Scienza e sentimento (Einaudi pagg. 151, 9 euro) è l’ultimo lavoro di Antonio Pascale, napoletano, 42 anni, agronomo che lavora al Ministero delle Politiche agricole, che in 151 pagine difende gli OGM.
Io non l’ho ancora letto e prestissimo lo farò perché mi ha incuriosito la sua intervista su Vanity Fair del 12 novembre in cui viene presentato come un bello e maledetto della letteratura con tanto di foto intimista-chic-scapigliato-barba di 3 giorni-camiciagiusta-pantalonegiusto-posagiusta.
Insomma il contrario dello studioso occhialini-camicebianco-sotuttoio a braccetto con le multinazionali. Solo questione di look?
Ecco cosa dichiara:
Oggi centinaia di studi dimostrano che le colture OGM non fanno male e che anzi, rappresentano un innovazione positiva. Basterebbe leggerli. Eppure persone come Beppe Grillo e Mario Capanna attuale presidente della Fondazione Diritti Genetici, affrontano la questione sempre con lo stesso pressapochismo.
E prosegue:
Per esempio, non è vero che i semi ottenuti da colture OGM sono sterili. Dagli anni sessanta i contadini non utilizzano semi prodotti dalle piante che hanno coltivato, che siano o no OGM, perché tutti i semi che abbiamo oggi sono frutti di incroci realizzati in modo tale che la prima generazione dia il massimo risultato dal punto di vista quantitativo e qualitativo . Dopodiché se usassimo i semi prodotti da quel raccolto avremmo piante difettose e malate.
E parte con la stoccata all’ agricoltura biologica e ai suoi prodotti, che secondo lui, non subirebbero controlli accurati:
E’ un problema sopratutto italiano: uno dei difetti della burocrazia è quella di credere di più alle carte che ai propri occhi. Invece di andare a vedere se un azienda biologica rispetta davvero le regole, ci si fida di quello che c’è scritto sui documenti al Ministero. Che guarda caso sono sempre a posto.
Credo che un ragionamento simile valga anche per gli OGM e Enrica Brocardo che lo ha intervistato, salta a piè pari la possibile rilevazione e incalza sul biologico. Antonio Pascale prosegue:
Il sospetto è che se io ti pago, di conseguenza tu mi certifichi. Anche perché se non lo fai posso rivolgermi a un altro. Un po’ come succede per la revisione delle automobili: vado in un officina, pago il meccanico e quello mi dice che è tutto a posto.
E dulcis in fundo si esprime su Slow Food e spesa a chilometri zero:
Ma se il pecorino siciliano lo mangia solo la gente del posto, diventa antieconomico e quindi si perde la tradizione. Come si fa a farlo mangiare anche a me che vivo a Roma? Se il pecorino è a chilometri zero e non si sposta, allora i chilometri per raggiungere il pecorino devo farli io.
Una considerazione, infine. Un argomento come OGM che sbarca così, damblé su un settimanale femminile, credo tra i più letti mi lascia sgomenta: gli OGM argomento da salotto buono? OGM argomento da parrucchiere? E le ragioni di chi non ci sta sulle colture geneticamente modificate dove sono? Siamo d”accordo che è un intervista, ma l’altra campana comunque non c’è e lui, Antonio Pascale, mette le mani avanti e dice:
Per questo libro mi faranno a pezzi
E già me lo immagino che lo dice mentre fa lo sguardo alla Daniele Pecci.
Via | Vanity Fair, 12 novembre 2008, pagg. 197-198
»L’Efsa approva 3 mais OGM
»Il piano segreto dell’Europa per promuovere gli OGM
pentolaccia
13 nov 2008 - 12:47 - #1La frase sul pecorino è da incorniciare….qualsiasi cosa voglia dire
ebisu
13 nov 2008 - 13:06 - #2Che fa, si fascia la testa? Secondo me ha mangiato troppi OGM ed è diventato così! In realtà prima della scorpacciata era identico a Gervaso!
caiofabricius
13 nov 2008 - 13:07 - #3Le revisioni auto e le ispezioni degli enti certificatori Bio ESISTONO e sono una SICUREZZA IN PIU’.
