Stampare fotografie con i batteri

E. coliUn gruppo di geniali studenti dell'Università del Texas è riuscito a modificare un batterio rendendolo sensibile alla luce, un risultato al confine tra ingegneria genetica e nanotecnologia. Una colonia di questi batteri può essere "impressionata" dalla luce, a cui reageisce producendo dei pigmenti colorati. In pratica si possono ottenere fotografie con una densità di pixel da favola: 100 Megapixel per pollice (la risoluzione attuale delle foto delle riviste è di 300 pixel per pollice).

In particolaregli studenti hanno usato l'Escherichia coli, che è un batterio intestinale ed anche uno degli indicatori usati per valutare la quantità di "contributi fognari" nelle acque. Un tempo si leggeva il futuro nei fondi delle tazze del tè, adesso anche sul fondo delle tazze del ...!!!

L'esperimento fa parte di una gara tra studenti per costruire "macchine biologiche" fatte solo di cellule, proteine e simili. Gli Svizzeri volevano costruire un circuito biologico capace di contare (un algoritmo vivente!), ma la ditta che avrebbe dovuto fornire la sequenza di geni necessaria ha avuto un ritardo e gli Svizzeri non hanno potuto partecipare. Pare che sia difficile trovare i pezzi da assemblare quando si costruisce questo genere di macchine.

Chi volesse provare a capire come hanno fatto può farsi un giro nelle loro pagine wiki o su Punto Informatico. Purtoppo all'articolo originale, pubblicato su Nature, si può accedere solo a pagamento.

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