Quanto costa l’energia nucleare? Nel 2004, il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha stimato che 1 kWh di energia elettrica prodotta da una centrale nucleare costa 6,13 centesimi di dollaro.
Lo stesso kWh prodotto con il gas costerebbe 4,96 centesimi, con il carbone 5,34, e con l’energia eolica 5,05 centesimi (Fonte EIA/DOE International Energy Outlook 2004, Washington 2004). A risultati simili pervengono anche altri due studi, uno della Chicago University del 2004 e uno del Massachusetts Institute of Technology dell’anno precedente.
Le stime sopra riportate considerano i costi che mediamente vengono sostenuti per costruire una centrale. Non considerano, ad esempio, che in India, i costi completi degli ultimi dieci reattori sono aumentati del 300% rispetto al budget previsto all’inizio. O che l’ultimo impianto completato negli USA è stato quello di Watts Barr 1 nel 1996, e che ci sono voluti 24 anni per completare i lavori (dati del Dipartimento dell’Energia USA). E soprattutto questi valori non considerano i costi delle scorie nucleari.
Non è quindi un caso se nell’unico paese in cui c’è un libero mercato dell’energia - gli Stati Uniti - non si sono più costruiti impianti dagli anni settanta (anche questo dato è del Dipartimento dell’Energia USA). Last but not least: le centrali nucleari producono solo energia elettrica. L’Italia però dipende dall’estero per l’importazione di combustibili fossili e gas naturale soprattutto per rispondere al suo bisogno di trasporti e riscaldamento. E finora non ci muoviamo né ci riscaldiamo con l’energia elettrica.
P.S.: Ciquta, in un commento al post L’informazione italiana ed il nucleare cita un documento della Confartigianato che dice due cose interessanti:
1) “le tasse sul chilowattora in Italia (Iva esclusa) sono superiori di una percentuale che oscilla tra 87,8% e il 160,2%” al resto dell’Europa,
2) “il costo dell’energia” “in Italia rimane più elevato tra il 22,2% e il 45,7% rispetto ai sette paesi ‘no nuke’”.
Insomma, anche secondo la Confartigianato il problema del costo dell’energia non si risolve con il ricorso al nucleare.
Foto ⎟ Flickr
_FoX_
17 nov 2008 - 14:02 - #1Non voglio entrare nella diatriba. Solo una cosa: e’ dal 70 che negli states non vengono costruite nuove centrali. Vero, peccato che l’energia prodotta e’ passata da 270 a 900 Twh.
Roberto Bosio
17 nov 2008 - 14:48 - #2Vero anche questo. Ma io dovevo scrivere facendo riferimento alla situazione italiana. E la domanda in ITalia è: fare i reattori sì o no? E non come sfrutto i reattori etc. etc.
joiyce
17 nov 2008 - 14:50 - #3Spegnere le centrali dopo che il referendum dell’87 aveva abrogato il nucleare è costato agli italiani circa 9 miliardi di euro. Soldi usciti dalle tasche delle famiglie con le bollette della luce per risarcire l’Enel del mancato guadagno e per mantenere in sicurezza gli impianti, che dopo 20 anni sono ancora lì con tutto il loro carico radioattivo. Un’eredità che nessun governo fino a oggi ha saputo affrontare. Ci avrebbe dovuto pensare la Sogin, una società pubblica, nata nel 1999 al momento della privatizzazione da una costola dell’Enel. Il nucleare era un ramo morto dell’azienda e presentarsi agli azionisti con un fardello simile significava partire con il piede sbagliato, meglio accollarlo alle famiglie. Ma fino a oggi la Sogin ha solo provveduto ad allontanare le barre di combustibile dagli impianti e neppure da tutte.
