Ora anche i noccioli delle olive possono diventare bioetanolo. Tutto grazie al metodo studiato dai ricercatori delle università di Jaén e Granada, e riportato sulla rivista della Society of Chemical Industry’s: il “Journal of Chemical Technology & Biotechnology”.
Questa scoperta permette di ottenere 5,7 chilogrammi di etanolo da 100 chilogrammi di scarti della lavorazione delle olive, e potrebbe rappresentare l’occasione per sfruttare i quattro milioni di tonnellate di scarti legate alla coltivazione delle olive in Spagna - visto anche il basso costo di trasporto e di trasformazione dei noccioli di oliva.
Non è il solo risvolto positivo. Questo biocarburante, come tutti quelli ottenuti da scarti delle lavorazioni agricole, non provocherebbe aumenti nei prezzi dei prodotti alimentari e quindi della fame nel mondo, come ha denunciato anche la FAO in un suo rapporto.
Intendiamoci bene però. Come ammettono gli stessi ricercatori, quattro milioni di tonnellate di scarti possono sembrarvi tanti, ma sono comunque pochi se confrontati ad altre produzioni agricole e forestali. E quindi questo bioetanolo, insieme ad altri biocarburanti ottenuti da scarti agricoli, potrebbe diventare l’occasione per avere grandi quantità di energia “verde” senza danneggiare la produzione alimentare.
Per ora però esiste solo sulla carta.
Via ⎥ Modus vivendi, Le Scienze
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AXE
05 nov 2008 - 19:08 - #1ero convinto che dalle olive non si scartasse nulla, le mie info erano queste: prima spremitura : olio extra v., seconda spremit. olio vergine, terza (con solventi) olio di oliva, quarta (con solventi + forti) olio di sansa, quel poco che rimane è un residuo secco paragonabile al pellet.
AXE
05 nov 2008 - 19:09 - #2urca non avevo letto bene, questo è solo dai noccioli.
Sandro kensan
05 nov 2008 - 20:44 - #3Ma hanno fatto i conti?Quanta energia si consuma a trasportare i noccioli? quanta energia si consuma a trattare i noccioli per trasformarli in bioetanolo? quanta energia si consuma per costruire i macchinari dell’impianto? quanta energia si consuma per trasportare il bioetanolo fino agli impianti di distribuzione?
E poi quanta energia è contenuta nel bioetanolo? e quindi: conviene tutto il processo? quanto di quello che viene prodotto viene consumato nel processo?
Va bene che ci sono gli incentivi, gli obblighi di legge, il marketing ma la convenienza energetica è il fondamento di una società post-agraria.
Stefano_
06 nov 2008 - 14:20 - #4Da 100kg di noccioli si ottengono solo 5.7 kg di etanolo!!!
Penso che sia più conveninete trirarli e ottenere 100kg di pellet da bruciare in un caminetto.
Maxolo
06 nov 2008 - 14:51 - #5Il mio sogno: sputare (e centrare) i noccioli delle olive nel bocchettone del serbatoio ;p