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L'informazione italiana ed il nucleare

Pubblicato: venerdì 14 novembre 2008 da Roberto Bosio

mr burns

Nell’informazione sul nucleare non si fa cenno a nulla che possa mettere in difficoltà anche il più convinto nuclearista. Ad esempio che ha costi proibitivi, molto più alti del risparmio e dello sviluppo delle fonti rinnovabili. E dire che basterebbe citare qualche dato: per incapsulare e disporre in condizioni di sicurezza le scorie ad alto livello di radioattività, si dovranno spendere negli Stati uniti oltre 110 miliardi di dollari (al valore del 1996), in Canada 9,7 miliardi, in Francia e Germania, rispettivamente oltre 7 e 5 miliardi.

Per tentare di dare una collocazione definitiva alle scorie nucleari USA – si dice pari a 37 milioni di metri cubi – e per cercare di decontaminare le aree dove si trovano i rifiuti nucleari di origine militare, il Dipartimento dell’energia ha pensato a quello che probabilmente è il più grande e costoso progetto elaborato dall’uomo. Si pensa di impiegare da 70 a 100 anni per una spesa preventivata che dovrebbe oscillare tra i 200 e i 1.000 miliardi di dollari…

Tutte queste tra l’altro sono stime. In realtà, determinare il costo per la conservazione per migliaia di anni delle scorie è praticamente impossibile, e noi non sappiamo nulla nemmeno sul comportamento dei materiali che dovrebbero imprigionare gli elementi radioattivi. Un team di studiosi inglesi ha analizzato la struttura atomica dello zircone, un materiale ceramico naturale e durevole, prima e dopo averlo mescolato a plutonio, uranio e torio (questa era uno dei cosiddetti sistemi sicuri per conservare le scorie per migliaia di anni). Le radiazioni hanno distrutto la struttura atomica del materiale cinque volte più velocemente di quanto previsto, per cui i contenitori delle scorie potrebbero rilasciare radiazioni dopo soli 1.400 anni - e il plutonio è ancora pericoloso dopo decine di migliaia d’anni.

Un altro esempio di cattiva informazione è il seguente: i supporter del nucleare affermano in continuazione che l’Italia ne ha bisogno per risolvere i problemi energetici. Peccato che si dimentichino poi di dire che in un paese come la Finlandia - anche secondo l’ENEA - ci vorranno 13-14 anni per realizzare un nuovo impianto. Forse anche di più. Quanti anni ci vorranno prima che venga - si spera di no - prodotto in Italia il primo kilowatt di energia nucleare?
E nel frattempo come si risolveranno i problemi energetici italiani?

Via | ENEA, Zona Nucleare, Fermiamo Mr Burns
Foto | Flickr

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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Tetsuro-2

    Tetsuro-2

    14 nov 2008 - 16:24 - #1
    0 punti
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    Bravo, ottimo articolo.

  • Profilo di Tetsuro-2

    Tetsuro-2

    14 nov 2008 - 16:45 - #2
    1 punto
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    Piccolo OT:

    Per chi vuole discutere tra amici di ambiente e natura, e vuole contribuire in qualsiasi modo, ho aperto un gruppo su Facebook.

    Partecipate numerosi (ecoblog.it l’ho inserito tra i siti collegati cosi’ rendiamo piu’ forti le due comunita’.. sempre di proteggere l’ambiente si tratta).

  • Profilo di Androide85

    Androide85

    14 nov 2008 - 16:48 - #3
    5 punti
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    Sì, bell’articolo complimenti.
    L’informazione è la chiave di tutto, solo con l’informazione è possibile abusare dei cittadini in questo modo.
    Lo dimostra la vergognosa propaganda attuata a proposito dei rifiuti di Napoli.
    Il libro “shock economy”, di cui consiglio vivamente la lettura a tutti, è illuminante in questo senso. Viene creato uno shock, viene ampliato (importantissimo) attraverso la propaganda cosicchè i cittadini non solo siano pronti ad ogni soluzione ma siano essi stessi a chiedere LA soluzione. La soluzione, quella che si voleva fin dal principio e per la quale è stato creato lo shock stesso. Applicato a napoli: gli inceneritori.
    E ora cercano di fare così con il nucleare.

  • lndirizzofasullo

    14 nov 2008 - 20:52 - #4
    -3 punti
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    “Tutte queste tra l’altro sono stime.”
    di un pazzo furioso scappato dal manicomio, aggiungo io.
    datti foco!

  • Profilo di Alsoinmybackyard

    Alsoinmybackyard

    14 nov 2008 - 21:46 - #5
    0 punti
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    Questo articolo mi sembra del tutto fazioso e disinformato.
    Anzitutto le scorie passate e future non sono un problema affatto, non ha senso spendere soldi in quel modo senza nessuna resa economica. Direi chè meglio fare una buca in un posto con pochi giornalisti e rompiscatole vari (tipo in Africa o dove vi pare) e metterle là. Oppure c’è sempre il mare che è grande e quando butti giù i barili poi vanno a fondo e non si vede più nulla.
    Se qualcuno dovesse indagare e rompere con la orale o l’ambiente allora si potrebbero spendere dei soldi, ma non molti, per corromperli o per farli sparire.
    Quindi vai col nucleare! finchè si fanno soldi si guadagna e dopo si fa così! zero spese e tutti felici!

    Scusate, era la sindrome Cossiga…

  • Profilo di Alter_EGO

    Alter_EGO

    15 nov 2008 - 17:58 - #6
    0 punti
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    Maledetti nuclearisti e dire che il nucleare costa di più! Infatti in Italia, dove non c’è il nucleare, l’energia elettrica costa 23cent/kWh, meno che in Francia, dove c’è il nucleare e costa 12 cent/kWh !!!