Nella piscina della centrale di Caorso ce ne sono circa 700, l’equivalente di di plutonio. Altre 1.300 kg47 barre, contenenti 150 kg di plutonio sono in quella di Trino Vercellese: entrambe sono sulla riva del fiume più grande d’Italia. Nella centrale del Garigliano non sanno più dove mettere i rifiuti, in quella di Borgo Sabotino hanno il problema della grafite radioattiva che non si può spostare se non si trova il sito definitivo. A La Casaccia a 25 chilometri da Roma c’è il più grande deposito di rifiuti radioattivi d’Italia, circa 7 mila metri cubi ed è al limite. Ci sono poi 5 kg di plutonio che possono essere usati per fini militari e che da due anni sono in un deposito dove l’impianto antincendio, dopo aver provocato un’esplosione, deve ancora essere omologato. All’Itrec di Rotondella, vicino Matera, da 30 anni un impianto è attivo solo per mantenere in sicurezza le barre di uranio e torio che gli americani ci hanno lasciato in custodia e di cui non sappiamo cosa farne. A Saluggia l’impianto si trova sul greto della Dora Baltea, in un sito che si è allagato tre volte in 15 anni. Ma il problema più grande l’hanno avuto per lo svuotamento di una vecchia piscina che dal 2004 perdeva liquido radioattivo minacciando la falda: avrebbe causato, secondo la testimonianza di un operatore intervistato da Report, un centinaio di casi di contaminazione interna. Alla fine sul nostro territorio si contano oltre 30 mila metri cubi di rifiuti radioattivi, che diventeranno 120.000 dopo lo smantellamento delle centrali previsto per il 2020. Tutta roba che dovrebbe essere seppellita in un deposito nazionale. Nel 2003, dopo il fallimento di Scanzano Jonico, il governo Berlusconi aveva dichiarato che sarebbe stato ultimato entro dicembre 2008. Mancano 2 mesi alla scadenza e del deposito nemmeno l’ombra. Tutto questo mentre la giostra del nucleare si prepara a ripartire….
caiofabricius
17 nov 2008 - 14:51 - #4Siete dei sovversivi: la conoscenza è communista, si sà. L’informazione per il popolo abbasta e ciai l ‘avanzi co’quella mediasetticemica. Come faranno a correre garruli da un megacentrocommerciale a rate all’altro senza maghina, senza ariacondizzzionata, senza parking ???????aaaaaaaaaaaaaaaaarghhhhhhh.
Volemo er centralone
p’annà felici ar Mercatone.
_FoX_
17 nov 2008 - 16:27 - #5@caiofabricius
Senza voler entrare nel merito degli sprechi della nostra societa’, l’energia ci serve per alcuni semplici motivi:
- energia per i servizi essenziali (ospedali e pubblica sicurezza in primis)
- energia per l’agricoltura (l’unico metodo per produrre quanto serve per la nostra societa’. Anche eliminando gli sprechi in un futuro prossimo le importazioni diverranno piu’ complicate e costose, ergo il cibo ogni nazione se lo fara’ localmente. E l’attuale livello di produttivita’ puo essere solo sostenuto a forza di energia).
- energia per l’acqua: una delle future crisi sara’ quella riguardante l’acqua. Serviranno sistemi si depurazione e trattamento delle acque, se non desalinizzatori.. tutto questo chiede energia.
L’eia prevede un bel declino per il petrolio. Il gas ci dara’ qualche anno di aria in piu’.. dopodiche’ non si trattera’ di megacentrocommerciale, ma di sopravvivere.
Anche attuando politiche fortissime di risparmio energetico, la vedo grigia.
vitosolar
17 nov 2008 - 16:36 - #6Lo sbaglio italiano è stato quello di spegnere le centrali già attive,bisognava limitarci a non espandere ulteriormente il nuclerare cosa che hanno fatto molti paesi tanto i soldi erano già stati investiti. Il nucleare non è la soluzione semplicemente perchè tra i pro e i contro ci hanno sempre raccontato che costa casi poco l’elettricità nucleare che non sarebbero neanche serviti i contatori per farcela pagare quindi potevamo sopportare tutti gli effetti collaterali ma adesso che sappiamo che non era vero è una tecnologia solamente da scartare e considerare come storica.
caiofabricius
17 nov 2008 - 16:49 - #710 megacentrocommerciali climatizzati a palla e relativi visitors comprafelice SUVnormali sono i principali destinatari dell’”inevitabile” ritorno al nucleare, SignoraMia (mel’hadetto Micuggino).
Tassa retroattiva sui feticci del periferico e non ci sarà bisogno di nessuna centrale nucleare.
Un nobile trattore di grossa potenza che lavori ed ari anche tanto, non consumerà mai come un sorciocorrente SUVnormale a zonzo nel nostro sfortunato Paese.
L’energia si spreca follemente e impunemente anche per avere pomodori e fragole a gennaio (Cavoli ed arance sono ottimi e ricchi di antiossidanti….).
