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Il ritorno del Nucleare in Italia

Pubblicato: 13 nov 2008 da eymerich

Commenti dei lettori

Centrali nucleariEra il 20 settembre quando il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dichiarò ufficialmente che entro la primavera del 2009 il governo presenterà un Piano Energetico Nazionale che prevederà anche l’ avvio del nucleare.

Invece è notizia di oggi che “al massimo entro il mese di gennaio l’Italia tornerà al nucleare in modo formale”; lo ha dichiarato l’onorevole Enzo Raisi (PdL), relatore del provvedimento collegato alla Finanziaria che sancirà ufficialmente la cancellazione del referendum del 1987 che era e che è, come tutti i referendum, segno tangibile della volontà popolare, sia pure una volontà di gente allora spaventatissima dal caso di Chernobyl.

Ma allora cosa succederà nei prossimi mesi? Cosa faranno quegli italiani che sono disposti alla disobbedienza civile pur di non veder attivare nuove (e vecchie) centrali? Cosa faranno tutti gli altri cui invece il nucleare piace ma che, vittime della sindrome di Nimby, non lo vogliono dietro casa? Proviamo a immaginarlo insieme con la lettura di un racconto.

Il racconto, che poi racconto non è, lo trovate qui, si intitola “a proposito di nucleare”, dalla penna di Sandrone Dazieri, scrittore e sceneggiatore di quelli che lasciano il segno. La sua lettura richiede solo 5 minuti, ma sono 5 minuti di passione e rabbia repressa che pian piano vengono fuori e che alla fine ti colpiscono allo stomaco.

Foto | snaiwedu

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10 commenti

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  • Stregatto86

    13 nov 2008 - 21:28 - #1
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    Il parlamento italiano ha approvato il 30 ottobre 2008 una modifica al ddl 1441 del 5 agosto 2008. Il governo avoca a se qualsiasi decisione in materia di nucleare, con la possibilità di superare il parere di Comuni, Regioni e Province, nonchè la totale esclusione di qualsiasi forma di informazione e partecipazione dei cittadini in deroga a tutte le legislazioni vigenti in materia di urbanistica e ambiente, per scegliere i siti e autorizzare la costruzione di impianti nucleari e di raccolta di rifiuti nucleari precedenti e futuri. La delega consente che i siti di produzione o dismessi o deposti di scorie, possano essere dichiarati aree di interesse strategico nazionale, soggette a speciali forme di vigilanza e protezione e, quindi, oscurati alle richieste di informatica da parte delle popolazioni.
    Infine, il testo prevede l’equiparazione dell’energia nucleare alle energie rinnovabili ponendolo come fonte da privilegiare rispetto alle altre fonti

    http://baloonellatanadelbianconiglio.blogspot.com/2008/11/il-nostro-futuro-radioattivo.html

  • Profilo di joiyce

    joiyce

    13 nov 2008 - 21:29 - #2
    1 punto
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    Spegnere le centrali dopo che il referendum dell’87 aveva abrogato il nucleare è costato agli italiani circa 9 miliardi di euro. Soldi usciti dalle tasche delle famiglie con le bollette della luce per risarcire l’Enel del mancato guadagno e per mantenere in sicurezza gli impianti, che dopo 20 anni sono ancora lì con tutto il loro carico radioattivo. Un’eredità che nessun governo fino a oggi ha saputo affrontare. Ci avrebbe dovuto pensare la Sogin, una società pubblica, nata nel 1999 al momento della privatizzazione da una costola dell’Enel. Il nucleare era un ramo morto dell’azienda e presentarsi agli azionisti con un fardello simile significava partire con il piede sbagliato, meglio accollarlo alle famiglie. Ma fino a oggi la Sogin ha solo provveduto ad allontanare le barre di combustibile dagli impianti e neppure da tutte.
    Nella piscina della centrale di Caorso ce ne sono circa 700, l’equivalente di di plutonio. Altre 1.300 kg47 barre, contenenti 150 kg di plutonio sono in quella di Trino Vercellese: entrambe sono sulla riva del fiume più grande d’Italia. Nella centrale del Garigliano non sanno più dove mettere i rifiuti, in quella di Borgo Sabotino hanno il problema della grafite radioattiva che non si può spostare se non si trova il sito definitivo. A La Casaccia a 25 chilometri da Roma c’è il più grande deposito di rifiuti radioattivi d’Italia, circa 7 mila metri cubi ed è al limite. Ci sono poi 5 kg di plutonio che possono essere usati per fini militari e che da due anni sono in un deposito dove l’impianto antincendio, dopo aver provocato un’esplosione, deve ancora essere omologato. All’Itrec di Rotondella, vicino Matera, da 30 anni un impianto è attivo solo per mantenere in sicurezza le barre di uranio e torio che gli americani ci hanno lasciato in custodia e di cui non sappiamo cosa farne. A Saluggia l’impianto si trova sul greto della Dora Baltea, in un sito che si è allagato tre volte in 15 anni. Ma il problema più grande l’hanno avuto per lo svuotamento di una vecchia piscina che dal 2004 perdeva liquido radioattivo minacciando la falda: avrebbe causato, secondo la testimonianza di un operatore intervistato da Report, un centinaio di casi di contaminazione interna. Alla fine sul nostro territorio si contano oltre 30 mila metri cubi di rifiuti radioattivi, che diventeranno 120.000 dopo lo smantellamento delle centrali previsto per il 2020. Tutta roba che dovrebbe essere seppellita in un deposito nazionale. Nel 2003, dopo il fallimento di Scanzano Jonico, il governo Berlusconi aveva dichiarato che sarebbe stato ultimato entro dicembre 2008. Mancano 2 mesi alla scadenza e del deposito nemmeno l’ombra. Tutto questo mentre la giostra del nucleare si prepara a ripartire….

