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SolarWash - Lavaggio automatico per pannelli solari

Pubblicato: 05 nov 2008 da eymerich

Commenti dei lettori

Pulizia dei Pannelli SolariDella necessità di tenere continuamente puliti i pannelli solari non se ne parla tanto, eppure è risaputo che dei pannelli sporchi non svolgono al meglio il loro lavoro e il loro rendimento può calare anche del 25%. OCS Energy è una compagnia californiana che progetta soluzioni per ottimizzare le prestazioni dei pannelli e si è occupata di questo problema con un sistema automatico di pulizia.

A guardare il video, questa sorta di tergicristallo non sembra faccia niente di eclatante a parte innaffiare i pannelli, eppure è il primo sistema di questo tipo ad essere messo in commercio e stando alle dichiarazioni del costruttore, ottimizzando le prestazioni si abbrevia il tempo necessario perché un impianto a pannelli ripaghi dell’investimento iniziale, riducendo anche il lavoro di manutenzione dello stesso.

SolarWash si collega ad una matrice di pannelli e viene pilotato da un microprocessore, fornendo agli operatori del settore una soluzione chiavi in mano senza dover andare a lavare ciascun pannello singolarmente; il sistema include degli erogatori di ricambio, un’interfaccia web per il controllo remoto, e una logica di controllo PLC.

Il target commerciale del sistema SolarWash sono ovviamente i proprietari di grandi impianti fotovoltaici, che così possono schedulare via software il processo di pulizia, evitando così di assumere qualcuno per farlo; ovviamente il costo varierebbe in funzione della grandezza dell’impianto fotovoltaico su cui montarlo ma c’è il vantaggio di rientrare nei costi di investimento entro 3-5 anni.

Via | TreeHugger
Foto | bkusler

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13 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Mattia77

    Mattia77

    05 nov 2008 - 14:53 - #1
    0 punti
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    Nel sito del ministero dell’ambiente, per quanto riguarda il conto-energia, è specificato a chiare lettere che i pannelli solari fotovoltaici non hanno bisogno di nessun tipo di manutenzione.

    Adesso chi ha i pannelli sul tetto come la prendono una notizia del genere, il 25% vuol dire non rientrare mai dell’investimento.

    Chi prende per il culo?

  • Profilo di Senamion

    Senamion

    05 nov 2008 - 15:14 - #2
    0 punti
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    “il loro rendimento può calare fino al 25%” o “il loro rendimento può calare del 25%”?

  • Profilo di _FoX_

    _FoX_

    05 nov 2008 - 16:07 - #3
    0 punti
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    O_o che mattacchioni questi markettari.. :) dopo un anno di attivita’ e pannelli mai lavati non ho rilevato differenze nella produzione.. Certo che se abitate a marghera allora forse e’ il caso di pulirli…

  • Profilo di eymerich73

    eymerich73

    05 nov 2008 - 16:17 - #4
    -1 punto
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    Senamion, grazie per aver evidenziato l’ambiguità.

    Ho corretto la dicitura “fino al 25%” con “del 25%”.

    Quanto ai numeri non prenderei per oro colato la garanzia di un Ministero quando dice che non c’è bisogno di manutenzione, ma darei invece importanza all’esperienza di un utente di pannelli fotovoltaici, come Fox.

    Comunque le necessità di pulizia, al di là del discorso di convenienza per il marketing dell’azienda, potrebbe variare a seconda di fattori che dipendono dalla zona e dalla frequenza e dal tipo di intemperie.

  • Profilo di Mattia77

    Mattia77

    05 nov 2008 - 18:06 - #5
    0 punti
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    Anche io ho i pannelli, non tanto per spirito ambientalista quanto per affare, perchè sono regalati.

    Cmq basta vedere la frequesnza che si sporcano i vetri della auto, o dell’abitazione. Dire che non ci sono differenze è una cavolata, anche se è detta da un utente come fox.

    Nelle zone raggiunte dallo scirocco, è quasi obbligatorio, come vicino ai grossi centri abitati.

  • Andrea fv

    05 nov 2008 - 18:08 - #6
    1 punto
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    In situazioni standard, moduli inclinati ca. 25-30 gradi, e non in presenza di cementifici, cave, tangenziali, etc. i moduli necessiterebbero un lavaggio annuale, pena un 1-2 % di perdita potenziale.
    1 o 2 % di perdita potenziale, ripeto.

    quindi il 25 % e’ un assoluto errato, perche’ e’ un dato possible solo in caso di moduli orizzontali e di particolarmente avverse condizioni micro-ambientali.

    il vetro usato nei pannelli FV e’ diverso da quello dell’auto, o delle finestre.
    inoltre non si lavano mai di giorno pena shock termico.