_FoX_
17 nov 2008 - 17:00 - #8Che ci siano sprechi e’ innegabile. Che questo dipenda dall’italia un po’ meno, visto che e’ tutto il sistema capitalistico che fa’ hahare. Che le rinnovabili ci salveranno, ci credo un po’ meno. Settimana scorsa i miei “carissimi” 5 Kwp di pannellini hanno fatto appena 20Kwh in 7 gg. Meno di quello che i miei schifosi (a tuo modo di vedere) climatizzatori hanno consumato per scaldare casa… (no.. la caldaia a metano consuma di piu’).
re:vitosolar
17 nov 2008 - 17:29 - #9Vitosolar guard che solo una centrale sulle 4 che c’erano in italia aveva ancora anni di vita davanti a se, le altre erano ormai a fine ciclo.
caiofabricius
17 nov 2008 - 18:34 - #10Non ci stò.
Scusami cara VolpE, sarò puzzone, ma nun ce vojo stà.
Non Ti autoparametrare come cittadino medio, mi sembri altamente consapevole e responsabilizzato. Anniluce dallo sprecone-garrulo.
E’ovvio che non possiamo gelarci o tornare al baratto, mi sembri corretto e intelligente da non lanciare il tristo e consueto slogan azzitta-verdi “che dicheno sempreNo mel’ha detto micuggino e puro la strisciamediasetticemica delCavagliere SignoraMia”.
Ma Ti guardi in giro?
Lo spreco energetico trabocca garrulo ovunque.
E’ ancora creduto motivo di distinzione sociale !
Non vorrei continuare a fare il trombone, Ti prego affacciati alla finestra e i tuoi occhi non potranno che essere offesi dalla stupidità sprecona.
Che sia cibo-spazzatura , consumi, abitudini, tempo libero, trasporti, climatizzazione …una vera girandola di follia.
E non si può pretendere altra follia -il ritorno al nucleare-per tamponare la follia originaria.
No Step -No ascensore: piccola sintesi emblematica, troppo negativa, verde che dice sempreNo?
Vabbè, mettiamola in positivo:
Sì a dù piani de scale a piedi che te fanno bbene allla salute, al portafoglio, al territorio, al futuro, al senso civico e al rispetto degli altri e del mondo.
Ma veramente vogliamo parlare della LUCIDA FOLLIA energetico-sociale dell’abuso compulsivo esibizionistico dei feticci? (Maghina e condizionatore???) Ma non si finisce più e occorrerebbe il socio- psico-andrologo, altro che l’ingegnere-urbanista-progettista antisprechi.
Una volta demoliti gli sprechi, si potrà cominciare a parlare di razionalizzare le fonti di approvvigionamento.
Alter_EGO
17 nov 2008 - 19:10 - #11@ Roberto Bosio
La tua stessa fonte [EIA International Energy Outlook 2008] nel report del 2008 dice che gli USA hanno intenzione di fare 34 nuovi impianti nucleari.
http://www.eia.doe.gov/oiaf/ieo/negen.html
dice:
“By 2010, 23 entities are expected to have submitted combined license applications for the construction of 34 new power plants in the United States.e It may, however, take many more years to get plants built in the United States than in either China or India, and any negative (or positive) experiences in those countries could have impacts on U.S. public opinion that would affect efforts to develop new nuclear plants. ”
Cmq ti ringrazio per aver postato una fonte molto interessante e pertinente, mi posti il link dove hai trovato i prezzi delle varie fonti di energia (il documento di Confindustria non lo fa)?
Alter_EGO
17 nov 2008 - 19:29 - #12Scusatemi, non voglio infierire… ma lo studio del MIT da voi linkato dice:
“Taking nuclear power off the table as a viable alternative will prevent the global community from achieving long-term gains in the control of carbon dioxide emissions.”
Correggetemi, ma la traduzione mi pare:
“Togliere dal tavolo il nucleare come una alternativa fattibile impedirà alla comunità globale di ottenere guadagni nel controllo delle emissioni di CO2 a lungo termine.”
Androide85
17 nov 2008 - 23:06 - #13le evidenze non bastano.
fatemi capire: si vuole il nucleare perchè:
- essere meno dipendenti dal petrolio in termini di dipendenza politica
- essere meno dipendenti dal petrolio in termini di dipendenza economica
- emettere meno CO2
se c’è altro ditemi pure.