  • caiofabricius

    13 nov 2008 - 21:56 - #3
    1 punto
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    Achtung Banditen
    Ennesimo atto di arroganza autoritaria di deriva fascistoide al solo SCOPO DI FARE ALTRI LUCROSI AFFARI sulla pelle di questo ex bellissimo e sfortunato Paese.
    Tutto il mondo dismette il costoso e pericoloso nucleare, risparmia seriamente energia e sviluppa il rinnovabile, e qui …ah già, Scajola, Bondi, Carfagna…ah bè…

  • Profilo di fabibusMiles

    fabibusMiles

    13 nov 2008 - 22:19 - #4
    1 punto
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    adesso sì che siamo negli escrementi.
    che facciamo per fermarli ?

  • Profilo di da88

    da88

    13 nov 2008 - 22:46 - #5
    0 punti
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    Non sono contrario al nucleare… ma a questo scempio si!!!!

  • vittore

    14 nov 2008 - 01:19 - #6
    0 punti
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    Non penso siamo pronti per il nucleare, visto le nostre strutture carenti e obsolete. Basta vedere quanti morti bianche abbiamo per poter fare un raffronto. No ad un’altra Chernobil

  • Profilo di Tetsuro-2

    Tetsuro-2

    14 nov 2008 - 08:45 - #7
    1 punto
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    Se si parlasse di nucleare di quarta generazione sarei anche d’accordo ma questi vecchiacci ci stanno dando una soluzione antieconomica ed altamente inquinante. Non ha senso.
    L’Italia dovrebbe investire nella ricerca per accelerare lo sviluppo del nucleare di quarta generazone che quantomeno ha meno controindicazioni ed è più vantaggioso, invece stiamo investendo in una tecnologia già MORTA.

  • Mimm8

    14 nov 2008 - 12:03 - #8
    1 punto
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    Sono convinto che il nucleare non sia l’alternativa al petrolio e che gestito all’italiana sia più preoccupante di quello gestito dai francesi.
    Non avendo la forza e il coraggio di fronteggiare certe imposizioni cerco di aiutare quelle associazioni che si battono per cause ecologiche (WWF, GREENPEACE, LEGAMBIENTE, TERRA!…)

  • Profilo di dorylinux

    dorylinux

    14 nov 2008 - 14:19 - #9
    1 punto
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    @fabibusmiles

    …è una questione di soldi….. quindi si colpisce:

    1) si toglie dal telecomando rete 4 che è abusiva… e il suo padrone è a capo di questo governo (delle libertà, quindi apprezzerà che la esercito in prima persona ;-)

    2) volendo rincarare la dose togli anche le altre che controlla e di cui percepisce gli introiti pubblicitari

    3) firmi la petizione > http://www.petitiononline.com/camege/petition.html

    4) passiparola via mail

    5) si manifesta in piazza…

  • Profilo di skyvisual

    skyvisual

    15 nov 2008 - 10:49 - #10
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    Tra 25 senza uranio voglio proprio vedere che ci faremo con quelle dannate centrali. Le scorie le mettiamo ad Arcore, dicono che aiutano la ricrescita dei capelli (solo quella di ricrescita…il resto è tutta una decrescita).