Tette e natura, binomio vincente?

parco nebrodi

La polemica sul tanga-ambientalista sta infuriando. Il pomo della discordia è proprio questo calendario sexy lanciato dal parco dei Nebrodi per raccimolare fondi.



La tesi dei critici è netta: lasciate i bei posteriori delle soubrette ai sordidi studi Tv che la natura è una cosa seria!



Fra gli alfieri della crociata per il buon costume, sgomita in prima fila Legambiente. “Legambiente?!”, dierete voi stupiti. Sì, proprio loro. Il neo-segretario regionale, Salvatore Granata, non si è trattenuto dall'inveire dal dal pulpito di Repubblica:



"Non è in questo modo che si valorizza il parco. Si tratta di una iniziativa di pessimo gusto per la quale chiederemo le dimissioni di chi l'ha ideata e finanziata. Questa iniziativa non si addice ad un ente regionale".



Incredibile vero?
Stiamo parlando della stessa Legambiente che chiede in prestito la sensualissima matita di Milo Manara. Ma parliamo anche di quella Legambiente che non disdegna le mortadelliche forme di Megan Gale per far sapere agli italiani che esiste una cosa chiamata Goletta Verde.



Ma siccome il piano dei compromessi è sempre un po’ inclinato, parliamo anche della Legambiente che prende i soldini dai bambini kinder le cui merendine sono schifezze industriali che piacciono tanto a tutti (me compreso), ma che che di ecologico non hanno un bel nulla.



E siccome dai piccoli compromessi al patto con il diavolo il passo non è poi così impervio, non vorremmo scordarci che a Legambiente non dispiacciono gli spiccioli che scappano fuori dalle tasche di chi il pianeta lo devasta per dovere professionale: le compagnie petrolifere, l’Eni per la precisione.



A me le strilla isteriche dell’emerito esponente siciliano dell’associazione non lasciano indifferente, mi danno proprio un fastidio orticante. Farebbe meglio a occuparsi del buon gusto della sua associazione invece che chiedere improbabili dimissioni a destra e a manca.

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