Si però scusate:
- saremo sì meno dipendenti dal petrolio, in compenso però saremo dipendenti dall’uranio. Che l’Italia non ha, così come non ha il petrolio. Insomma: cambiamo fonte di dipendenza. Inoltre l’uranio si esaurisce come tutto su questa terra.
- saremo sì meno influenzati dal prezzo del petrolio in continuo aumento, ma nessuno mette in conto che l’uranio ha un prezzo anch’esso in aumento costante e sostenuto?
7 $/lb nel 2001 - 135 $/lb nel 2007. oltretutto servono qualcosa come 30 miliardi di euro per fare qualche centrale, si parla di pochi punti percentuali del fabbisogno nazionale! Caspita, parliamo di più di mezza finanziaria! ditemi: dove prendiamo i soldi? Senza contare i costi enormi di smaltimento scorie. E senza contare che smantellare una centrale nucleare costa circa quanto costruirla. Insomma: pensate che la bolletta scenderà? Illusi. Se fanno il nucleare tenetevi a mente questa scommessa, andate a verificare se il costo della bolletta scenderà.
- emetteremo sì meno CO2, ma credete che l’inquinamento della terra consista solo nella CO2? Le scorie come le contate in termini di inquinamento? Peraltro lo smaltimento è inesistente, una bufala. esiste solo il parcheggio delle scorie. Parcheggio della durata di centinaia e in alcuni casi migliaia di anni. Parcheggio da mantenere. Ma non solo, esistono altri impatti ambientali: sapete quanta acqua consuma una centrale nucleare? Come il comune di Bologna. Direi che è proprio quello che ci vuole in una penisola a rischio desertificazione. Il po nella pianura padana soffre di secce estive spaventose, e i ghiacciai si stanno sciogliendo a ritmo impressionante: le previsioni di acqua per i prossimi decenni non sono molto incoraggianti.
Scusate se tiro sempre fuori il libro di fisica delle superiori, ma è fisica elementare quella che dice che:
in un sistema chiuso, prendendo energia all’interno del sistema stesso, prima o poi essa finisce. Credo che sia ovvio. Bene, la terra è un sistema chiuso, l’unico modo per avere energia davvero eterna è prenderla da fuori: il sole. eterna almeno finchè dura il sole si intende.
Si badi bene che dire “prendere energia dal sole” non vuol dire fotovoltaico. Anche l’eolico è energia regalata dal sole. E anche le maree sono energie regalateci da fuori: la luna. E poi ci sono le creazioni geniali di Rubbia con il solare a concentrazione! In Spagna gliele fanno costruire quelle centrali, in Italia no perchè per le nostre leggi quelle non sono fonti rinnovabili.
Gli inceneritori invece sì.
Insomma, perchè non il sole?
Forse state pensando che le fonti rinnovabili da sole non bastano? Eh no, prima voglio arrivare al 20%,30%,50%. POI si può dire che non bastano. Ora è troppo comodo dire che le rinnovabili sono belle ma “non bastano”, quando nel fotovoltaico ci battono TUTTI i paesi nordici, con molto meno sole di quello di cui disporremmo al sud italia.
E gli USA hanno il 20% del fabbisogno fornito dall’eolico. Obama punta su fonti rinnovabili e rifiuti zero… insomma, sempre gli ultimi noi eh? sarebbe così difficile arrivare anche noi al 20% di eolico e un altro 20% di fotovoltaico?
leggete qui:
http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/energie-pulite/rubbia-solare/rubbia-solare.html
Androide85
17 nov 2008 - 23:07 - #14scusatemi se scrivo troppo, è un mio difetto lo ammetto… ma argomentare bene una tesi è importante!
chuck85schuldiner
18 nov 2008 - 02:18 - #15Chiedo scusa, volevo solo far notare al creatore della notizia che, almeno a me, non funziona il link di Chicago University… non mi apre il PDF.
