Logo Blogo

Fertilizzare gli alberi contrasta i cambiamenti climatici

Pubblicato: 24 nov 2008 da eymerich

Commenti dei lettori

Alberi e foglieL’osservazione è di Federico Magnani, dell’Università degli Studi di Bologna; fertilizzare gli alberi, o “doparli” come Catherine Brahic scrive su New Scientist, con azoto, stimola la loro capacità di assorbire più diossido di carbonio, andando ad incrementare il loro albedo, e riflettere così più radiazione solare.

In un nuovo studio pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences, Scott Ollinger dell’Università del New Hampshire con diversi colleghi ha scoperto che le volte delle foreste con più alta concentrazione di azoto tendono a trattenere più CO2 e a riflettere più energia solare di quelle con minori quantità di quel nutriente.

Magnani, che ha trascorso molti anni a studiare l’assorbimento di anidride carbonica negli alberi fertilizzati, è giunto alle stesse conclusioni in un suo studio di 2 anni fa, pubblicato su Global Change Biology.

Ci sono dieci anni di studi inoltre che dimostrano che l’aumento del deposito di azoto, per effetto dell’inquinamento, ha un effetto “dopante” nell’immagazzinamento di anidride carbonica da parte degli ecosistemi, quindi la conclusione sarebbe che un trattamento mirato controllato a base di azoto, aumenterebbe il cosiddetto sequestro di CO2 sia sugli alberi che al suolo.

Ollinger ha anche sottolineato che le specie di alberi con più alta concentrazione di azoto tendono anche ad assorbire più acqua, il che significa che un trattamento a base di azoto potrebbe contribuire ad aggravare situazioni di siccità e di scarsità delle riserve idriche.

Federico Magnani da parte sua ha osservato che dopotutto questo trattamento a base di azoto è “ciò che stiamo già facendo da quasi un secolo a questa parte”.

Secondo gli esperti comunque sono ancora poco note le possibili interazioni tra l’azoto e l’albedo e gli effetti che le modifiche sull’albedo avrebbero sulle foglie di alcune specie di alberi, per non parlare dei problemi dovuti ad un aumento - sia pure controllato - di sodio, che è un inquinante e potente gas serra.

Via | NewScientist.com
Foto | włodi

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (1 Voti | Media: 1 su 5)
condividi condividi
3 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Profilo di Androide85

    Androide85

    24 nov 2008 - 17:47 - #1
    0 punti
    Up Down

    insomma si delega alla natura il compito di riparare ai danni creati da noi. Così siamo liberi di continuare a inquinare bruciando ogni composto chimico immaginabile. Senza dubbio una nobile idea, siamo proprio in gamba noi umani.

  • Federico Magnani

    04 dic 2008 - 15:22 - #2
    0 punti
    Up Down

    Quanto da voi detto nel vostro articolo (non in quello di New Scientist, che invece mi ha citato correttamente; per favore rileggetelo!) non e’ corretto.

    Non ho infatti mai proposto di fertilizzare le foreste come un rimedio ai cambiamenti climatici. Mi sono limitato a rilevare che e’ quello che stiamo gia’ facendo (non intenzionalmente) da oltre un secolo, a causa delle emissioni di composti di N da fonti agricole e industriali.

    E che e’ essenziale comprendere e quantificare gli effetti di queste deposizioni, sia sulla fissazione di carbonio sia sull’albedo, per proporre politiche che tengano conto di tutte le ricadute, positive e negative, delle azioni dell’uomo.
    Basate insomma sulla conoscenza e non sull’ideologia.

    Federico Magnani

  • Profilo di eymerich73

    eymerich73

    04 dic 2008 - 17:16 - #3
    0 punti
    Up Down

    Mi scuso per l’imprecisione, che ho cercato di correggere, evidentemente sono stato tratto in inganno dal sito TreeHugger dove si afferma:

    “Magnani used the study’s results to argue that a program of annual nitrogen fertilization in the northern hemisphere could potentially create a new sink for carbon dioxide”.

    Letto così in effetti può sembrare che si voglia fomentare un programma con questo scopo.