    Saluti,
    Andrea

  • Profilo di giullian

    giullian

    05 nov 2008 - 20:02 - #7
    2 punti
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    In tutti i siti che parlano di fotovoltaico si mette in evidenza di pulirli circa una volta all’anno..per lo meno in condizioni normali.
    Confermo che il vetro è autopulente e la giusta inclinazione, oltre a un miglior rendimento favorisce anche l’autopulizia quando piove.
    Va da sè che se uno ha un allevamento di piccioni forse vanno puliti un pò più spesso, non c’è bisogno che te lo dica il ministero dell’ambiente!!!

    Il sistema proposto nel video pensavo avesse anche la funzione di raffreddare i pannelli aumentandone il rendimento (i pannelli realizzati in silicio mono o poli-cristallino perdono circa l’1% di rendimento ogni 2 gradi centigradi di aumento della temperatura oltre i 25 gradi).
    Sei sicuro del problema dello shock termico?

  • Profilo di _FoX_

    _FoX_

    05 nov 2008 - 22:52 - #8
    0 punti
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    Mattia, non ho detto che non siano da lavare in assoluto. Se abitassi nel milanese o vicino all’inceneritore di dalmine probabilmente avrei la necessita’ di farlo (per quello citavo Marghera). Nell’alto varesotto questa’ necessita’ non c’e’ e non sto parlando del mio solo impianto.. ma anche quello di mia sorella. E per esperienza su questi due impianti (5.04 Kwp e 8.16 Kwp) in un anno di attivita’ non abbiamo notato variazioni significative.

  • Profilo di tob

    tob

    06 nov 2008 - 00:23 - #9
    -2 punti
    Up Down

    Forse dipende anche dalla frequenza delle pioggie?

    @Andrea fv:
    Sei sicuro che esista il problema dello shok termico?
    Un mio amico è solito bagnarli nelle ore + calde ed ha notato sulo un notevole incremento del rendimento.
    Rischia di romperli?

  • hausf

    06 nov 2008 - 01:24 - #10
    0 punti
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    Spero che prima di passare lo spazzolone abbiano disattivato l’impianto…

  • Andrea fv

    06 nov 2008 - 17:43 - #11
    0 punti
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    non e’ che io sono sicuro dello shock termico, non l’ho inventato io.
    ma un pannello FV lavora con temp. che girano intorno ai 55-60 gradi, con punte oltre ( noct , temp. di lavoro della cella e’ intorno ai 48-50 gradi ) , pensate a buttarci sopra acqua a 13-15 ° ( temp. media degli acquedotti ).
    se non e’ shock questo !

    Si lavano SEEEEmpre al mattino presto, verso aprile per prepararli per la bella stagione.

    il coeff citato di perdita per temp. e’ errato,
    1 la perdita e’ un calo di tensione all’aumentarea della T , non del rendimento.
    2 e’ ca. 125mV su grado centigrado, quindi meno del valore citato per grado.

    saluti,
    Andrea

  • Profilo di giullian

    giullian

    06 nov 2008 - 21:00 - #12
    0 punti
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    Penso che il presunto problema dello shock termico dipende dal vetro utilizzato..essendo testato secondo norma uni e garantito 20 anni non credo abbia di questi problemi..per saperlo occorrerebbe verificare se nella certificazione è presente qualcosa…

    Per quanto concerne il rendimento ti confermo che sperimentalmente viene presa per buona una perdita di 0,4/0,5 %/°C…questo dato l’avevo appreso dallo studio di 2 libri proveniente dalla bibblioteca di ingegneria elettronica e or ora confermato da un paio di siti d’ingegneria trovati con google.
    Va però specificato che si sta parlando di pannelli in silicio mono o poli-cristallino …tutt’altro discorso per l’amorfo e probabilmente anche per l’arseniuro di gallio.

  • Profilo di Bricke

    Bricke

    06 nov 2008 - 22:07 - #13
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    Per quanto ne so l’acqua abbasserebbe la temperatura superficiale e ciò aumenterebbe l’efficienza.