Cmq a parte questo, direi che le notizie sono “interessanti” (anche se volevo andare un po’ più a fondo nella documentazione, ma dovrò attendere)…
Meglio il nucleare che sì risolve i problemi energetici ma crea TANTI altri problemi invece di un eolico e/o fotovoltaico che risolve i problemi energetici e non crea grandi problemi?
gemon
18 nov 2008 - 12:24 - #16io proverei a rovesciare il ragionamento, perchè a nessuno conviene farlo.
si parla sempre di AUMENTARE la PRODUZIONE, io discuterei invece su come DIMINUIRE il CONSUMO.
alla fine del bilancio è esattamente la stessa cosa, ma il secondo approccio non conviene alle sfere politico/economiche che comandano i paesi.
allora dico: stop alla costruzione di nuove centrali di QUALSIASI tipo, che si inizi a fare una politica di riduzione del consumo che implichi anche l’installazione forzata di impianti a energia rinnovabile. Questa da sola NON azzererà il bilancio energetico, ma a un certo punto si potrà capire se/quante centrali (con qualunque combustibile) servono.
stesso approccio per la questione inceneritori. perchè devo costruire delle bestie che supportino l’AUMENTO della PRODUZIONE di rifiuti invece di lavorare sulla loro RIDUZIONE alla fonte?
e poi questa storia dell’uranio quando l’italia dipende dal petrolio per il 70% per trasporto e riscaldamento…come ci scaldiamo, con una stufetta al plutonio? e le macchine? a trazione atomica? ma dai…
Alsoinmybackyard
18 nov 2008 - 15:35 - #17X chi citava lo studio del MIT di Boston, ne riporto un estratto dalle conclusioni finali:
But the prospects for nuclear energy as an option are limited, the report finds, by four unresolved problems: high relative costs; perceived adverse safety, environmental, and health effects; potential security risks stemming from proliferation; and unresolved challenges in long-term management of nuclear wastes.
Alsoinmybackyard
18 nov 2008 - 15:36 - #18PS:
Io non sono contro il nucleare, risolviamo questi problemi e divento favorevole. Finchè non sono risolti resto contrario.
Alsoinmybackyard
18 nov 2008 - 15:44 - #19altro PS:
a beneficio di tutti: non confondete il costo della produzione energetica (come il nucleare) con il costo pagato dall’utente che consuma energia. Non può essere così semplice e diretto il collegamento…
L’energia nucleare costa molto, ed ha notevolissimi costi indiretti pagati in forma di incentivi, costi di smaltimento impianti e scorie, sicurezza etc, senza i quali il nucleare semplicemente non sta in piedi.
Quello che invece si paga in bolletta è ben altra roba… Pensate solamente al fatto che noi nella bolletta elettrica paghiamo anche l’incentivo agli inceneritori (CIP6), e il contributo a Sogin per il decomissioning (spesi finora 9 miliardi di euro e le vecchie centrali praticamente stanno tutte là)…
ciquta
18 nov 2008 - 15:54 - #20Altra BALLA COLOSSALE è quella della indipendenza del petrolio in caso si adottasse il nucleare: attualmente (come chiunque può verificare dai dati uffficiali del gestore della rete elettrica), il petrolio soddisfa il nostro fabbisogno energetico appena per il 5%, che a sua volta è solo una scorreggia del petrolio che consumiamo, in quanto il 90% è utilizzato dai trasporti, per i quali invece nessuno si preoccupa così tanto di fare una politica intelligente di riduzione dei consumi.
Se tutto questo vomitevole cancan di revisionismo nucleare non volete chiamarlo affarismo nè furore ideologico, chiamatelo come volete.
Ma sempre quello rimane.
Alter_EGO
18 nov 2008 - 16:27 - #21@ Androide85
Non ti rispondo a tutto, non per malizia ma xké nn ho tempo…
Mi concentro quindi sul fatto che, pur essendo un nuclearista, sono d’accordo con te su molte cose. In particolare:
- Si avrebbe cmq dipendenza (dall’Australia e non dall’Arabia Saudita), ma l’Uranio non è stato ancora cercato tanto come il petrolio.
- Si pagherebbe cmq la bolletta, e probabilmetne più cara che adesso. Ma sarà semrpe così, e la decrescita non è una soluzione (si apre un nuovo topic, lo so).
- Il discorso del ricorrere al sole lo condivido al 10000%! Non concordo sul modo un po’ semplice di spiegare la cosa, ma condivido parte del concetto sistema-aperto/chiuso.
In particolare sul modello di Rubbia. Questo però non preclude il nucleare.
- Concordo sul fatto che anche l’eolico alla fine è solare, e nei posti giusti vada sfruttato. Questo però non preclude il nuclare.
Il vero motivo che (secondo me) spinge al nucleare è che, in attesa di nuove tecnologie (come il centro di riciclaggio, che è stato preceduto dagli inceneritori e, si sprera, li sostituirà) ci serve nuovo ordine di grandezza per l’energia elettrica, p erpoter risacaldare le case/caricare le auto/etc etc.
