
Il magazine di culto Wired sbatte il petrolio in copertina. Il prezzo del greggio continua a salire? Meglio così, anche se il costo della benzina allarma tanto i governi che chi sta in coda alle pompe non è un fatto negativo. La tesi, apparentemente provocatoria, è in realtà inconfutabile.
Spencer Reiss (autore del servizio) la mette in questo modo: tanto più sale il prezzo al barile e il petrolio diminuirà, tanto più alta sarà la spinta a sperimentare e a cercare fonti di energia alternative.
Scarsità di petrolio, inosomma, uguale abbondanza di sperimentazioni su altre fonti: dall’idrogeno al biodiesel, dal mais allo zucchero, le fonti alternative sono innumerevoli. Molte sono state già studiate, ma non dimentichiamo che viviamo nell’era di chi ha visto il battello a vapore andare a petrolio, e non per mancanza di vento! In ogni caso, i soldi ci sono e, consapevoli di succhiare una risorsa che sta per finire, Stati e compagnie petrolifere si iniziano a mobilitare arruolando scienziati e ricercatori.
mecha
28 nov 2005 - 19:45 - #1Le enregie alternative non sono una soluzoine.
Quando si cominciò ad usare il petrolio fu visto come una liberazione: le grandi città erano invase di sterco di cavalli e le foreste venivano devastate per tagliare legna da cui ricavare carbone.
Lo stesso assioma oggi si usa per idrogeno biodiesel e quant’altro.
Bisogna riuscire a consumare meno, a produrre meno e imparare a far tutto in modo più efficiente.
Bisogna smettere di farsi illudere dalle associazioni ambientaliste mantenute dalle multinazionali (vedi Legambiente, che di ambiantalista non ha nulla).
eugenio
28 nov 2005 - 19:57 - #2Ok freniamo un attimo tutti. Io stesso ho appena scritto un post in cui critico Legambiente. Ma credo che dire che Legambiente non abbia “nulla di ambientalista” e che sia “mantenuta” dalle multinazionali è proprio un’assurdita’.
Legambiente e’ una realta’ vasta con mille progetti e diverse anime. Potranno avere atteggiamenti a volte troppo compromissori, oppure puo’ infastidire l’egemonia politica che hanno all’interno del movimento ambientalista, ma non si puo’ negare che facciamo molte cose buone e che le facciano bene. Una parte consistente del lavoro di sensibilizzazione ambientale fatto in Italia e’ merito del cigno verde e questo non lo si puo’ certo negare.
mecha
28 nov 2005 - 20:33 - #3Sì è vero, hai ragione, volevo renderne più che altro una “caricatura”, avrei dovuto essere più esplicito nelle intenzioni. E’ vero che Legambiente si dà da fare in Italia per quanto riguarda sensibilizzazione e monitoraggio della sitauzione ambientale, ma come associazione (è chiato che a livello individuale si possono trovare pareri molto discordanti) per quanto riguarda le proposte porta da sempre avanti il ritornello martellante dello svilupppo sostenibile e ben poco al di fuori di questa solfa. Lo sviluppo per definizione, se non è mai frenato non può essere sostenibile in eterno: è un’equazione banale, da scuola elementare. Posso anceh tranquillamente sostenere che in alcuni casi i metodi proposti sono anche controproducenti: il riciclaggio della carta ad esempio è più dannoso dell’uso di materia prima “nuova”, puchè si stia attenti ad accertarsi della provenienza del legname.
Ci sarebbe tantissimo da dire e non pretendo certo di essere esaustivo con questo commento, fatto sta che non si può far nulla di davvero concreto per l’ambiente senza una rivoluzione culturale, politica ed economica in tal senso, quale che sia. Un’associazione come Legambiante, insieme a sponsor come aziende nel settore del riciclaggio e l’ormai indelebile goletta “ace gentile” non potrà mai fare nulla di davvero concreto in questa direzione, perchè dimostra di essere tenuta in vita proprio dal sistema di cose attuale, e di promuoverlo.
Ecco questo intendevo con il precedente commentino sciatto :).
Ho scritto di getto e di fretta, spero sia comprensibile.
Tutto questo ovviamente IMHO. Ciao.
