Il Ponte sullo Stretto ha un nuovo amico, si chiama Fassino

fassino
Torno a casa dopo una giornata lunga, difficile. Guardo le agenzie e scopro che il pianeta Terra ha un nuovo nemico: si chiama Piero Fassino, di mestiere fa il segretario dei Ds. Fassino oggi ha fatto un giro a Taormina e ha detto questa cosa ai giornalisti:

«Il problema oggi è capire che cosa deve essere il Ponte di Messina. Se è soltanto un ponte, privo di un contesto, di un piano di sviluppo complessivo, delle infrastrutture, rischia di essere solo una cattedrale nel deserto. Se invece è concepito come un grande progetto, dentro una strategia di espansione e di sviluppo, può essere un'altra cosa».

Fino a ieri almeno una cosa era chiara per gli elettori italiani: se le elezioni del 2006 le vinceva il centrosinistra il Ponte sullo Stretto ritornava nel cassetto degli sviluppisti sopravvissuti agli anni ’50.


Sua verdità Alfonso Pecoraro Scanio ha risposto a breve giro:
“Fassino ha espresso una opinione personale, che non ha nessun rilievo nella coalizione. Il ponte sullo stretto non è tra le opere prioritarie del centrosinistra. Il ponte non si farà”.

Per questa sera credo a Pecoraro, anche se ho il sospetto che ad avere poco peso sulla coalizione sono i Verdi, non i Ds...

Guardando invece a quello che succede nel centrodestra leggo (senza grande stupore) che Scajola ha avuto un’idea brillante: mettere il nucleare nel programma.

Accetto consigli su chi votare...

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