Una compagnia americana, la Geoplasma di Atlanta, “elaborerà” fino a 1.500 tonnellate di rifiuti al giorno con la tecnologia della torcia al plasma, per immettere nella rete elettrica della Florida fino a 60 MW di energia, che, come si scomoda a spiegare Scientific American, sarebbero sufficienti ad alimentare circa 50.000 abitazioni.
Su EcoBlog abbiamo già avuto modo di parlare di questa tecnologia che vaporizza i rifiuti indifferenziati con un flusso di gas ad altissima temperatura detto plasma, e che viene venduta come versione pulita dei cosiddetti inceneritori termo-valorizzatori, mentre, come sa chi ci segue, le cose non stanno proprio così.
Con i volumi di spazzatura prodotta nelle società più consumistiche, la generazione di elettricità dai rifiuti è senza dubbio un grosso business, quindi non c’è da stupirsi che la favoletta della vaporizzazione pulita abbia attecchito nel paese più consumista del mondo.
Infatti vicino al confine con Ottawa, anche il Gruppo PlascoEnergy sta costruendo un’altro impianto al plasma, che produrrà 21 MW e, come quello di Geoplasma, si prevede entrerà in funzione per il 2011.
Stupisce che in America non ce li abbiano costruiti prima dei sistemi con torcia al plasma, visto che quello di Geoplasma in Florida sarà il primo ad entrare in funzione nel paese a stelle e strisce.
Via | Scientific American
Foto | isado
Androide85
18 nov 2008 - 19:20 - #1Mamma mia… all’idiozia non c’è mai fine, che tristezza…
dorylinux
18 nov 2008 - 19:37 - #2…AmericaNate = Cag**e nate in america!
Speriamo che, come si dice in ambito scacchistico, “il nero, muove e vince” …in due mosse. ;-))
Sauzer
19 nov 2008 - 10:51 - #3Ma siete veramente convinti che Scientific American si sia “scomodata” a scrivere un articolo di mezze verità o con analisi grossolane?
Il fatto è che l’ambientalismo del giorno d’oggi è sostanzialmente un movimento integralista che non è in grado di offrire soluzioni tecnico-scientifiche in grado di risolvere i problemi ambientali giungendo a dei compromessi necessari.
Ragionando in quest’ottica non risolveremo mai niente…
tassinari.mauro
19 nov 2008 - 11:17 - #4Le risorse non sono infinite; se le bruciamo prima o poi rimaniamo senza materie prime.
Inoltre buona parte delle schifezze che finiscono nel pattume (elettronica, metalli, …) è roba che non brucia. Dove va a finire?
(Lavoiser, questo sconosciuto…)
GovindA
19 nov 2008 - 11:56 - #5Sauzer, no far di tutta un erba un fascio, perche gli “ambientalista” non esiste più, ora ci sono solo cittadini che hanno preso coscienza dei rischi che comporta una mal gestione dei rifiuti, e che ha anche capito che in questa mal gestione c’è chi ci specula facendo bei soldoni. Non è vero che non propongono soluzioni, ma le scelte che fanno la differenza devono venire da chi i rifiuti li produce a monte.
Perche i produttori di elettrodomestici (nella stragrande maggioranza) non ritirano i loro prodotti usati?
Perche i produttori che creano imballaggi non si impegnano al loro ritiro e riutilizzo?
Perchè solo pochissime ditte si impegnano sulla ricerca di materiali a basso impatto ambientale?
la risposta è una per tutti: sono sforzi che richedono un costo che non vogliono affrontare visto che ci sono 1001 modi per aggirare il problema.
Naturo
19 nov 2008 - 12:00 - #6perchè avete barrato inceneritori????????????????????
miseria siete un blog serio o no????
termovalorizzatore è una futile parole i.d.i.o.t.a. che usiamo solo in italia!!! nel mondo è “inceneritore”, perchè è quello che fa!!!!
mi meraviglio di voi
eymerich73
19 nov 2008 - 12:13 - #7Naturo hai frainteso.
Proprio perché termovalorizzatore è una futile parole i.d.i.o.t.a. è scritto inceneritori barrato :)
I termini barrati di solito lo sono proprio per attirare l’attenzione sul fatto che è stato usato un eufemismo invece del termine barrato.
pagliaccio
19 nov 2008 - 13:41 - #8Un termovalorizzatore non vale un altro. I gas di scarico oggigiorno non sono più il problema se non per il CO2. I filtri ad ionizzazione e a lavaggio eliminano i poveri fini. Se uno poi a casa lascia ascugiare i resti della verdura e frutta aumenta l’efficacia del sistema.
Che si produca elettricità ogni volta che si riscalda e d’obbligo, portando la resa dell’insieme sopra 80%.
Per dare un giudizio su gli inceneritori e necessario esaminare il progetto e la realizzazione quindi la trasparenza del concorso e della costruzione.