Alex
28 nov 2005 - 20:56 - #4Le energie alternative non sono una soluzione ??? scusa mecha,con tutto il rispetto ma come fai a dire una cosa del genere ? E’ indubbiamente vero che la prima regola per avere meno inquinamento e utilizzare al meglio le risorse per evitare la loro diminuzione ed eventualmente se si persiste la loro conseguente scomparsa, è anzitutto risparmiare,risparmiare,risparmiare, ho letto un interessante (e semplice) libro di Pallante in cui appunto dice, che non è possibile essere autosufficienti con le energie rinnovabili SE si continua a SPRECARE energia; quindi significa che se riduciamo i vari sprechi energetici (case passive,lampadine a basso consumo,tenere il termosifone a temperatura controllata,ecc.) è possibile utilizzare solo energia verde, che non è solo eolico, non solo fotovoltaico, non solo biogas, non solo biocombustibili, non solo idroelettrico e non solo geotermico; come vedi le energie verdi da sfruttare sono molte, ma queste NON devono essere utilizzate solo nei grandi impianti se vogliamo sfruttarle al meglio, ma anzi devono essere installati direttamente dove servono (a eccezione del geotermico ovviamente) e le eccedenze vanno in rete. Pallante ha anche detto che qualsiasi caldaia potrebbe essere un produttore di energia (cogeneratore), ma non lo era grazie al monopolio ENEL che è durato fino a qualche anno fa,ora teoricamente è iniziata la liberalizzazione energetica. Quindi sono in molti fra economisti,ingegneri e altri esperti che dicono che è possibile mandare avanti una società una “civiltà” solo con energia verde, ma è importantissimo puntare sul risparmio e maggior valorizzazione delle risorse, quindi saremo noi che dovremo adattarci ai ritmi e ai limiti della natura, avere uno stile di vita “naturale”, ritornare ad essere parte della natura, che non significa assolutamente “ritornare” al passato, ma anzi significa capire quali sono stati “gli errori” e come “porre rimedio”. Chi dice che non è possibile è perchè sostiene indiscutibilmente lo stile di vita attuale, con tutti i suoi eccessi e sprechi, ed è proprio questo il problema !!!
mecha
28 nov 2005 - 22:35 - #5Alex sono sostanzialmente daccordo con te, tranne che per l’accostamento dell’aggettivo “verde” alle centrali idroelettriche, che oltre che a spazzare via per sempre un’intera vallata spesso sono causa della distruzione di interi ecosistemi che si basano sui cicli di piena e di secca dei fiumi. Tuttavia ben venga l’utilizzo di quelle già costruite che come sicuramente saprai in Italia spesso sono inattive per importare energia nucleare dalla Francia.
Condivido in pieno l’analisi del grande apporto che porterebbe all’ambiente una produzione decentralizzata, diversificata nelle fonti e ben regolamentata di energia. Eliminare gli sprechi però non significa soltanto risparmiare energia, si tratta anche di cambiare il modo di investire tale risparmio.
Quando si parla di sviluppo sostenibile, almeno canonicamente (e politicamente) si intende soltanto in termini economici.
Sappiamo tutti che il modello economico capitalista sul pianeta ha l’effetto di un gigantesco bulldozer e che per non morire ha bisogno di essere in continua crescita ed espansione e che quindi non può arrestarsi di fronte alla richiesta di diminuire il consumo energetico, sia perchè è un immenso mercato su cui tanto si specula, sia perchè non potrebbe farne a meno.
Quindi la questione non è soltanto quella di cambiare abitudini. Senza cambiare radicalmente sistema economico non potremo ridurre i consumi.
Faccio un esempio scemo:
A che serve cambiare tutte le lampadine dei lampioni di un’intera città quando le casse comunali graziate dalla bolletta verranno utilizzate per costruire nuove strade e piantare nuovi lampioni?
E il problema non è solo nell’illuminazione e nel riscaldamento, un’azienda che produce beni nel mondo attuale, un eventuale risparmio dovuto a moderne tecnologie a basso consumo energetico dovrebbe investirlo per espandere le proprie attività per tenere testa alla concorrenza.
Finchè si parlerà di ambiente relazionato allo sviluppo economico non ci sarà scampo, la corsa sarà sempre verso un’unica direzione.
Le critiche al sistema economico attuale non le faccio da nostalgico “compagno”, ma sono il frutto di una presa di coscienza (storica).