Il convenzionale semplicemente NON HA questo ulteriore livello di controllo.
Poi ognuno “GIUDICA GLI ALTRI col proprio cuor”.
Il PRESSAPOCHISMO DEI LUOGHI COMUNI è TERRIFICANTE.
Non a caso ci governa un corrottolo a forza di slogan e sondaggi che affondano nei più triti e volgari beceri “sentito dire”.
In ogni caso l’agricoltura biologica NON RINNEGA i progressi e le conoscenze scientifiche, anzi, ma ne coglie gli aspetti più utili e condivisibili. Allagare il mondo di chimica e falso progresso era un obiettivo DEMENTE degli anni’60….
Un prodotto bio è più in sintonia con l’armonia del territorio e spesso più ricco di nutrienti, più povero di residui, meno”facile” da coltivare, inevitabilmente più costoso, ma di pochi centesimi , gli stessi che si sprecano per accendere qualche decimo di secondo i vari FETICCI grandi o piccoli.
Nessuno VI OBBLIGA, MA NON OBBLIGATECI…
tob
13 nov 2008 - 14:13 - #4“le colture OGM non fanno male e che anzi,”
Da cosa dipenderebbe l’aumento delle allergie alimentari?
Mai sentito parlare di morbo celiaco?
http://www.mednat.org/alimentazione/grano_storia.htm
gli scienziati hanno usato neutroni, raggi X, ethyl methane sulphonate (un potente cancerogeno) per danneggiare il DNA e generare *casualmente* i cereali mutanti oggi comunemente in uso
http://www.mednat.org/alimentazione/grano_storia.htm
tob
13 nov 2008 - 14:16 - #5Spesa a Km 0:
Una cosa è mangiare occasionalmente un formaggio DOC dalla sicilia, un altro discorso è comprare/rubare latte, zucchero, frutta, carne dai paesi del 3° mondo solo perché la costano meno.
g001
13 nov 2008 - 15:54 - #6Su wikipedia ho trovato un omonimo, coetaneo, originario di Napoli come lui (http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Pascale)
Gli somiglia anche….
Però non lavora al Ministero delle Politiche Agricole ma fa il giornalista/scrittore.
O si tratta di un omonimo-coetaneo-compaesano-che-gli-assomiglia oppure è uno studioso di giorno e giornalista di notte.
caiofabricius
13 nov 2008 - 16:21 - #7Vorrei ricordare al “collega” che la maggioranza delle sementi ancora NON SONO ibridi F1 e quindi potrebbero essere riseminate. In primis frumento duro e tenero (2 milioni e mezzo di ettari in Italia).
Gli indubbi vantaggi della conoscenza scientifica non devono scivolare nel PRESSAPOCHISMO dell’accettazione ACEFALA degli eventi.
L’uso della chimica e dei derivati del petrolio ha portato indubbi benefici all’agricoltura e al benessere generale, MA SE NE SONO VISTI E SPERIMENTATI I DANNI ,anche gravissimi, legati agli ECCESSI NON SEMPRE IN BUONA FEDE.
Ci sono coraggiosi e concreti tentativi per aggiustare la rotta seriamente e razionalmente, non buttando il bambino con l’acqua sporca.
Chi lavora al MINISTERO (!!!) ’ste cose le DOVREBBE ALMENO AVER ORECCHIATE….
filoverde
13 nov 2008 - 16:30 - #8@g001
Bè ti posso dire che effettivamente è lui, ma la pagina mi sembra incompleta. Qui si trova il riferimento alla sua professione di ispettore per il Ministero delle Politiche agricole. http://www.lettera.com/articolo.do?id=12188
L’intervista riportata da Vanity fair e da me usata come fonte riferisce appunto che è un dipendente al Ministero delle politiche agricole.