Ma ciò che più mi scalda (anche senza nucleare) sono le posizioni sulla decrescita, che comportano necessariamente una serie di misure autodistruttive che i governi (fatti spesso da populisti), corrono ad applicare nel modo più “controllogeno” possibile.
Alter_EGO
18 nov 2008 - 16:34 - #22@ Alsoinmybackyard
Concordo con il tuo spirito, che secondo me DEVE essere quello del pro-nucleare
Infatti lo spirito dello studio del MIT mi sembra: facciamolo, cercando di risolvere i problemi.
Per fare un (brutto) esempio, non possiamo imparare a nuotare decidendo di evitare di entrare in piscina finché non ne siamo capaci.
Naturalmente però, prenderemo ogni precauzione per non affogare mentre impariamo!!!
Circa i costi, in parte concordo con te. I costi del solare però sono viziati da sovvenzioni ed esenzioni, e la produzione solare è solo stimata (dipende dal meteo, dall’attività solare, e dai costi dei sistemi di stoccaggio dell’energia, della manutenzione dei pannelli… tante cose).
Androide85
18 nov 2008 - 20:32 - #23@alter ego
Rispondo ai tuoi punti:
- Non mi consola affatto che l’uranio non sia stato cercato molto, di sicuro non è infinito e finirà! e poi una cosa importantissima: il suo prezzo è sempre in balia del mercato, sale scende, non hai la minima sicurezza. Se c’è crisi, guerra, …
-Non è vero che si pagherà la bolletta sempre più cara e sarà sempre così. O meglio, non sarebbe vero se si prendesse energia da qualcosa di gratis: il sole/vento/maree/… Non basta, il futuro sta nella microproduzione diffusa. Mi spiego: le grandi centrali (di qualunque natura) sono costruite da multinazionali, che poi vendono l’energia. I soldi che tu paghi vanno chissà dove. In un contesto invece in cui ogni comune si autoproduce l’energia (magari non proprio tutta, o magari un po’ di più per venderla al comune vicino), con una produzione diffusa tra le varie abitazioni e/o edifici pubblici, tutto il ciclo economico ne guadagna. Non regali soldi alle multinazionali, i soldi li dai semmai al comune di residenza. Mica per l’energia (gratis: c’è il sole), piuttosto per la manutenzione degli impianti e della rete.
Contribuisci insomma ad arricchire il TUO comune. Direi che è positivo.
- (ultimi due assieme) eh ma capisci che tu parli di nucleare “in attesa di…”, caspita però non è proprio così semplice, il nucleare richiede investimenti da paura e poi te lo devi tenere per un bel po’ di decenni! e se c’è innovazione non basta “aggiornare” le centrali. vanno smaltite e ricostruite!
Letiziabis
19 nov 2008 - 04:51 - #24Che bella questa discussione! Non che ecoblog non mi avesse abituata bene finora, ma sono stupita dall’educazione e dal grado di informazione da parte di tutti.
A me l’atomo al massimo sembra più una pezza, un paracadute (ma sempre di cadute si tratta) più che una soluzione.
Da quello che ricordo in questo momento, nel mondo il nucleare sopperisce per il 5% (o l’8, se non sbaglio) del fabbisogno totale di energia. Contando che sto morendo di sonno e che forse potrei sbagliarmi sull’8% e sul termine “fabbisogno” (o produzione?), arrotondiamo ottimisticamente assumendo che il nucleare ci metta una pezza per il 15% delle nostre magagne energetiche mondiali.
Supponiamo (anche qui non ricordo a braccio i dati precisi…che comunque avevo letto, posso ritrovare e in ogni caso sono noti e accessibili a tutti) che per un altro 15% ci pensino tutte le rinnovabili .
In queste ipotesi allora mi chiedo: ci si può realisticamente aspettare che, se incentivato ulteriormente,il nucleare possa sopperire al –come minimo-mancante 70% globale di quando saranno esaurite la fonti fossili? Non é esagerata come pretesa?
E poi, oltre ad alcuni di voi, in generale chi sostiene il nucleare con più convinzione della media, a questa domanda spesso risponde che finora l’atomo é stato “sottosfruttato” perché essendoci molto petrolio a buon prezzo, non se ne sentiva il bisogno…
Ma in un sistema che globalmente lo si può considerare di libero mercato e comunque di concorrenza, é plausibile che in 40 anni, chi ha avuto in mano la gallina dalle uova d’oro (l’uranio o le tecnologie per sfruttarlo), non l’abbia sfruttata a fondo, più a fondo, perché tanto ci pensava il concorrente a vendere energia prendendola dal greggio?