Per cambiare lo stato delle cose c’è bisogno di cooperazione e non di lotta per la supremazia.
La storia della civiltà umana evidentemente è arrivata ad uno dei suoi punti di rottura, di collasso, per colpa dei propri limiti che fino ad oggi l’uomo si è sempre portato, e continua a portarsi dietro.
Ben vengano le rivoluzioni nei campi tecnologici più disparati che permettano di eliminare il più possibile gli sprechi intrinsechi all’attività umana nel mondo,
ma senza rivoluzionare il nostro modo di intendere la nostra società, la nostra concezione dello stare insieme, tutta la tecnologia e la ricerca possibile sarà comunque inutile.
Sono un visionario? Sono un illuso? Forse, anzi quasi sicuramente sì, ma questa è l’unica strada da battere che ho trovato lungo la mia strada.
Sempre IMHO, ciao.
eugenio
29 nov 2005 - 09:52 - #6Secondo mecha hai ragione sotto molti aspetti. Pero’ va anche tenuto presente che le politiche dei grandi strappi, dei grandi balzi in avanti non hanno mai funzionato. Purtroppo secondo me bisogna andare avanti un passo alla volta e di piu’ non si puo’ fare. Penso a Kyoto ad esemempio: un sforzo politico immane per ridurre di pochissimo la Co2 e nemmeno sta funzionando gran che. Eppure che facciamo? non possiamo certo lasciare perdere tutto perche’ non abbiamo il migliore dei mondi possibili a portata di mano
Bricke
29 nov 2005 - 11:26 - #7Ho sempre sperato che Ecoblog diventasse un luogo dove informare, informarsi e confrontarsi.
Ho letto con molto interesse i vostri commenti.
E’ chiaro che poche righe non possono servire a snocciolare una questione così complessa.
Personalmente anche io sono convinto che serva una rivoluzione. Energetica, econimica… con una sola parola: culturale.
Quando parlo di rivoluzione non intendo un unico cambiamente repentino e globale. Potrebbe essere possibile, ma credo poco probabile.
Quello che io penso, e spero, è che sia già in atto un numero elevato di piccole rivoluzioni interconnesse tra loro che cambino il percorso globale. E spero che si faccia in tempo.
Di una cosa sono convinto: se proseguiamo con il modello di sviluppo sostenuto fino ad ora il declino è inevitabile.
Vorrei rispondere a Mecha.
Qualsiasi cosa facciamo ha un impatto ambientale. Per quanto possiamo tentare di essere efficenti ci sarà sempre una parte di energia che si trasformerà in entropia senza poter essere recuperata, riciclata. L’unico modo per risolvere il problema sarebbe “non esistere”.
Senza arrivare ad auto smaterializzarci direi comunque che quello che dobbiamo trovare è un equilibrio. Da qui il concetto di sostenibilità. In natura gli equilibri esistono, però non sono eterni. Cambiano ma molto lentamente. Quello che stiamo facendo noi invece è cambiare questi equilibri in modo così veloce che il resto della natura non fa in tempo ad adeguarsi.
Non ci rimane che provare a cambiare, se faremo in tempo bene altrimenti la nostra civiltà sparirà e mondo troverà un nuovo equilibrio senza di noi.
mecha
29 nov 2005 - 13:23 - #8eugenio, penso anch’io che strappi nella storia non servano a niente, i cambiamenti devono avvenire lentamente e per gradi. Penso che le rivoluzioni repentine non abbiano mai portato da nessuna parte,
però a mio avviso il protocollo di Kyoto e qualsiasi tipo di intesa tra governi non poterà mai nulla di buono.
Come dice Bricke, penso anch’io che i cambiamenti debbano venire dal basso, dalle azioni della gente, da una moltitudine di idee, da piccole invenzioni, da piccole e coscienziose rivoluzioni individuali, da un blog in cui se ne discute, dal cambio di abitudini, da una bicicletta, da un’auto che comincia a rimanere più tempo del solito in garage, dal mutuo e libero scambio di idee.
Piccoli microcambiamenti che coinvolgono piccoli nuclei di persone insomma, ma che piano piano possono cambiare, in modo silenzioso e indelebile le cose.
Non credo che i governi e la comunità europea possano fare molto, ridotti ormai purtroppo a strumenti in mano ai grandi gruppi.
