
La polemica sul tanga-ambientalista sta infuriando. Il pomo della discordia è proprio questo calendario sexy lanciato dal parco dei Nebrodi per raccimolare fondi.
La tesi dei critici è netta: lasciate i bei posteriori delle soubrette ai sordidi studi Tv che la natura è una cosa seria!
Fra gli alfieri della crociata per il buon costume, sgomita in prima fila Legambiente. “Legambiente?!”, dierete voi stupiti. Sì, proprio loro. Il neo-segretario regionale, Salvatore Granata, non si è trattenuto dall’inveire dal dal pulpito di Repubblica:
“Non è in questo modo che si valorizza il parco. Si tratta di una iniziativa di pessimo gusto per la quale chiederemo le dimissioni di chi l’ha ideata e finanziata. Questa iniziativa non si addice ad un ente regionale”.
Incredibile vero? Stiamo parlando della stessa Legambiente che chiede in prestito la sensualissima matita di Milo Manara. Ma parliamo anche di quella Legambiente che non disdegna le mortadelliche forme di Megan Gale per far sapere agli italiani che esiste una cosa chiamata Goletta Verde.
Ma siccome il piano dei compromessi è sempre un po’ inclinato, parliamo anche della Legambiente che prende i soldini dai bambini kinder le cui merendine sono schifezze industriali che piacciono tanto a tutti (me compreso), ma che che di ecologico non hanno un bel nulla.
E siccome dai piccoli compromessi al patto con il diavolo il passo non è poi così impervio, non vorremmo scordarci che a Legambiente non dispiacciono gli spiccioli che scappano fuori dalle tasche di chi il pianeta lo devasta per dovere professionale: le compagnie petrolifere, l’Eni per la precisione.
A me le strilla isteriche dell’emerito esponente siciliano dell’associazione non lasciano indifferente, mi danno proprio un fastidio orticante. Farebbe meglio a occuparsi del buon gusto della sua associazione invece che chiedere improbabili dimissioni a destra e a manca.
Ivo
28 nov 2005 - 10:16 - #1Le foto non mi sembrano particolarmente oscene. Non vedo il “pessimo gusto” e nemmeno la necessità di chiedere dimissioni. Tutte cose che si vedono, e molto, nel diventare “amici” dell’Eni.
Ormai ciò che è scandaloso diventa normale e ciò che è normale te lo fanno passare per scandaloso.
Auguro al signor Granata una luminosa carriera politica, ha tutti i numeri per riuscire - auguro ai movimenti ambientalisti di riuscire a sviluppare in futuro degli anticorpi nei confronti di questi personaggi.
Marco
28 nov 2005 - 12:12 - #2Le foto non sono oscene, questo è evidente. Il problema è un altro: la banalizzazione delle aree protette, ridotte a semplici parchi di divertimento. Il messaggio di Granata secondo me è proprio questo. E poi, sinceramente, che un ente pubblico usi soldi pubblici per promuoversi senza guardare ai contenuti beh, un po’ fastidio mi da. E, vi garantisco, senza moralismi.
Ivo
28 nov 2005 - 18:12 - #3Non capisco che fastidio possa dare banalizzare un’area protetta - se in quell’area non ci sono rifiuti tossici e non ci sono cacciatori e i rumori sono della natura. Banalizziamo il mondo se serve! Se avessero fatto un calendario con le foto dei dirigenti di Legambiente nessuno avrebbe parlato di banalizzazione… non è così. Allora il messaggio di Granata oltre che stupido è anche arrogante.
Trovo molto pericoloso cominciare delle dialettiche con parole come “banalizzare” “nella misura in cui” ecc. ecc.. Preferisco di molto persone che a fronte di una necessità economica per manutenere un parco si inventano un calendario con delle donnine che, per inciso, sono anch’esse dei prodotti “naturali”.
Bricke
29 nov 2005 - 11:54 - #4Il messaggio che da dipende sia da chi parla sia da chi ascolta.
Non capisco cosa intendi per banalizzare. Magari semplificare. Se semplificando si riesce con più facilità a diffondere una cultura ben venga. A complicare si fa sempre in tempo.
ecoblog
29 nov 2005 - 18:18 - #5Calendario Nebrodi, parola a Legambiente Abbiamo scritto molti post (forse anche troppi) sulla questione del calendario del Parco Nebrodi che ritrae oltre alle bellezze del parco anche altre “bellezze” del luogo (spero che le modelle fossero siciliane). Salvatore Granata, segreta…