Infine, a pagina 16, della rassegna stampa degli allevatori del 4 novembre 2008, ho trovato questo articolo uscito su Il Riformista in cui Pascal è definito scrittore.
http://www.aia.it/admin/rassegne_stampa/Novembre408.pdf
Bè proverò a contattarlo e a chiedergli cosa fa davvero per mestiere…
g001
13 nov 2008 - 16:50 - #9@filoverde
grazie per la precisazione.
Al primo link che mi hai dato leggo che racconta in questo modo il suo lavoro al Ministero: “mi occupo di calamità naturali e valuto la concedibilità dei contributi statali alle zone colpite da eventi calamitosi dopo aver verificato l’entità dei danni subiti in rapporto allo stato di manutenzione dei luoghi”.
Nulla quindi a che vedere con gli OGM.
Il fatto che sia dipendente del Ministero lo trovo pertanto irrilevante ai fini di giudicare l’attendibilita’ e la serieta’ del suo libro.
Sara’ magari competente in materia, ma la sua competenza non mi pare che discenda dal suo impiego.
Ciao :-)
filoverde
13 nov 2008 - 17:13 - #10@g001
In realtà lui è laureato in agraria. Ora non so se sia per questo più o meno competente. A leggere l’articolo de Il Riformista si scopre che è stato anche attivista per Greenpeace. Di certo pubblica per Einaudi una casa editrice seria.
geppe67
13 nov 2008 - 18:35 - #11bene, nutriamo Antonio Pascale per 10 anni esclusivamente con OGM. se non gli succederà nulla li mangerò anch’io.
Marina vai a fare questa proposta al Pascale.
poi vediamo se si riduce come i topolini di vienna…
g001
13 nov 2008 - 18:47 - #12@filoverde
il senso del mio intervento era sottolineare che “lavorare per il ministero delle politiche agricole”, quando il lavoro consiste in tutt’altra attivita’ (assegnare fondi a seguito di danni dovuti a eventi calamitosi) non aumenta l’autorevolezza del libro.
Certamente sara’ un libro interessante e documentato, ma questo sara’ dovuto alla laurea dell’autore e ad altri “meriti”.
Tirare in ballo il suo datore di lavoro lo trovo fuorviante.
Daniele_
13 nov 2008 - 20:57 - #13Ma perche’ ci poniamo questi cacchio di problemi di culture modificate quando sta benedetta natura ci ha nutriti senza noia per migliaia di anni?? che razza di sviluppo e’ questo? questo e’ quello che si chiama “giocare a fare Dio”!
Passiamo dal naturale, al trattato per poi passare all’ogm perche’ meglio del trattato, quando potremmo tornare al naturale che e’ l’unico veramente sano!
ma e’ possibile che si debba “artificiare” ogni cosa?
Una razza decisamente destinata a sparire.
filoverde
13 nov 2008 - 21:34 - #14@g001
Ma mica è colpa mia se lui lavora al Ministero e comunque ha una laurea in agraria? Io non so se è competente, o se il lavoro incida o meno in quanto pubblica, di certo è la sua biografia e come tale la tratto.
caiofabricius
13 nov 2008 - 22:07 - #15..”perché tutti i semi che abbiamo oggi sono frutti di incroci”
Chi era il suo professore di Agronomia e Coltivazioni?
“Il sospetto è che se io ti pago, di conseguenza tu mi certifichi. Anche perché se non lo fai posso rivolgermi a un altro. Un po’ come succede per la revisione delle automobili: vado in un officina, pago il meccanico e quello mi dice che è tutto a posto.”
Affermazioni false e gravissime, ancor di più se provengono da dentro il Palazzo.
In ogni caso la certificazione del convezionale e del sottoplasticaenienteterranèsolesolochimica NON PUO’ ESSERE FALSA SEMPLICEMENTE PERCHE’ NON C’E', NON ESSENDO PREVISTA.