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Crescono in Italia le certificazioni di qualità ambientale PEFC

Pubblicato: 16 nov 2008 da Simone Muscas

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Foresta certificataIn questi giorni è in svolgimento in Australia l’assemblea generale del Consiglio PEFC, una delle organizzazioni di certificazione forestale fra le più importanti al mondo. La procedura di certificazione è una verifica riconosciuta e collaudata che attesta che le forme di gestione boschiva rispondono a determinati requisiti di sostenibilità.

Da quest’assemblea è emerso che l’Italia è al 14° posto mondiale per superficie boschiva certificata PEFC e in 8° posizione per quel che riguarda i certificati di tracciabilità. Secondo i responsabili di PEFC Italia il dato sembra essere più che positivo, in quanto continua a crescere la scelta delle aziende nostrane a ricorrere a questo tipo di certificazione.

La superficie italiana totale certificata è pari a 699.764,91 ettari, grazie all’ingresso delle ultime aree certificate, ovvero gli oltre 11mila ettari della Magnifica Comunità della Val di Fiemme (Tn) e i 529 ettari di faggeta nel Monte Amiata senese. Il dato per l’anno 2008 indica che l’8% dei boschi è certificato.

Per quel che riguarda i certificati di tracciabilità (certificato di catena di custodia) l’Italia si attesta all’ottavo posto su scala mondiale, grazie alle circa 130 aziende italiane (industrie del legno e carta) che utilizzano i certificati PEFC per la certificazione del proprio prodotto.

Via | Agricolturaitalianaonline.gov.it
Foto | Flickr

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3 commenti

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  • Profilo di Mattia77

    Mattia77

    17 nov 2008 - 11:26 - #1
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    Abito nel monte amiata, e se c’è un bosco gestito male è la faggeta della comunità montana.
    Vengono tagliate le piante giovani e lasciate quelle vecchie e “sterili”. Impedendo di fatto il rinnovamento del bosco.

    Si da la prevalenza agli occhi del turista che all’ambiente.

  • XCX

    17 nov 2008 - 15:35 - #2
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    Ma che le piante vecchie siano sterili è da dimostrare. Gli alberi raggiungono la maturità sessuale anche dopo 15 anni e restano vitali per molto tempo. Cmq che taglino gli alberi giovani è un’idiozia

  • Antonio Brunori

    24 dic 2008 - 13:47 - #3
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    Leggo solo ora i vostri commenti: io sono forestale e so che esistono tanti modi di gestire i boschi. Il diradamento dal basso è uno di questi e rappresenta solo una fase delle tante possibili nella vita dell’ecosistema bosco. Quindi io non me la sento di criticare chi taglia le piante giovani, anche perchè non è specificato: è un bosco ceduo o ad alto fusto? di che specie parliamo? E con “giovane” di che età parliamo? E sono dominate, sub-dominate o dominanti? Sono sane o deperienti?
    Rimane il fatto che, se sono certificate, sono correttamente gestite, quindi basta questo per fidarsi!!!