ed è anche molto più difficile e costoso da trasportare ed immagazzinare, specialmente nel poco spazio disponibile in un auto
comunque, non potrà MAI essere altrettanto semplice, pratico, economico e SICURO di una batteria ricaricabile, che, in più (a differenza dell’idrogeno) può essere ricaricata (in totale sicurezza!) OVUNQUE ci sia un presa di corrente!
la tecnologia dell’idrogeno viene ormai difesa a spada tratta solo da chi spera di farci tanti soldi (come il neo-nucleare)
_FoX_
28 ott 2008 - 14:28 - #14@ghost
Che sia costoso e difficile da immagazzinare è vero (maledetta atomo semplice) ed è anche vero che una pila è enormemente piu gestibile, infatti la tecnologia a fuel cell la vedo bene proposta come dall’articolo riportato:
- un sistema di generazione di energia rinnovabile
- un modo per stoccarla senza immetterla in rete, limitando le perdite (dato che parliamo di bassa tensione).
- quanti di quelli ad esempio che hanno un impianto FV si rendono conto che se da domani enel iniziasse ad erogare energia a singhiozzo perchè non in grado di produrla il loro impianto serve come la carta igienica? (io ho un impianto).
Il punto è che molti usano come argomento di detrazione sull’idrogeno la sua pericolosità in termini esplosivi. Facevo notare che anche la benzina ha un potere esplosivo decisamente elevato, eppure nessuno si pone il problema di avere 50 litri di sta roba nel bagagliaio.
ghostNASA
28 ott 2008 - 14:56 - #15@FoX
l’obiettivo delle auto elettriche non è solo di risparmiare petrolio ma anche di aumentare la sicurezza
gli incidenti stradali saranno comunque molti (almeno finché non si produrranno anche delle “teste di automobilista alternative”… :) ma, almeno, non ci sarebbero le conseguenze aggiuntive del FUOCO o dell’esplosione dovute a benzina, idrogeno, metano, ecc.
riguardo all’uso delle celle a combustibile insieme alla “fotosintesi di idrogeno” del MIT, il problema NON è la tecnologia, ma IL COSTO (che si riflette sul prezzo finale dell’energia) problema comune a tutte le versioni di energia rinnovabile solare, eolica o geotermica che sia, dove il prezzo per kW dipende INTERAMENTE dal costo dell’infrastruttura diviso per la sua vita operativa massima espressa in ore (più i costi di mantenzione)
è evidente, quindi, che, anche se l’idrogeno “solare” fosse competitivo, il costo dei giganteschi serbatoi per idrogeno e ossigeno più migliaia di (costosissime) celle a combustibile, farebbero schizzare verso l’alto il costo reale del kW prodotto
bellaciao
28 ott 2008 - 15:55 - #16scusate, ma aprite un dizionario o andate a cercare in rete la voce
bellaciao
28 ott 2008 - 15:56 - #17ghostNASA
28 ott 2008 - 16:07 - #18@bellaciao
che voce?
bellaciao
30 ott 2008 - 00:25 - #19bhò.. nn riesco ad inviare i commenti
bellaciao
30 ott 2008 - 00:31 - #20dicevo.. cercare in rete la voce
bellaciao
30 ott 2008 - 00:32 - #21dio xxx! vabè.. basta
AliceF
03 nov 2008 - 13:04 - #22Sono d’accordo sul fatto che una tale tecnologia incida sulla nostra vita in due aspetti:
dal punto di vista economico, in quanto ci vorranno decenni per la sperimentazione e ancora di più per poterne giovare. Dal punto di vista della pericolosità dell’idrogeno in quanto “instabile”.
Eppure, l’idrogeno non è l’unica materia che utilizziamo nonostante sia pericolosa ed altrettanto vero è che tutte le ricerche tanto più quelle rivoluzionarie sono oltre che costose anche lunghe.
Ma non condivido l’obiezione sul fatto che i serbatoi per ossigeno e idrogeno farebbero schizzare verso l’alto il costo reale del kW prodotto. Mi sembra un’affermazione generale soprattutto alla luce del fatto che non esistono esempi. Parliamo anche di una tecnologia che ora non è disponibile per la massa. Dovremo aspettare e vedere come si muoverà il MIT e successivamente le industrie – energetiche e non-. Basta vedere l’attuale situazione dei pannelli fotovoltaici: costosissimi per il consumatore finale. Eppure si stanno cercando altre soluzioni (non solo grandi rivoluzioni) per fare in modo che il costo si abbassi. Per esempio, uno studio propone di sostituire le celle al silicio con quelle di Cigs - un composto a base di rame, indio, gallio e selenio -, attualmente molto costoso nella produzione, la cui ottimizzazione abbatterebbe però gli attuali costi.
AliceF
03 nov 2008 - 13:09 - #23Sono d’accordo sul fatto che una tale tecnologia incida sulla nostra vita in due aspetti:
dal punto di vista economico, in quanto ci vorranno decenni per la sperimentazione e ancora di più per poterne giovare. Dal punto di vista della pericolosità dell’idrogeno in quanto “instabile”.
Eppure, l’idrogeno non è l’unica materia che utilizziamo nonostante sia pericolosa ed altrettanto vero è che tutte le ricerche tanto più quelle rivoluzionarie sono oltre che costose anche lunghe.
Ma non condivido l’obiezione sul fatto che i serbatoi per ossigeno e idrogeno farebbero schizzare verso l’alto il costo reale del kW prodotto. Mi sembra un’affermazione generale soprattutto alla luce del fatto che non esistono esempi. Parliamo anche di una tecnologia che ora non è disponibile per la massa. Dovremo aspettare e vedere come si muoverà il MIT e successivamente le industrie – energetiche e non-. Basta vedere l’attuale situazione dei pannelli fotovoltaici: costosissimi per il consumatore finale. Eppure si stanno cercando altre soluzioni (non solo grandi rivoluzioni) per fare in modo che il costo si abbassi. Per esempio, uno studio propone di sostituire le celle al silicio con quelle di
Cigs - un composto a base di rame, indio, gallio e selenio -, attualmente molto costoso nella produzione, la cui ottimizzazione abbatterebbe però gli attuali costi.
AliceF
03 nov 2008 - 13:15 - #24oh oh…l’ho inserito due volte non so come si cancella il primo…. ;)
bellaciao
19 giu 2009 - 19:44 - #25la voce elettrolisi.. volevo dire questo (non sò perchè non riuscissi a pubblicare). ma probabilmente sbagliavo. forse al mit han fatto qualcosa di diverso