
Vi riporto questa notizia con orrore e anche con una certa ironia e secondo me è una bufala, nel senso che è uno di quei business che conviene solo a chi lo propone. E ve ne spiego il perché. The Guardian scrive che il Governo Usa avrebbe concesso alla Hyperion, una compagnia del New Mexico di commercializzare piccoli reattori nucleari da mettere sotto terra, in una corazza di cemento armato, in grado di rifornire di elettricità circa 20mila abitazioni.
Si tratterebbe di una sorta di “pile nucleari”, che fornirebbero energia pari a 27 GW, al costo di circa 25milioni di dollari per un autonomia di 7-10 anni. Se il costo fosse diviso per 10mila abitanti costerebbe circa 250 dollari a persona. E la storia già puzza come i pannolini di mio figlio. Comunque, alla Hyperion sarebbero arrivati già 100 ordini e una di queste “pile nucleari da giardino” a base di uranio e isotopi di idrogeno, dovrebbe essere installata in Romania. E entro il 2012 la Hyperion potrebbe aprire una nuova azienda in New Mexico per iniziare la produzione di 4000 di queste “pile nucleari”.
Tempo fa anche Ecoblog segnalava questa strana idea della mini centrale nucleare da piazzare in casa, chiarendo che si trattava di uno scherzo. Ancora, vi parlavamo del mini nucleare ideato da Toshiba da collocare in Alaska, ma appunto solo un idea e neanche sperimentabile.
Navigando navigando, invece ho trovato un vecchio post di circa un anno fa, scritto su rantburg dove si annuncia la medesima notizia. Ma il tono è un po’ diverso da quello usato da The Guardian. Dice Greg Mello, intervistato da Rantburg e direttore esecutivo del gruppo antinucleare Los Alamos Study:
Questa idea è da matti e non è degna di troppa attenzione. Naturalmente corruzione e ignoranza potrebbero rendere un po’ di denaro nelle fasi iniziali.
Il 15 ottobre 2008 la notizia ricompare su salon glenrose, ripreso da nextenergynews uscito in maggio. In luglio è su popularmechanics il progetto di Toshiba in Alaska.
Ho scritto a Archivio nucleare segnalando l’articolo di The Guardian e loro mi hanno risposto via mail così:
Ho letto brevemente l’articolo del “The Guardian” che mi ha inviato : l’idea di utilizzare mini reattori è abbastanza “vecchia”. Se non erro ci furono anche ricerche effettuate anni passati anche da enti italiani a tal proposito. La loro utilità sarebbe soprattutto zone isolate e lontane da altri centri abitati. Pensiamo ad un paesino di 10.000-15.000 abitanti in una zona più o meno desertica, oppure isole.
In pratica in tutte quelle situazioni in cui il costo per la realizzazione di infrastrutture (= elettrodotti) per il trasporto dell’ energia elettrica sarebbe elevato.
Federico
La cosa fastidiosa di questa notizia è che oltre a non assicurare un bel niente, e probabilmente a fornire un business conveniente solo a chi lo propone, lascia trapelare l’immagine del reattore nucleare e della stessa energia nucleare, come di un qualcosa di familiare, quasi giocoso che non ha neccesità di particolare manutenzione, facile da possedere, amichevole e sicuro. Ovviamente non c’è niente di più falso! Una centrale nucleare non è un giocattolo e necessita di una tecnologia avanzatissima per la sua gestione e il suo controllo.Io in giardino spero di metterci altri sistemi di microgenerazione possibilmente che sfruttino l’energia del sole e se possibile del vento. E allora mi chiedo, ma cosa c’è davvero dietro una notizia del genere? Qual’è il reale obiettivo?
Via | The Guardian
Foto | Hyperionpowergeneration
da88
10 nov 2008 - 22:05 - #1Non sono contrario al nucleare a priori, come ho gia detto altre volte.
Ma questa se fosse vera, è la trovata più stupida che abbia mai sentito, dopo gli aerei a propulsione nucleare :(
gianni761
11 nov 2008 - 07:07 - #2Beh chiariamo alcune cose. Intanto è impossibile che forniscano energia per 27 GW, essendo il GW un’unità di potenza e non di energia. Poi non sono unità generative domestiche ma per scopi molto ben specifici: la fornitura continua di elettricità e calore a comunità isolate (come la città di Galena in Alaska) il supporto ad attività industriali estrattive in zone impervie o in mare. Richiederanno comunque la presenza di tecnici anche solo per gestire la parte convenzionale del sistema (turbina).
Piccoli reattori nucleari esistono da sempre e non hanno mai dato particolari problemi, pensiamo ai sottomarini e portaerei nucleari e ai rompighiaccio sovietici. Oltretutto questi reattori della hyperion si basano su un reattore di ricerca particolarmente collaudato e diffusissimo in tutto il mondo, in Italia ce ne sono due, uno a Pavia e l’altro a Roma.
Se poi l’idea avrà un futuro commerciale è tutto da vedere.
Non dimentichiamoci che tali
stever
11 nov 2008 - 09:16 - #3urgh ! a Roma ? dove è questo minireattore…tanto x curiosità :-O
gianni761
11 nov 2008 - 09:34 - #4Alla Casaccia all’ENEA.
mm
11 nov 2008 - 11:21 - #5La Toshiba produce questi gioiellini da 200 kw.
http://www.nextenergynews.com/news1/next-energy-news-toshiba-micro-nuclear-12.17b.html
Magari averne uno in giardino!
Alter_EGO
12 nov 2008 - 12:01 - #6Non sono in grado di scendere nel merito tecnico dell’articolo, ma l’unico futuro dell’uomo è avere tanta energia elettrica da caricare l’auto e scaldare la casa di notte.
Non capisco il tono così “incredulo” dell’articolo, che parla di “pericolosità” del nucleare quando l’idroelettrico ha fatto molti più morti.
Questa mi pare una soluzione molto più ragionevole che scaldare una casa o caricare un’auto con il solare, magari in zone dove la notte fa freddo perchè di giorno nevica.
O una città come Milano, dove nebbia e foschia sono l’ordine del giorno.