In ogni caso, la mia principale curiosità e obiezione si riassume così: non ci saremmo già sganciati dal petrolio e dai paesi che lo producono, se avessimo potuto farlo prima, con grande sollievo anche solo per considerazioni di stabilità* politica ed economica?
Chiedo venia per la sintassi, ma a quest’ ora é più pesante delle mie palpebre.
Saluti.
* La crisi del ‘73 era conseguente ad una guerra arabo-israeliana, mi pare.
GovindA
19 nov 2008 - 13:09 - #25pure di combustibili nucleari non è che se ne trovino a bizzeffe stime parlano di non piu di 80 anni di autonomia. E poi pundo e a capo. Il nucleare non è unafonte rinnovabile. Ha costi di manuenzione propositati. Tutti i piu grandi paesi del modo che hanno utilizzato il nucleare a partire dagli anni 70 sta facendo i conti con quello chegli rimane: strutture fatiscenti che vangono scorie insmaltibili perchè o non si sa come trattarle o perche trattarle costa troppo.E noiche non siamo in grado di terminare un “autostrada”in 20 anni ci dobbiamo accolare la resposabilità di reimpiegare il nucleare. ma in che tempi? con che risultati? io intanto mi affido al mio senso di resposabilità e cerco di far la mia parte nel rispamio e spero che la ricerca si muova in qualche altra direzione (e di esempi ce ne sono).
Alsoinmybackyard
19 nov 2008 - 17:30 - #26Anche io mi complimento per la civiltà e la qualità della discussione da parte di tutti (quando mai se ne è vista una simile in TV???).
@ AlterEgo
hai ragione riguardo ai costi del solare che è appunto sovvenzionato. Non c’è dubbio che sia così, però in generale la sovvenzione al solare la capisco, nel senso che si incentiva una tecnologia ancora immatura e che offre prospettive interessanti sia in termini tecnologici che ambientali. Tutti sanno che ad esempio il contoenergia serve a coprire il gap di maturità tecnico-economica del fotovoltaico, senza quello chi si metterebbe a fare impianti fotovoltaici.
La storia del nucleare purtroppo è un’altra, oltre alle ancora irrisolte questioni discusse vi è anche un bagaglio di soldi finora spesi per la ricerca enorme! Rispetto a quelle cifre i soldi finora spesi per le rinnovabili sono praticamente nulla. Tieni conto che in Italia, che come sappiamo non ha centrali nucleari, fino a pochi anni fa (non ho i dati degli ultimi 4-5 anni) si spendevano più soldi per la ricerca sul nucleare che non per rinnovabili ed efficienza energetica messi insieme (dati del rapporto ambientale enea)!
In generale comunque sono favorevole affinchè si continui a fare ricerca in tutti i settori, nucleare compreso, cercando però di ragionare su dove è meglio mettere i soldi, specie se i soldi sono pochi (e mi pare questo il caso italiano)…
Fabio GIANNETTI
24 nov 2008 - 23:58 - #27Riguardo alle previsioni del prezzo dell’energia elettrica consiglio di aggiornare i dati al 2008 (International Energy Outlook 2008, sullo stesso sito..)!!! Si noterà che il nucleare conviene nettamente, inoltre il prezzo del gas è strettamente legato al prezzo del petrolio e quindi si manterrà tendenzialmente alto; le centrali nucleari oltretutto garantirebbero la famigerata sicurezza di approvvigionamento che evita problemi veramente seri. A titolo di esempio, a causa di un inverno particolarmente rigido in Italia si rischierebbe la fine delle scorte di gas naturale che attualmente genera la metà dell’elettricità con conseguenze disastrose… Bisogna cominciare a realizzare infrastrutture indispensabili per il paese come i rigasificatori, e a lungo termine diversificare le fonti con l’ausilio anche del nucleare. In conclusione faccio notare che più del 10% dell’energia elettrica italiana è già di origine nucleare!!! è inutile avere pregiudizi su una tecnologia che ora ha raggiunto la maturità e che permetterebbe vantaggi enormi all’Italia.
Androide85
25 nov 2008 - 10:05 - #28@ Fabio Giannetti
Ma per piacere va…