Alla fine l’associazione di pensieri di questo dibattito mi riporta sempre alla questione capitalista, ma è normale essendo io convinto del ruolo che ha nella questioni ecologiche, il capitalismo ecosostenibile è un paradosso, e in quanto tale non porterà mai a risultati. Ma i cambiamenti non spettano alle grandi aziende o alle grandi istituzioni, spetta a agnuno di noi cambiare gradualmente a livello personale e interpersonale.
Alex
29 nov 2005 - 16:16 - #9Cavolo che pessimisti !!!
Su con il morale ragazzi, altrimenti è chiaro che non risolveremo (la società in genere) mai nulla !
E’ indubbiamente vero che è tecnicamente impossibile lo “sviluppo sostenibile” se lo intendiamo proprio alla lettera; ma ormai per la maggioranza di persone è chiaro che “lo sviluppo sostenibile” lo intende come un “rallentamento” dei ritmi e della produzione industriale, la produzione al servizio dell’uomo e non il contrario come ora.Infatti nel mio messaggio dicevo che l’unica via che ci può escludere dall’autodistruzione (proprio come una macchina, tale hanno trasformato noi e il nostro pianeta) è appunto usufruire eslusivamente di energia verde, ripeto, prima o poi dovremo fare questo “salto”, saremo obbligati se non vogliamo autoestinguerci, e una società alimentata ad energia verde inevitabilmente deve lasciar perdere le pazzie capitalistiche (magari ci sarà una evoluzione nel capitalismo, se non vuole precipitare nel baratro assieme a “Gaia”)diventando cosi una società più sana, (in tutti i sensi) perchè come dicevo l’energia verde non ci concede la distruttiva sbornia capitalista sfrenata (…..) quindi io NON dicevo semplicemente che noi singolarmente dovremmo fare… per evitare… ma in modo più ampio, la società,la civiltà,l’umanità si dovrà organizzare in tal modo per evitare l’autodistruzione (o cosi o pomi’) siamo già a questo bivio… autodistruzione o sostenibilità ???
(comunque leggendo attentamente l’ultima parte del mio primo intervento è più chiaro il concetto).
Alex
29 nov 2005 - 16:39 - #10Scusa Mecha ma NON è assolutamente vero che come tu hai detto: il riciclaggio della carta ad esempio è più dannoso dell’uso di materia prima “nuova”, purchè si stia attenti ad accertarsi della provenienza del legname. (ah,ah,ah,ah)
Scusa ma sai bene quanto acqua ed energia viene utilizzata per produrre carta da cellulosa vergine ?
Sai quanta energia ed acqua viene risparmiata per il riciclaggio ? lo sai che per riciclare la carta NON si usano più solventi tossici ?
Le ultime ricerche dimostrano che è indubbiamente più ecologico (e conveniente) riciclare (anche carta) che incenerire. Lo sai che gli inceneritori oltre ad essere mooolto inquinanti costano tantissimo alla società ?
E’ per questo che invito tutti a riciclare,riciclare,riciclare; la compro anche la carta riciclata ed è di ottima qualità.
BASTA CON LA LOBBY DEGLI INCENERITORISTI !!!
mecha
29 nov 2005 - 17:31 - #11Può darsi che le cose ora siano cambiate alex, ma riguardo la carta riciclata so ceh almeno fino a qualche tempo fa venivano usate sostanze chimiche decisamente tossiche per l’ambiente per togliere impurità e sbiancarla, come ad esempio il cloro.
Se negli ultimi 2 anni la produzione di carta riciclata è radicalmente cambiata ben venga, se è così fammi sapere.
Comunque, per puntualizzare non ho mai detto di essere a priori contro il riciclaggio in sè, anzi alcuni tipi di riciclaggio li incoraggio senza dubbio, come quello dell’alluminio ad esempio, che a differenza della maggior parte di metalli, se non si esagera con le leghe è riutilizzabile in eterno.
Bricke
29 nov 2005 - 18:41 - #12Non mi ritengo pessimista anzi! Altrimenti nemmeno scriverei su questo blog e mi limiterei ad aspettare che tutto collassi. Ma non voglio nemmeno limitarmi ad aspettare che qualche “capo” mi porti la soluzione!
Io intanto faccio quello che per me è giusto. Cerco di convincere anche chi mi sta intorno. Per il resto si vedrà.