Il World Energy Outlook (WEO) dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) rappresenta un appuntamento ineludibile per tutti gli esperti di energia, gli ambientalisti ed i politici del mondo intero. Di conseguenza, in quest’anno caratterizzato da turbolenze-record nei settori delle materie prime, petrolifero ed ora della finanza e dell’economia in generale, l’uscita del WEO 2008 é stata “vegliata” con un’attenzione particolare.
L’Agenzia parigina rassicura che il mondo ha sufficiente petrolio per i prossimi 40 anni, nei termini usuali espressi dal quoziente Riserve/Produzione annua = anni (al consumo attuale), ma avverte che passare dagli attuali 85 milioni di barili al giorno ai 106 del 2030 costerà molto. Questo perché, già nel 2015, circa 30 milioni di barili dovranno essere prodotti da altri pozzi o con altri metodi. Cina ed India saranno responsabili di metà della crescita della domanda di energia primaria ed il Medio Oriente contribuirà per un ulteriore 11%.
La struttura in tre parti del WEO 08: 1) Tendenze mondiali dell’energia al 2030; 2) Prospettive della produzione di petrolio e gas naturale e 3) Il ruolo dell’energia nella climate policy (su 569 pagine!) rivela la vastità delle analisi prodotte e le molteplici prospettive considerate. Una tendenza tuttavia appare evidente, il petrolio sta cambiando e dovrà essere prodotto sempre più da nuovi giacimenti e grazie alle tecnologie di sfruttamento più avanzate (e relativi costi) applicate a quelli esistenti, per far fronte ad un declino stimato al 5/9% l’anno.
Via | International energy Agency (pdf pag 22)
Foto | David C. Foster
tob
13 nov 2008 - 17:21 - #1“passare dagli attuali 85 milioni di barili al giorno ai 106 del 2030 costerà molto.”
I 150 $/barile di quest’estate hanno fatto crollare l’economia americana.
Solo una drastica diminuzione dei consumi ha riportato il prezzo al valore dell’anno scorso ed ora non credo che l’estrazione possa crescere fino a 106 milioni di barili al giorno.
Hubbert, questo sconosciuto….
http://www.aspoitalia.net/documenti/bardi/hubbertintro/hubbertintrojun04.html
filoverde
13 nov 2008 - 18:09 - #2E mica mi sembra una buona notizia. In pratica le riserve stanno sulla via dell’esaurimento. Per i prossimi 40 anni significa dietro l’angolo.
Giancarlo, mandi questo post a tutto il Governo italiano, pliz?
Marina
da88
13 nov 2008 - 21:48 - #3Sempre nuovi giacimenti… accelerare verso le nuove tecnologie gli fa proprio schifo?!!!!
Ermange
14 nov 2008 - 10:52 - #4Concordo con da88…invece che perdere tempo a calacolare quanto possiamo ancora sfruttare il petrolio sarebbe meglio spendere tempo e soldi (soprattutto) per capire come sfruttare e potenziare l’energia da fonti rinnovabili!
Ermange
14 nov 2008 - 10:57 - #5A riguardo ecco le parole di Nobuo Tanaka (direttore dell’agenzia internazionale dell’energia): “Dobbiamo avviare una rivoluzione globale dell’energia migliorando l’efficienza energetica e incrementando l’utilizzo di fonti a basse emissioni” altrimenti si andrà incontro alla “tempesta perfetta” del settore energetico.
cesant
14 nov 2008 - 11:55 - #6ma con il petrolio non si fa solo energia… anzi, molto si usa per fare altro… tipo le tastiere dei ns PC!!
quindi, è un giudizio personale, solo uno stupido può essere felice da un possibile esaurimento del petrolio… possibile, molto meno di probabile….
mauro lodi
14 nov 2009 - 13:11 - #7con il petrolio non si fa solo movimento terra (ve lo immaginate a spostare camion e trattori con l’energia fotovoltaica?!? impossibile) ma anche la plastica e le medicine.
il fatto che qualcuno abbia avuto il coraggio di uscire allo scoperto mi fa pensare che la situazione è già grave e che ne pagheremo le conseguenze a breve