    Non capisco… ci sarà sicuramente qualche complotto degli americani!

    Fonte:
    http://www.autorita.energia.it/relaz_ann/07/1_1.pdf
    Pag 21

  • Profilo di ciquta

    ciquta

    16 nov 2008 - 17:57 - #7
    0 punti
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    Nessun complotto alterego, semplicemente il costo della bolletta può non tenere in considerazione tutta una serie di costi che per esempio in francia vengono puntualmente coperti dalla corte dei conti e quindi dalle tasse. Infatti nelle nazioni dove il mercato dell’energia è liberalizzato il nulceare è al palo da decenni, mentre al contrario viene sviluppato dove c’è uno stato che si sobbarca i costi.

    Se comunque non vuoi darmi retta e continuare a ragionare in quei termini, sappi che hai comunque pestato una mèrda in quanto l’energia costa meno nei paesi europei denuclearizzati rispetto agli altri:
    www.confartigianatotorino.it/documenti/servizi/Energia%20elettrica_Confartigianato_Comunicato%20_2_.pdf

    Sei tu stesso un prodotto della disinformatja di cui si parlava nell’articolo.

  • Profilo di Alter_EGO

    Alter_EGO

    17 nov 2008 - 00:17 - #8
    0 punti
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    @ ciquta

    “Sei tu stesso un prodotto della disinformatja di cui si parlava nell’articolo.”
    E invece sono una persona normale come te e tutti quanti. Io cerco sempre (a volte fallisco) di rispettare il mio interlocutore come forma di rispetto per me stesso.
    Mi considererei poco intelligente a perdere tempo con persone in malafede, sciocche o che non vogliono parlare.

    Il tuo documento non paragona le nuclearizzate con le denuclearizzate, ma sottolinea l’esagerata imposizione fiscale sull’energia in Italia. Nel documento si paragonano le tariffe italiane con le denuclearizzate perché l’Italia è denuclearizzata. Fra l’altro che senso ha metterci Danimarca (caso particolarissimo) e Lussemburgo (grande come la Lombardia…).

    La frase “[il nucleare] ha costi proibitivi, molto più alti del risparmio e dello sviluppo delle fonti rinnovabili.” è contraddetta dalla realtà quando:
    a) I paesi in via di sviluppo stanno costruendo un casino di impianti nucleari.
    b) I paesi denuclearizzati NON sono nettamente più economici quanto ad energia. Altrementi noi non compreremmo energia dalla Francia (permettendole di coprire parte dei costi) ma sarebbe il contrario.

  • Profilo di ciquta

    ciquta

    17 nov 2008 - 01:09 - #9
    0 punti
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    Se il lussemburgo ti da fastidio ignoralo e guarda che anche le altre nazioni europee non nuclearizzate hanno un costo dell’energia inferiore a quello della francia. Visto che in base al tuo ragionamento di prima questa è condizione necessaria e sufficente per capire quale sia la tecnologia più economica, dovresti concludere che non è vero che il nucleare non lo è.

    Ma come dicevo prima il costo della bolletta dipende da mille altri fattori e infatti tanti costi non vengono conteggiati. I buchi che il nucleare ha fatto nei conti di Francia e Inghilterra sono realtà.
    E poi com’è possibile, per esempio, che il nucleare in germania costi 2 volte e mezzo di quello della Francia? E’ talmente ovvio il fatto che i costi siano drogati da altri fattori, che nessun privato vi investe, incluso l’uomo più ricco del mondo che ha da poco sentenziato essere una fonte assolutamente antieconomica dopo aver studiato l’opportunità di investirvi.

    Altro che complotti e giochini di numeri “cucinati”…. parliamo di cose concrete se vogliamo fare una informazione seria, poi ognuno la penserà come vuole. Ma basta vedere chi si oppone ad una informazione trasparente e non revisionista a tutti i costi, per vedere da che parte si vuol far tirare il vento.

    Ultima cosa: noi dal nucleare francese, al contrario di quanto vogliono far credere i disinformatori, importiamo una piccola percentuale del nostro fabbisogno (circa l’8%), gran parte della quale viene importata di notte quando i francesi a causa del calo di domanda sono costretti a svendere l’energia che i reattori producono in esubero. Altro che costi d’egitto…
    .
    P.S: Tipico delle persone in malafede concentrarsi su un cavillo per screditare tutto il resto.

  • Profilo di Alter_EGO

    Alter_EGO

    17 nov 2008 - 11:08 - #10
    0 punti
    Up Down

    ciquta

    Calma calma, ti do ragione sul fatto che i costi dell’energia sono drogati da tasse (per appesantirli) o contributi (per alleggerirli).
    Scusa ma su questo “guarda che anche le altre nazioni europee non nuclearizzate hanno un costo dell’energia inferiore a quello della francia.” non posso che darti torto, almeno secondo li documento che ho postato.

    E cmq le nazioni denuclearizzate del tuo documento mica vanno solo ad eolico o solare, ma a carbone e gas (che a date condizioni sono più economici del nucleare).
    Sempre secondo il documento che ho già postato (mi dispiace, non ne ho trovati di altri, istituzionali, che diano un chiaro confronto fra nucleare ed eolico/solare) non mi pare proprio che ci sia questa netta differenza.

    Aridaje… io no sono in malafede, e non possiedo centrali nucleari o altro. E non credo che tu sia in malafede, altrementi non palrerei con te.
    Anzi, io il documento che hai postato l’ho letto perché non pensavo fosse una perdita di tempo.
    Screditare il tuo interlocutore non è un modo per avere ragione, ma solo per dimostrare che non sai scegliere con chi parlare.

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