In primis sicuramente sarà gratificante ridurre la quantità e poi portare avanti il riciclaggio.
Poi pensando che non è completamente sbagliato riscaldare con la legna magari servono anche altre sostanze che ci regala la natura.
C’è comunque un argomento a favore degli inceneritori è che i depositi non veramente sono una soluzione.
Naturo
19 nov 2008 - 17:21 - #9eymerich;
se è così allora vi siete ripresi la mia fiducia in un lampo!!!bravi!!!;)))))))))))))
Androide85
19 nov 2008 - 18:27 - #10@ pagliaccio
I filtri non eliminano un bel niente. Eliminano il 99% delle polveri. Sì, ma delle polveri primarie filtrabili. Che sono l’1% del totale. Poi ci sono le polveri primarie non filtrabili (chiamate così non a caso).
E poi le secondarie (se c’è un primario c’è anche un secondario), che si formano in altre sedi, lontano dalla ciminiera di uscita. Per queste non esiste nessun filtro per definizione: non puoi filtrare qualcosa che si formerà nel futuro e soprattutto in un altro posto.
Rolloden
20 nov 2008 - 17:52 - #11Alcune considerazioni interessanti sugli inceneritori, quello che emettono etc etc… le trovate qui:
http://www.stefanomontanari.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1415&Itemid=62
eymerich73
20 nov 2008 - 17:57 - #12Anche la ricerca nel blog con chiave fornisce risultati interessanti :)
http://www.ecoblog.it/cerca/montanari
MARCELLO SANNA
10 nov 2011 - 13:23 - #13I sistemi a plasma sono utilizzati in America da oltre 20 anni specialmente in ambito militare.
Perchè non sono diffusi nel trattamento rifiuti ? Perchè gli USA, a differenza dell’Italia, posseggono sterminate estensioni di territorio da adibire a discarica. Spendono niente e non gli interessa niente di ciò che interrano.
New York, dato l’elevatissimo indice di antropizzazione, ha in progetto di costruire un plasma a 24 reattori da adibire anche alla bonifica dei fanghi del porto. Le prove sono in atto.
Il Giappone ha diversi impianti attivi.
La Francia ne ha 1 dove inertizza amianto. E lo inertizza davvero: non come in Italia !
E’ in costruzione 1 impianto per trattare RSU di dimensioni quadruple rispetto a quello esistente.
In India ne sono in progetto o in fase di costruzione 4.
In Cina e Russia valgono le considerazioni fatte per gli USA.
Non sto ad annoiare nessuno con altre notizie.
Questo blog da comunque notizie false : gli studi e le evoluzioni del plasma termico sono state fatte in Italia. Che fu anche fra le prime Nazioni a costruire il prototipo del reattore.
Che dimostrò quanto prometteva: altissima efficienza nell’eliminazione del rifiuto, bassissima quantità di inquinanti emessi, bassissima quantità di scorie totalmente inerti e riciclabili.
A fronte del ricorso alla discarica, a fronte dell’inquinamento generato dagli inceneritori, a fronte del cervellotico e costosissimo ricorso alla differenziata SI OPPONE LA SCUSA DELL’ELEVATO CONSUMO DI CORRENTE di un plasma. Forse la vita e la salute della gente non valgono una bolletta ?
Forse i costi di una bolletta sono superiori a pagare navi o treni che portano i rifiuti a 2000 km di distanza ?
Altro fattore da non sottovalutare è la modularietà dell’impianto che permette di costruire piccoli impianti distribuiti nel territorio in modo da limitare il trasporto rifiuti determinando quindi un notevole risparmio di produzione di CO2.
Infine, cosa di cui non si parla mai, con un plasma è possibile fissare CO2 sequestrandola da siti che ne producono in quantità elevate (raffinerie, inceneritori, fonderie, fabbriche chimiche etc).
Altra cosa di cui non si parla è l’efficienza nell’inertizzazione di moleche organiche pericolose (exp. farmaci , rifiuti ospedalieri…) (radionuclidi di ogni tipo)….
Mi raccomando: continuate a diffondere le vostre cazzate. Fate proprio un bel favore alla gente.
MARCELLO SANNA
10 nov 2011 - 13:40 - #14Vedendo i commenti sembrerebbe che l’Italia sia popolata da geni usciti dall’Università di Paperopoli.
Che forse non sanno che un reattore a plasma è in grado di produrre, attraverso un ‘integrazione con un sintetizzatore FT e un fotobioreattore, prodotti come:
vitamina B1, biodiesel senza zolfo, e altri interessantissimi materiali.
Il tutto in un ciclo bioenergetico in cui viene coinvolta anche l’energia fotochimica prelevata dall’irradiazione solare.
Gli ultimi brevetti sono stati depositati due anni fa. E non Paul Connett o Pecoraro Scanio ma da Istituti Universitari di fama mondiale. E due di questi SONO ITALIANI !